La moneta nazionale cinese, lo yuan, sempre più verso l'internazionalizzazione

La moneta nazionale cinese, lo yuan, sempre più verso l’internazionalizzazione

di Lorenzo Riccardi CommentaIn Fiscalità Estera

Secondo gli analisti il Renminbi (RMB) o Chinese Yuan (CNY), la moneta nazionale cinese, potrebbe in tre anni diventare pienamente convertibile e completare così il suo processo di internazionalizzazione. Ad oggi la valuta locale non è pienamente convertibile ma viene comunque usata su larga scala, non solo per transazioni commerciali, ma anche per effettuare investimenti diretti all’estero e viceversa o per emettere obbligazioni societarie.

Attualmente i paesi autorizzati a scambi in renminbi con la Cina sono 206, posizionando la moneta cinese al 13esimo posto al mondo. Il Paese con il maggior volume di pagamento tramite renminbi è Hong Kong (72,8%).
Come confermano fonti governative la creazione della Shanghai Free Trade Zones, con le sue nuove norme in tema di libero commercio, è un importante banco di prova e risulterà fondamentale per il completamento del processo di liberalizzazione del renminbi. In questa area, infatti, è consentita la convertibilità della moneta cinese, anche se in piccole quantità e a determinate condizioni. Tianjin e la provincia del Guangdong hanno avanzato richiesta per la costituzione di altre zone di libero scambio nelle quali godere di politiche meno restrittive a livello monetario.

Al fine di promuovere l’utilizzo del CNY, la Banca Centrale Cinese, ha deciso di aumentare le operazioni internazionali in yuan.
Nel 2010 gli accordi internazionali in RMB rappresentavano solamente il 2% del totale degli scambi della Cina, nel 2011 si attestavano al 9% mentre nel 2012 hanno raggiunto il12%.
Recentemente, Hong Kong, al fine di incentivare l’utilizzo del renminbi come valuta di scambio globale, ha creato un mercato interbancario offshore, il quale ha raggiunto un volume di depositi in RMb di 600 miliardi a Novembre 2012.

La piena convertibilità del Renminbi passa anche dall’abbandono del tasso di cambio fisso in favore di quello variabile. In tal senso qualche passo è già stato fatto dalla Banca Centrale Cinese, che nell’aprile 2012, ha aumentato il limite di negoziazione della valuta dallo 0,50 % al 1% con la concreta possibilità di ulteriori aumenti futuri.
Appare ormai evidente che il Renminbi diventerà una nuova moneta globale, contrastando l’egemonia del dollaro. Da quando la Cina, nel giugno 2010, ha permesso l’oscillazione del tasso di cambio, il Renminbi si è rivalutato di oltre l’8% raggiungendo il livello record di poco inferiore a 6,20 rispetto al Dollaro. La valuta cinese si è rivalutata di circa il 25% dopo essersi sganciata dal dollaro americano nel 2005.

Le previsioni precedenti indicavano nel 2020 la data entro il quale raggiungere l’obiettivo della piena convertibilità, secondo i media cinesi, però, diversi funzionari riformisti hanno avanzato la proposta di accelerare il processo in modo da spostare il termine al 2015.

L’internazionalizzazione del Renminbi potrebbe portare la moneta locale a diventare una delle valute più scambiate al mondo, alla pari con il dollaro e l’euro, costituendo un altro passo per Pechino nello sviluppo del sistema economico e finanziario.

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Lorenzo Riccardi

Dottore commercialista specializzato in fiscalità internazionale. E’ Professore Associato presso Xian Jiao Tong-Liverpool University dove insegna taxation e advanced taxation ed è autore di articoli e saggi su tematiche di vario genere relative agli investimenti stranieri in Asia Orientale. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ricopre il ruolo di sindaco e consigliere per diversi gruppi societari ed è socio dello Studio di consulenza RSA, specializzato in Asia e paesi emergenti. Ha pubblicato “Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam” edito da IlSole24Ore ed è membro dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, del Registro dei Revisori dei Conti in Italia, dell’accountants association del Vietnam e dell’Hong Hong Institute of CPAs in Hong Kong. Tiene seminari e convegni su economia e diritto tributario in Oriente ed è responsabile della sezione “Asia” della banca dati online “Fisco e Tasse” (Maggioli Editore).

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