Cessioni gratuite intra-UE

Cessioni gratuite di beni intra-UE

di Barbara Bissacco 4 CommentiIn Iva, Testata

Breve sintesi della disciplina Iva applicabile nelle cessioni gratuite di beni intra-Ue.

L’elemento della gratuità, caratteristica della natura dell’omaggio, fa sì che l’operazione relativa alla sua cessione, con trasporto o spedizione in un altro paese dell’Unione Europea, non possa essere qualificata come intracomunitaria, ai sensi dell’art. 41 del D.L. n. 331/1993.

Ne consegue che la cessione gratuita di beni, la cui produzione o il cui commercio rientrano nell’attività di impresa, è considerata imponibile IVA ai sensi dell’art. 2, comma 2, punto 4, del D.P.R. n. 633/1972, anche se trasportati in un altro paese UE.

Sono invece esclusi dal campo di applicazione dell’IVA, le cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati, in quanto non costituiscono né una cessione intra-UE e né una cessione interna (art. 2, comma 3, lettera d, del D.P.R. n. 633/1972).

Sempre riguardo la cessione di beni la cui produzione o il cui commercio rientrano nell’attività di impresa, bisogna fare una duplice distinzione a seconda che il cedente italiano abbia detratto o meno l’imposta a monte nel relativo acquisto.

  • Se l’imposta è stata detratta a monte, la cessione gratuita è sempre imponibile IVA, indipendentemente dal costo unitario dei beni, però nella fattura di vendita, l’IVA non sarà addebitata al cliente, pertanto sarà riportata in calce la seguente dicitura “Omaggio senza rivalsa dell’IVA ai sensi dell’art. 18 del D.P.R. n. 633/1972”. In alternativa si può procedere emettendo un’autofattura singola per ciascuna cessione di omaggi, ovvero un’autofattura globale mensile per tutte le cessioni effettuate nel mese.
  • Se l’imposta non è stata detratta a monte, la cessione gratuita è esclusa dal campo di applicazione IVA ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972.

La cessione gratuita può riguardare anche beni, la cui produzione o il cui commercio non rientrano nell’attività di impresa (art. 2, comma 2, punto 4 del D.P.R. n. 633/1972), in tal caso, per gli acquisti relativi a tali beni, si applica la disciplina prevista per le spese di rappresentanza. In particolare, se il costo unitario del bene oggetto della cessione:

  • è di valore inferiore a € 50,00, l’acquisto prevede la detraibilità dell’IVA da parte del cedente, mentre la cessione sarà esclusa ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972.
  • è di valore superiore a € 50,00, il cedente non può detrarsi l’IVA assolta sull’acquisto e, anche in questo caso, la cessione è esclusa ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972.

L’operazione relativa alla cessione di omaggi, sia che riguardi beni la cui produzione o il cui commercio rientrano nell’attività di impresa e sia che riguardi beni la cui produzione o il cui commercio non rientrano nell’attività di impresa, non deve essere dichiarata, né ai fini fiscali e né ai fini statistici nel modello Intrastat, non concorre alla formazione del plafond e neppure all’acquisizione dello status di esportatore abituale.


Autore dell'articolo
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Barbara Bissacco

Tributarista qualificata LAPET di cui alla Legge n. 4/2013 e certificata FAC ai sensi della norma UNI 11511, laureata in Economia e Commercio, indirizzo economia e legislazione per l'impresa, preso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia. Titolare dello Studio Bissacco in Piove di Sacco (PD), esperta in contabilità, bilancio d'esercizio, diritto societario, imposte dirette e imposte indirette. Docente di corsi di formazione in materie contabili e fiscali promossi dalla Regione Veneto e finanziati dai fondi sociali europei per la ricollocazione dei lavoratori disoccupati.

Comments 4

  1. cessione esclusa art. 15? cito l’articolo:”non concorrono a formare la base imponibile […] il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono in conformità alle originarie condizioni contrattuali; tranne quelli la cui cessione è soggetta ad aliquota più elevata.
    In quale parte viene prevista una esclusione come da Lei indicata?

    1. L’esclusione ai sensi dell’art. 15, comma 1, punto 2, del D.P.R. 633/1972 è giustificata dal fatto che le cessioni gratuite di beni, ossia gli omaggi, rientrano nel concetto di “premio”.
      Tale premio può essere pattuito all’interno del contratto commerciale di fornitura di beni e, per esempio, si può prevedere che a fronte del raggiungimento di un certo fatturato annuo, si cedano all’acquirente dei beni in omaggio proprio come premio per il raggiungimento dell’obiettivo prestabilito.

      1. ringrazio per la risposta. Cito quanto da Lei scritto:
        “La cessione gratuita può riguardare anche beni, la cui produzione o il cui commercio non rientrano nell’attività di impresa (art. 2, comma 2, punto 4 del D.P.R. n. 633/1972), in tal caso, per gli acquisti relativi a tali beni, si applica la disciplina prevista per le spese di rappresentanza. In particolare, se il costo unitario del bene oggetto della cessione:

        è di valore inferiore a € 50,00, l’acquisto prevede la detraibilità dell’IVA da parte del cedente, mentre la cessione sarà esclusa ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972.”
        Ma quindi la cessione è esclusa ai sensi dell’art. 2 comma 2 nr 4 o ai sensi dell’art. 15?

        1. Come ho già spiegato nel precedente commento, la cessione gratuita di un bene è assimilata al concetto di premio nei confronti del cliente, quindi trattasi di operazione esclusa ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972, però si potrebbe anche indicare come causa di esclusione l’art. 2, dipende dall’interpretazione che si vuole dare alla natura della cessione gratuita del bene. Ad ogni modo, sia che venga indicato escluso art. 15 e sia escluso art. 2, l’operazione in oggetto non concorre alla formazione del volume d’affari.

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