Cattive notizie per i notai: no al rimborso dell’imposta di registro

di Mario La Manna CommentaIn Commenti Giurisprudenza e Prassi, Il peso del fisco

Il rimborso dell’imposta di registro non dovuta può essere chiesto dal contribuente, titolare del rapporto fiscale, e non dal notaio, anche quando sia stato quest’ultimo a mettere mano al portafogli.

La questione affrontata dalla Risoluzione n. 90/E dell’11 Dicembre 2013 è stata avanzata da due professionisti in merito alla procedura da seguire per il recupero (a “rimborso” oppure mediante “compensazione”, ai sensi dell’art. 3-ter D.Lgs. n. 463/1997) dell’imposta di registro versata in sede di autoliquidazione degli atti telematici, redatti per conto dei loro clienti, e in parte non dovuta in virtù di un documento di prassi.

Nella risoluzione, l’Ufficio – dopo aver affermato la irretroattività e rilevanza interna delle circolari (Cassazione n. 237/2009) –  chiarisce che i notai, in base al citato articolo 3-ter, possono avvalersi della compensazione di tutte le somme versate in eccesso, in sede di autoliquidazione (automaticamente evidenziate dal sistema informativo), con i tributi dovuti sugli atti successivi. L’ambito di operatività della compensazione è circoscritto tuttavia, solo ed esclusivamente, laddove si sia in presenza di somme versate per mero errore in fase di autoliquidazione, errore riscontrato dall’Ufficio dell’Agenzia delle entrate in sede di controllo della autoliquidazione operata dal notaio.

Esclusa la possibilità di compensazione l’Ufficio ha esaminato la facoltà di rimborso. L’articolo 77 del TUR dispone che: “Il rimborso dell’imposta, della soprattassa, della pena pecuniaria e degli interessi di mora deve essere richiesto, a pena di decadenza, dal contribuente o dal soggetto nei cui confronti la sanzione è stata applicata”.

Sul versante giurisprudenziale, i giudici del Palazzaccio – ribaltando il precedente orientamento (Cassazione n. 637/1967) – nel 2005 (sentenza n. 9440), hanno escluso per i pubblici ufficiali roganti, la possibilità di richiedere il rimborso dell’imposta di registro indebitamente versata. La giustificazione dell’esclusione risiede nel fatto che il notaio, pur essendo obbligato a richiedere la registrazione dell’atto e a pagare l’imposta principale in solido con le parti nel cui interesse è richiesta la registrazione (articolo 57, Dpr 131/1986), resta estraneo al rapporto tributario.

Il notaio è per la Cassazione (sentenza n. 22918/2007), solo un “responsabile d’imposta” inteso, alla stregua dell’articolo 64, comma 3, del DPR n. 600/1973, come soggetto obbligato al pagamento dell’imposta per fatti e situazioni esclusivamente riferibili ad altri, verso i quali ha diritto di rivalsa, e che, ai sensi dell’articolo 58 del TUR, si surroga, per le somme pagate, in tutte le ragioni, azioni e privilegi spettanti all’Amministrazione finanziaria nei confronti dei contraenti.

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Mario La Manna

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Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti. Risiede a Nola (NA), classe '88, Laurea Specialistica in "Consulenza e Management Aziendale" conseguita a pieni voti presso l'Università degli Studi di Salerno. Si occupa principalmente di consulenza fiscale e contenzioso tributario. Iscritto dal 2011 all'A.N.CO.T.

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