novità delle locazioni brevi

Contratti abitativi: le novità del DL 50/2017

di Luigi Pellecchia CommentaIn La Casa, Legge di Stabilità, Primo Piano, Testata

Con il Decreto Legge n. 50/2017 e la circolare 24/E/2017 sono state introdotte delle novità riguardanti gli adempimenti dovuti sulle case locate.

Per l’erario, i contratti di locazione si dividono in  brevi e non brevi (lunghi):

  • quelli brevi sono i contratti sulle locazioni di immobili abitativi stipulato tra persone fisiche che non operano in regime di impresa per una durata non superiore a 30 gg,
  • mentre i contratti non brevi, pur rispettando le stesse modalità, hanno un periodo temporale maggiore.

Negli affitti brevi, ai sensi del citato Dl 50/2017, si includono anche le prestazioni di pulizia, fornitura di biancheria e messa a disposizione di utenze; non sono previsti, invece, i servizi relativi alla somministrazione di cibi e bevande.

Le locazioni abitative generano tipologie di redditi  in funzione del soggetto che opera.

Per gli affitti brevi, secondo le attuali regole in vigore dal 01/06/2017, spunta la possibiltà di optare per la cedolare secca.

Le locazioni brevi e lunghe fanno sorgere, in capo al titolare dei diritti reali sull’immobile, il Reddito da Fabbricati.
Per gli affitti brevi viene estesa la possibilità di optare per la cedolare secca e c’è l’obbligo della ritenuta e della cominucazione AdE dell’intermediario che interviene nel pagamento.

Per i soggetti che sublocano l’immobile, invece, si generano i Redditi Diversi con la deduzione analitica dei costi. Solo per le sublocazioni brevi esiste la possibilità di optare per la cedolare secca e rimangono gli  obblighi di ritenuta e comunicazione così come previsti per i contratti di locazione.

Per la concessione a titolo oneroso dell’immobile da parte del comodatario si ha la formazione di tipologie di redditi a seconda dei soggetti: Redditi Diversi per il comodatario, Reddito Fondiario per il comodante. Per gli affitti brevi, il comodatario può optare per la cedolare secca rispettando gli obblighi di ritenuta e cominucazione AdE dell’intermediario che interviene nel pagamento, mentre per gli affitti lunghi dichiarerà tutto il comodante.

Un’importante novità si ha nel caso di comodato d’uso, fattispecie in cui il comodatario potrà scegliere la cedolare al 21% sul canone, cosa che in precedenza era preclusa.

La legge di bilancio del 2018 dovrebbe confermare a regime la flat-tax del 10% sugli affitti a canone concordato (contratti 3 +2 e quelli agevolati pe gli studenti) che altrimenti potrebbe salire al 15%, mentre la stessa aliquota flat non è prevista per gli affitti brevi.

Se non ci saranno aggiornamenti, per i comuni colpiti da calamità naturali, rimane applicabile l’aliquota del 10% per i canoni concordati, e solo per quei comuni che nei 5 anni precedenti al 28/05/2014 hanno subito eventi calamitosi.

Con questa manovra si cerca di mettere ordine anche nel campo degli affitti brevi, che per loro caratteristiche non erano soggetti a particolari adempimenti e che consentivano di eludere i redditi prodotti.

Inoltre, bisognerebbe ripensare a strumenti più efficaci e duraturi per i comuni che stanno ancora pagando i disastri del terremoto.

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Luigi Pellecchia

Laurea in Economia Aziendale conseguita presso l'Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Referente fiscale presso un'unità periferica di C.A.F.. Autore di articoli su rivista di economia.

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