Cancellata la solidarietà negli appalti

Cancellata la responsabilita’ solidale negli appalti dal 13 dicembre 2014

di Sergio Massa CommentaIn Parliamo di ...

Il regime della responsabilità solidale negli appalti, in relazione all’IVA e alle ritenute IRPEF, era stato introdotto nel 2006 con l’intento di combattere l’evasione soprattutto nel settore degli appalti edilizi.

L’appaltatore rispondeva in solido con il subappaltatore, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e per l’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore.
La responsabilità solidale, tuttavia, veniva meno se l’appaltatore verificava, acquisendo la documentazione prima del versamento del corrispettivo, che gli adempimenti sopra indicati, scaduti alla data del versamento, erano stati correttamente eseguiti dal subappaltatore.
L’Agenzia delle Entrate aveva poi ammesso ai fini dell’esclusione della responsabilità solidale anche l’utilizzo di una dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del DPR 445/2000 dal subappaltatore all’appaltatore, ovvero da quest’ultimo al committente.
Successivamente era stato abrogato, dal 22 giugno 2013, il regime di responsabilità solidale in relazione all’IVA, lasciando, invece, detta responsabilità solidale per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente. E così la disciplina è rimasta sino ad oggi.
L’art. 28 del DLgs. sulle semplificazioni fiscali approvato in via definitiva il 30 ottobre  e pubblicato definitivamente in Gazzetta il 29 novembre 2014, prevede ora l’abrogazione integrale dei predetti commi da 28 a 28-ter dell’art. 35 del DL 223/2006, cancellando completamente il regime della responsabilità solidale anche per quella parte relativa alle ritenute IRPEF.
Gli effetti di tale cancellazione decorreranno dal prossimo 13 dicembre quindi giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta.

Non e’ stata invece modificata la disciplina di cui all’art. 29 del DLgs. 276/2003, per quanto attiene alla responsabilità solidale negli appalti e subappalti in relazione al trattamento retributivo e contributivo dei lavoratori.  Si ricorda, in proposito, che tale articolo dispone che, in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.
In conclusione, quindi, committenti ed appaltatori, per evitare di rispondere in solido dei mancati pagamenti, dovranno continuare a richiedere il DURC per verificare la regolarità contributiva.

 

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Sergio Massa

Dott. Sergio Massa, iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa', imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

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