Come cambia la dichiarazione di intento dal 1° marzo 2017

di Sergio Massa 141 CommentiIn Iva

Cambiano le Dichiarazioni d’intento degli esportatori abituali:   una disposizione che, a nostro parere, non servira’ a nulla se non a complicarci l’esistenza.

Paradossalmente e’ inserita nel Decreto “Semplificazioni”. La nuova normativa prevede che, a partire dall’1.3.2017, occorrera’ compilare le Dichiarazioni d’intento secondo un nuovo modello.

Cosa hanno cambiato nel nuovo Modello?

Hanno solo eliminato la possibilita’ di richiedere acquisti in sospensione di Iva dal … al ... per cui restera’ la possibilita’ o di indicare un importo fisso (quello della fornitura) ovvero un importo massimo valido per piu’ forniture, fino a concorrenza del quale il fornitore dovra’ emettere fattura senza Iva.

In sostanza gli esportatori abituali dovranno indicare, per ciascun fornitore, l’importo fino a concorrenza del quale il fornitore potrà emettere, per l’anno solare di riferimento, fatture senza applicazione dell’IVA.

Rispetto al passato, il nuovo modello esclude la possibilità (più frequentemente adottata nella prassi) di indicare un utilizzo del plafond in relazione ad un periodo prefissato, essendo stati soppressi i campi 3 e 4 del frontespizio e dovendosi sempre fornire l’indicazione dell’importo che si intende utilizzare.

Secondo l‘Agenzia ciò consentirà un più puntuale monitoraggio, potendo riscontrare in tempo reale l’importo del plafond indicato in tutte le lettere d’intento trasmesse rispetto a quello risultante dalla Dichiarazione Iva.

Perche’ non puo’ funzionare?

Intanto perche’ molti esportatori abituali hanno o manderanno fino al 28.2.2017 le Dichiarazioni d’intento alla vecchia maniera. Ma soprattutto perche’ nessuna norma vieta, disponendo di un plafond ad es. di 1 milione di euro, di mandare a 5 fornitori Dichiarazioni d’intento, ciascuna di 1 milione di euro, in attesa di decidere di quale fornitore servirsi.  Poi si mandera’ la revoca, una volta raggiunto il plafond.

Al Fisco invece scattera’ l’ingiustificato allarme di superamento del plafond, che invece tale non e’.

Cio’ premesso, completiamo quanto disposto dalla nuova normativa:

–   il nuovo modello può essere utilizzato solo per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017, pertanto per le operazioni da effettuare sino al 28 febbraio 2017 deve essere utilizzato il vecchio modello;

–   nel caso in cui venga presentata una dichiarazione d’intento con il vecchio modello nel quale siano stati compilati i campi 3 e 4 “operazioni comprese nel periodo da … a …” (es. dall’1/1/2017 al 31/12/2017), la dichiarazione non ha validità per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017. Per tali operazioni deve essere quindi presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello;

–   nel caso in cui venga presentata una dichiarazione d’intento con il vecchio modello nel quale sia stato compilato il campo 1 “una sola operazione per un importo fino ad euro” o il campo 2 “operazioni fino a concorrenza di euro”, la dichiarazione ha validità, fino a concorrenza dell’importo indicato, rispettivamente per la sola operazione o per le più operazioni di acquisto effettuate anche dopo il 1° marzo 2017. In tali casi, quindi, non deve essere presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello;

–   l’importo da indicare nel campo 2 della sezione “dichiarazione” deve rappresentare l’ammontare fino a concorrenza del quale si intende utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza Iva nei confronti dell’operatore economico al quale è presentata la dichiarazione.

Particolare attenzione deve essere riservata alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza Iva dal soggetto che riceve la dichiarazione, che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione d’intento. Qualora l’esportatore abituale, nel medesimo periodo di riferimento, voglia acquistare senza Iva per un importo superiore a quello inserito nella dichiarazione d’intento presentata, deve produrne una nuova, indicando l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza Iva.

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Autore dell'articolo
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Sergio Massa

Dott. Sergio Massa, iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa', imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

Comments 141

  1. E noi esportatori abituali dovremo perdere un sacco di tempo a far calcoli (e così i nostri fornitori ) ! Alla fine saremo costretti ad emettere dichiarazioni singole per ogni acquisto e ad aumentare considerevolmente il numero di Dichiarazioni emesse ed il tempo ad esse dedicato.
    Questa, da nessun punto di vista, si può definire semplificazione. Ci mancava.

    1. Non ne ho proprio idea.
      Ma di una cosa sono convinto accettando fin d’ora scommesse: difficilmente avranno tutte le complicazioni e la massa di dati ed informazioni che in questo paese richiedono al povero contribuente.

  2. Ipotesi:

    se l’azienda ha 4.000.000€ di plafond complessivi utilizzabili li deve spalmare tra tutti i fornitori oppure può indicare per
    ogni fornitore 4.000.000€, stando poi attenta a non superare comunque in totale il plafond?

    Certo che é lapalissiano che così si aiutano le aziende ad esportare !!!

    1. Quanto al quesito del Sig. Paolo, il quale chiedeva se poteva comunicare a tutti i fornitori l’intero plafond (per cui la somma eccedeva sicuramente il plafond disponibile) osservo che nessuna norma lo vieta.
      Infatti l’importante e’ non superare il plafond disponibile EFFETTIVAMENTE, non teoricamente.
      Infatti un contribuente puo’ avere 2 fornitori per lo stesso prodotto e decidere di volta in volta a quale dei due rivolgersi per l’acquisto, a seconda delle condizioni offerte; inviando ad ambedue richiesta per tutto il plafond disponibile.
      Pero’ non posso garantirgli che un domani non riceva richieste di chiarimenti in quanto al Fisco risultera’ che ha splafonato, sia pur con le richieste e non con l’acquistato effettivo.
      Chi ha studiato questa complicazione probabilmente non ha mai lavorato in un’azienda.

  3. Quindi è possibile inviare delle revoche?
    Sul sito dell’agenzia delle Entrate non ci sono informazioni a tal proposito.
    Nel caso impegnassi parte del plafond con un fornitore e dovessi poi decidere durante l’anno di non proseguire con lui alcuna collaborazione, con la revoca potrei impegnare la restante parte con un altro fornitore. Questo per non incorrere in richieste di chiarimento da parte del fisco.

    1. A mio parere la revoca non e’ necessaria, se lei decide di non acquistare piu’ da quel fornitore.
      Cio’ che conta e’ l’utilizzo del plafond disponibile.
      Per fare un esempio, se lei aveva inviato una dichiarazione d’intento per 100.000 euro al fornitore A, puo’ tranquillamente cambiare fornitore ed inviare al nuovo analoga dichiarazione. Vorra’ dire che i 100.000 li consuma col nuovo fornitore, non conta che lei abbia “spalato” con le dichiarazioni inviate, conta l’effettivo acquistato in esenzione Iva.

    2. A mio parere, se lei decide di non acquistare piu’ nulla dal fornitore A al quale aveva inviato una dichiarazione d’intento, puo’ evitare di inviargli la revoca.
      Poi magari utilizza quel plafond non consumato per inviare un’altra dichiarazione d’intento al fornitore B, senza preoccuparsi se ha ecceduto nel plafond: conta il plafond effettivamente utilizzato, non quello teorico disponibile.

  4. Devo fare solo una domanda. Con la numerazione delle nuove dichiarazioni come dobbiamo comportarci ? Ricominciamo a numerarle con n° 1 oppure bisogna proseguire dall’ultima inviata valida fino al 28/02 ? Grazie.

  5. BUON POMERIGGIO

    NOI SIAMO I SOGGETTI CHE RICEVONO LE DICHIRAZIONI D’INTENTO DAI NOSTRI CLIENTI , NELLE FATTURE CHE EMETTIAMO OLTRE A SCRIVERE IL NUMERO E LA DATA DELLA DICHIARAZIONE RICEVUTA E’ OBBLIGATORIO INDICARE ANCHE IL PLAFOND grazie

  6. Buongiorno,
    se nel corso dell’anno esaurisco il plafond per un fornitore mi sembra di capire che posso inviare una nuova dichiarazione d’intento. Questa dichiarazione sarà una nuova dichiarazione o una integrativa che va a sostituire la precedente? il nuovo importo da indicare sarà l’importo totale cioè quello indicato nella dich. precedente + la differenza o si indica solo la differenza?

    1. Esaurito il plafond col fornitore A e’ necessario inviargli una seconda dichiarazione d’intento, contenente un nuovo autonomo plafond.
      Come succede quando la dichiarazione d’intento riflette una singola fornitura: se intende acquistare una seconda fornitura deve ignorare la prima e spedirne un’altra, autonoma.

  7. Buongiorno, volevo fare una domanda, con la nuova dichiarazione proseguo con la numerazione, ma devo compilare anche il campo nota integrativa e riportare la prima dichiarazione del vecchio modello.
    Grazie

    1. Sono d’accordo con la risposta dell’Ag. Entrate.
      Barrare “Integrativa” vuol dire che intendo correggere un errore o un dato di una Dichiarazione precedente, annullandola in quanto restera’ viva solo la Dichiarazione Integrativa.
      Consiglio di non utilizzare l’Integrativa se non per errori materiali commessi nella precedente Dich. d’intento.

  8. Stesso dubbio di Lorella. Ho trasmesso prima dichiarazione a gennaio indicando “per gli acquisti dal 01/01 al 31/12”. Ora devo ritrasmettere dichiarazione con indicazione del plafond. Devo redigere dichiarazione integrativa indicando il protocollo telematico della vecchia o trasmettere dichiarazione ex novo ? Grazie

    1. Buongiorno, ho chiamato l’Agenzia delle Entrate e mi hanno detto che bisogna fare una nuova dichiarazione ex novo proseguendo con ila numerazione e senza indicare nessuna nota integrativa.

    2. Lei deve trasmettere una nuova Dichiarazione, con numero sequenziale, quella vecchia “muore” … per cause naturali … il 28.2.2017.

  9. buongiorno,
    noi riceviamo le dichiarazioni e dobbiamo verificare l’importo complessivamente fatturato senza iva.
    La verifica di tale importo decorre dal 01/03/17 oppure dalla data della ricevuta
    Grazie

    1. Lei deve distinguere le vecchie Dich. d’intento dalle nuove.
      Le vecchie, se formulate con la data (da … a …) cessano ogni efficacia col 1° marzo 2017. Per cui muoiono e il cliente, se vuole continuare ad acquistare senza Iva, dovra’ recapitarle una Dich. d’intento nuova, autonoma e recante un nuovo importo che lei dovra’ monitorare a partire dall’1.3.2017.

      Al contrario, le vecchie, se formulate con un importo anziche’ con la data “da … a …”, sopravvivono anche dopo il 28.2.2017.
      Parlando di queste ultime, occorre controllare tutte le vendite effettuate a quel cliente dall’1.1.2017 fino al 31.12.2017, stando attenti che non si superi l’importo richiesto.

      Preciso che le nuove Dich. d’intento valgono solo per le consegne effettuate a partire dall’1.3.2017 e nei limiti dell’importo richiesto dal cliente.

      1. Buongiorno, quindi mi pare di capire che le fatture emesse a gennaio e febbraio con la vecchia dichiarazione non rientrino nel plafond indicato nella nuova. A febbraio le istruzioni ancora non davano nulla per certo. Grazie

  10. Buongiorno, avrei una domanda:
    ipotizzando di mandare una dichiarazione al mio fornitore di € 100.000 a metà anno il fornitore ha fatturato solamente € 50.000 ma ho la necessità di ricevere il restante con IVA. E’ possibile inviare una revoca? se si avrà effetto immediato dalla data di invio all’Ag. Entrate o ci sono altri parametri da comunicare?
    Grazie

  11. Buongiorno, ma prima del 01.03.17 possiamo trasmettere il nuovo modello? Nel sito agenzia entrate esiste solo il vecchio software.

    1. Si, e’ possibile gia’ inviare la nuova Dich. d’intento, tenendo presente che vale solo per le consegne dall’1.3.2017 in poi.

      1. Capisco che è possibile inviare già la nuova dichiarazione di intento, ma non riesco a capire come compilarla, poichè, come detto da lillo, sul sito dell’A.d.E. esiste solo il vecchio software (1.1.3) e non il nuovo. Grazie dell’aiuto.

  12. buongiorno, ho una domanda.
    se un cliente mi ha emesso dichiarazione d’intento dal 01/01/2017 al 31/12/2017.
    il cliente deve emettere una revoca della vecchia dichiarazione d’intento per poi emettermi quella nuova?
    grazie.

    1. La Dichiarazione d’intento che lei ha ricevuto “muore” naturalmente il 28.2.2017, essendo riferita ad una data anziche’ ad un importo.
      Per cui non e’ necessario revocarla, ma il fornitore deve sapere che le consegne a quel cliente post 28.2 sconteranno l’Iva, a meno che il cliente non le recapiti una NUOVA dich. d’intento contenente un importo.

  13. DOMANDA DEL SIG. LUCA
    Buongiorno, avrei una domanda:
    ipotizzando di mandare una dichiarazione al mio fornitore di € 100.000 a metà anno il fornitore ha fatturato solamente € 50.000 ma ho la necessità di ricevere il restante con IVA. E’ possibile inviare una revoca? se si avrà effetto immediato dalla data di invio all’Ag. Entrate o ci sono altri parametri da comunicare?
    —————————
    RISPOSTA
    Certo che e’ possibile inviare una revoca, ma al fornitore, all’Ag. Entrate non si inviano le revoche.
    Per avere un documento con data certa consiglio di inviare la revoca con PEC, cosi’ se il fornitore si sbaglia abbiamo il diritto di richiedergli una Nota di Debito di sola Iva, senza rischiare sanzioni.

  14. Buongiorno a tutti,
    nel caso un cliente mi inviasse oggi una Dich.Int con nuovo modello (valido dall’1/3), noi emettiamo fattura senza iva a partire dall’1/3 oppure dalla data di ricezione della dichiarazione?

    grazie.

    1. Ottima domanda.
      Se il suo cliente le invia oggi 24.2 una NUOVA Dich. d’intento, che e’ valida dall’1.3, lei intanto deve registrarla previo ottenimento della conferma da parte dell’Ag. Entrate.
      E’ importante, prima di effettuare la consegna della merce, aver consultato il sito dell’Ag. Entrate ed aver stampato la sua conferma, spillandola ai documenti inviati dal cliente.
      Dopo di che lei deve aspettare il 1° marzo prima di effettuare la consegna/spedizione della merce, pena l’applicazione dell’Iva.
      In pratica non deve consegnare merce al cliente prima di:
      – aver ricevuto la sua Dich. d’intento, corredata dalla sua ricevuta di trasmissione telematica;
      – aver stampato la conferma sul sito dell’Ag. Entrate.
      Solo da questo momento puo’ spedire la merce al cliente in esenzione Iva.
      Trattandosi poi di NUOVA dich. d’intento, deve comunque aspettare il 1° marzo per la consegna.
      Spero di essere stato chiaro in questa jungla di obblighi inutili.

      1. PER IL SIG. FRANCESCO
        La risposta la trova dopo il quesito del Sig. DORIANO.
        In sostanza, se lei riceve una vecchia Dich. d’intento il 21.2.2017 contenente un importo, essa ha validita’ fino al 31.12.2017; sono sole quelle vecchie contenenti una data (dal …. al ….) che muoiono il 28.2.2017.

  15. Domanda ma dal 01/03/2017 che software di compilazione uso , visto che sul sito dell’agenzia delle entrate c’è ancora il vecchio?

  16. Buongiorno,
    Ricevo una dichiarazione di intento in data 21.02 sul vecchio modello con indicazione plafond per operazioni a partire dal 1 Marzo.
    E’ corretta?

    1. Si, e’ corretta.
      Le vecchie Dich. d’intento contenenti un importo sopravvivono anche dopo l’1.3.2017.

  17. Buongiorno,
    ad oggi il software dell’Agenzia delle entrate non è ancora stato aggiornato per utilizzare il nuovo modello.
    ci sono novità in merito?
    grazie

  18. Salve, ad oggi mi risulta che non si possono ancora inviare all’agenzia delle entrate le lettere d’intento con il nuovo modello, non c’e’ il software di controllo, confermate?
    Grazie!
    Edi

  19. Buongiorno, il software del sito dell’Agenzia ad oggi non è aggiornato, crede che verrà aggiornato domani? Inviare solo la nuova dichiarazione cartacea senza ricevuta telematica sarebbe stato un doppio lavoro sto quindi aspettando il 1.3.2017 in attesa dell’aggiornamento.

  20. ci sono aggiornamenti in merito al software dell’Agenzia delle entrate? Oggi è 1 marzo e sul sito non è comparso nulla… Qualcuno ne sa qualcosa?

  21. QUANDO VIENE AGGIORNATO SOFTWARE AGENZIA ENTRATE ? SIAMO AL 01/03/2017 E NON C’E’ NIENTE .come lo inviamo telematico senza software ?????

  22. QUANDO VIENE AGGIORNATO SOFTWARE AGENZIA ENTRATE ? SIAMO AL 01/03/2017 E NON C’E’ NIENTE .come lo inviamo telematico senza software ?????

  23. BUONGIORNO
    VORREI CONFRONTARE LE NOTIZIE CHE HO IO CON LE VOSTRE. L’AGENZIA STAMATTINA MI HA DETTO CHE IL SOFTWARE NON è ANCORA STATO AGGIORNATO (IVI15) E CHE POSSIAMO EMETTERE LE VECCHIE DICHIARAZIONI COMPILANDO IL CAMPO 1 E 2 .

  24. non è ancora disponibile il software di controllo dell’AdE e ho clienti con il camion fermo in Digana. Ma come è possibile che non sia ancora stato rilasciato l’aggiornamento, visto che il provvedimento è di dicembre 2016. E’ assurdo!

  25. Pingback: Come cambia la dichiarazione di intento dal 1° marzo 2017 - Studio Alaimo Commercialisti Associati

  26. Ad oggi ore 14:38 il software sull’agenzia delle entrate non è aggiornato!!!
    La solta storia italiana!! Fanno le leggi ma poi non ti mettono in grado di lavorare!! RIDICOLI!!

  27. Per tutti quelli che lo stavano chiedendo (come me), hanno appena aggiornato il software alla versione 1.2, non serve aggiornare nulla, basta far partire l’IVI15 e quando si collega va già con il nuovo modello.
    Saluti.

  28. Ho emesso ulteriore dichiarazione di intento in data 21/02/2017, utilizzando il vecchio modello ma compilando il campo 2 con indicazione del plafond. Sulle fatture emesse dai fornitori per consegne dal 21 al 28 Febbraio mi devono indicare il numero della vecchia dichiarazione con la data o già il nuovo numero di quella emessa con cifra plafond ?

    1. Se ho capito bene, lei ha emesso due Dichiarazioni “vecchio modello”, la prima con una data, la seconda con un importo.
      La prima muore il 28.2, la seconda no.
      Per le consegne fino al 28.2 quindi riterrei ancora valida la prima Dichiarazione e citerei questa in fattura.
      Per le consegne post 28.2 comincerei a consumare il plafond indicato nella seconda Dichiarazione.

      1. Nel caso di prestazioni di servizi o lavorazioni come ci si comporta?
        Vale sempre la data di consegna oppure in questo caso il fornitore può fatturare in esenzione anche ddt del 01/03/2017 anche se ha ricevuto la nuova dichiarazione il 2/3?
        Grazie

  29. Buogiorno
    Ho emesso le nuove dichiarazioni d’intento riprendendo la numerazione da 1 (1/2017) pensate che sia sbagliato?
    Grazie

    1. Si.
      La numerazione deve proseguire ed e’ unica per tutto l’anno solare 2017.
      Si tratta comunque di un errore solo formale.

  30. Buongiorno,
    ho ricevuto una dichiarazione di intento vecchio modello il 02/01/2017 per operazioni fino al 31/12/2017; in data 28/02/2017 fatturo al cliente senza iva; in data 01/03/2017 ho ricevuto a mezzo pec una nuova dichiarazione di intento con plafond indicato e senza periodo di riferimento ma è stato utilizzato il vecchio modello inviato all’agenzia il 24/02/2017 e non è stata barrata la voce integrativa. Come mi devo comportare, è valida la dichiarazione per le operazioni a partire dal 01/03? devo già considerare utilizzato il plafond in data 28/02 oppure no?
    grazie, saluti

  31. Ho inviato ieri una dichiarazione di intento con vecchio modello ma il fornitore oggi ha chiamato perchè la vuole necessariamente su nuovo modello. posso fare integrativa o devo revocare quella di ieri e presentare una ex novo?
    Grazie

  32. Noi riceviamo dichiarazioni di intento.
    Poniamo che in data 01.03 il cliente mi indichi un plafond di 30.000 e fino a maggio il plafond si erode per 20.000, per cui residua 10.000.
    A giugno mi invia una nuova dichiarazione con 90.000 di plafond: è giusto considerare un plafond complessivo di 100.000 (90 delle nuove + 10 di residuo)? grazie

    1. A mio parere si.
      Il plafond non consumato della prima Dichiarazione d’intento (10.000) si somma (se il cliente non ha fatto una integrativa) con il plafond della seconda Dichiarazione (90.000).

  33. Buongiorno,
    ho ricevuto da un cliente la nuova dichiarazione il 02/03/17 con data ricevuta dell’Agenzia il 01/03/17.
    Domanda: posso fatturare al mio cliente in esenzione già a partire dal 01/03/17 nonostante
    la mail del cliente sia del 02/03/17?
    Grazie e buona giornata

    1. No, non puo’.
      Lei puo’ fatturare in esenzione solo se in possesso:
      – della Dichiarazione d’intento del cliente
      – della ricevuta di trasmissione all’Ag. Entrate che il cliente le trasmette
      – della ricevuta della verifica che lei ha autonomamente effettuato all’Ag. Entrate.

      L’1.3 lei non aveva niente di tutto questo per cui una eventuale consegna effettuata l’1.3 scontava l’Iva.

      1. Ma se il fornitore ha emesso il ddt il 28/02/2017 con consegna materiale 01/03/2017
        La nuova dichiarazione l’ha ricevuta Il 02/03/2017
        Fattura in data 28/02/17; vale ancora la vecchia dichiarazione periodo da 1/1 a 31/12/2017 oppure deve fatturare con iva in quanto l’1/3 rimane scoperto dalla nuova dichiarazione ricevuta il 2/3?
        Grazie Saluti
        Laura

        1. DOMANDA SIG.RA LAURA
          Ma se il fornitore ha emesso il ddt il 28/02/2017 con consegna materiale 01/03/2017
          La nuova dichiarazione l’ha ricevuta Il 02/03/2017
          Fattura in data 28/02/17; vale ancora la vecchia dichiarazione periodo da 1/1 a 31/12/2017 oppure deve fatturare con iva in quanto l’1/3 rimane scoperto dalla nuova dichiarazione ricevuta il 2/3?
          Grazie Saluti
          Laura
          ————————–
          RISPOSTA
          La sua domanda e’ interessante.
          In questo caso ritengo decisivo il fatto che l’art. 6/633 individua il momento di effettuazione dell’operazione non nel momento della consegna (2.3.2017) ma nel momento della fatturazione anticipata (28.2.2017).
          In pratica lei ha emesso una fattura d’acconto (che puo’ essere anche il saldo) il 28.2; l’operazione si considera effettuata il 28.2 per cui, se ha plafond in forza della vecchia dichiarazione, a mio parere lo puo’ usare.

  34. RISPONDO A VALENTINA
    Domanda
    Ho inviato ieri (1.3.2017) una dichiarazione di intento con vecchio modello ma il fornitore oggi ha chiamato perchè la vuole necessariamente su nuovo modello. posso fare integrativa o devo revocare quella di ieri e presentare una ex novo?
    Risposta
    Dall’1.3.2017 sono valide solo le nuove Dichiarazioni d’intento.
    Non faccia integrativa, revochi la vecchia e gliene invii un’altra su nuovo modello.

  35. RISPONDO A SONIA
    Domanda
    ho ricevuto una dichiarazione di intento vecchio modello il 02/01/2017 per operazioni fino al 31/12/2017; in data 28/02/2017 fatturo al cliente senza iva; in data 01/03/2017 ho ricevuto a mezzo pec una nuova dichiarazione di intento con plafond indicato e senza periodo di riferimento ma è stato utilizzato il vecchio modello inviato all’agenzia il 24/02/2017 e non è stata barrata la voce integrativa. Come mi devo comportare, è valida la dichiarazione per le operazioni a partire dal 01/03? devo già considerare utilizzato il plafond in data 28/02 oppure no?

    Risposta
    La vecchia Dichiarazione d’intento e’ morta il 28.2.2017. La nuova, sia pur redatta su vecchio modello, e’ l’unica valida e sopravvive perche’ reca un importo anziche’ una data.
    A mio parere il plafond della vecchia Dichiarazione lo considererei completamente assorbito dalla fatturazione del 28.2. E qui azzererei il tutto.
    Del resto lei ha ricevuto la seconda Dichiarazione d’intento l’1.3.2017, con un plafond indicato che e’ l’unico dato che lei deve rispettare per le consegne effettuate da quella data.
    In altre parole, la seconda Dichiarazione d’intento e’ da ritenersi valida per tutto il plafond ivi indicato, non deve sottrarre quanto fatturato il 28.2 in quanto tale importo discende dalla prima Dichiarazione d’intento, estintasi naturalmente il 28.2

  36. Buonasera avrei una domanda per le dichiarazioni d’intento ricevute all’inizio dell’anno ma già corrette con indicazione del plafond per la nuova registrazione con il plafond devo tenere valido oltre al numero di dichiarazione anche il protocollo già dato è la sua presa in carico.
    Praticamente la devo solo inserire nuovamente a sistema ma con gli stessi dati della vecchia e solo con aggiunta plafond con detrazione di quello già usato.
    è corretto?
    Grazie

    1. Legga anche le precedenti risposte, il suo quesito e’ gia’ stato affrontato.
      Non sono d’accordo con le sue conclusioni.
      Le vecchie Dichiarazioni d’intento non sono state corrette: sono defunte per cause, diciamo, naturali il 28.2.2017 se recanti una data (dal … al …)..
      Lei ha ricevuto pertanto una nuova Dichiarazione con indicato un plafond numerico.
      Si tratta di un’altra Dichiarazione che dovra’ avere una sua numerazione progressiva e quindi un altro protocollo.
      Non deve detrarre quanto gia’ fatturato dall’1.1. al 28.2 sulla base della vecchia Dichiarazione d’intento, questa e’ una nuova, autonoma.

  37. buongiorno, stiamo ricevendo dai nostri clienti dichiarazioni d’intento su vecchio modello presentate all’agenzia delle entrate in marzo. Abbiamo comunicato loro che dal 01.03.2017 avrebbero dovuto presentare la dichiarazione d’intento sul nuovo modello ma abbiamo problemi con loro sulla questione poichè i clienti asseriscono di avere presentato all’agenzia delle entrate la dichiarazione e hanno la ricevuta che ne attesta la validità. Mi chiedo, come è possibile che l’agenzia delle entrate produca la ricevuta di presentazione di una dichiarazione palesemente errata poichè su vecchio modello? Come è possibile che siano state accettate? Magari sono anche state passate al controllo software vecchio??? Grazie, Silvia

    1. Sono d’accordo con lei.
      Le vecchie Dichiarazioni potevano sopravvivere anche dopo il 28.2 se recanti un importo, anziche’ la data, purche’ spedite all’Ag. Entrate entro il 28.2.
      Dall’1.3 ritengo valide solo le nuove Dichiarazioni, che non contengono piu’ i campi 3 e 4 (con la data) ma solo i campi 1 o 2.

    2. Lei ha ragione ed io insisterei con i suoi clienti.
      Le trascrivo pari pari il commento del Sole 24 Ore sul suo caso.
      ——————————————————-
      MODELLO VECCHIO INVIATO DAL PRIMO MARZO CON CAMPI 1 O 2
      Dopo il 28 febbraio 2017, viene inviata alle Entrate la dichiarazione d’intento con il vecchio modello, con il campo 1 “una sola operazione per un importo fino ad euro” (ovvero il campo 2 “operazioni fino a concorrenza di euro”) compilato. L’invio non dovrebbe avere validità, perché dal 1° marzo 2017 “il nuovo modello sostituisce quello approvato con il provvedimento del 12 dicembre 2014 e modificato con provvedimento dell’11 febbraio 2015” (motivazioni al provvedimento 2 dicembre 2016).
      ————————————–
      E’ poco confortante il condizionale utilizzato dal Sole 24 Ore, ma siccome le sanzioni le rischia lei, pretenda dai suoi clienti la nuova dichiarazione.

  38. Buonasera,
    come parte ricevente delle dichiarazioni d’intento siamo a porre alcuni quesiti.
    1) dovendo stornare una bolletta emessa in esenzione in corso d’anno, che ha eroso il plafond della dichiarazione n.1 per X€, posso reintegrare di quell’importo il plafond legato a quella dichiarazione, rendendolo nuovamente disponibile per successive emissioni?
    2) ponendoci nel 2018 e dovendo stornare una bolletta emessa in esenzione per effetto di una dich.d’intento ricevuta nel 2017, che ha eroso il plafond per X€, se il cliente ha presentato una nuova dic.d’intento per il 2018 posso reintegrare per l’importo stornato il plafond legato alla nuova dichiarazione? Oppure, devo reintegrare per l’importo stornato il plafond legato alla dichiarazione 2017? Oppure non devo fare nulla?
    3) Se per un cliente esente art.8 in data 15/12/2017 ho emesso una fattura con aliquota ordinaria in quanto l’imponibile es.art.8 eccedeva la quantità di plafond disponibile, è lecito in stessa data o data successiva emettere una nuova fattura in esenzione se il plafond disponibile è superiore all’imponibile della nuova bolletta?
    4) Il cliente può presentare più di una dichiarazione relativa allo stesso destinatario, specificando plafond distinti per i diversi servizi che sta acquistando?

    La ringrazio anticipatamente per l’interessamento. Lorenzo.

    1. Spero di aver capito bene i suoi quesiti, anche se gia’ si parla del 2018 e non garantisco che la normativa rimanga quella di oggi.

      1) ho capito che il suo cliente aveva un certo plafond, lei ha emesso un DDT + fattura in esenzione, poi successivamente mi storna il DDT, per esempio causa reso merce difettosa: in tal caso il plafond del suo cliente si ricostituisce come se nulla fosse successo. Tuttavia devo precisare che questo discorso vale se il DDT era stato emesso in forza di una Dich. d’intento vecchia contenente un importo, oppure in forza di una Dich. d’intento nuova.
      Non vale piu’ se era stato emesso in forza di una Dich. d’intento vecchia contenente una data, la cui validita’ cessa col 28.2.2017.

      2) Il caso e’ una fatturazione 2017 in esenzione, in forza di Dich. d’intento 2017, stornata nel 2018 (ad es. per reso merce 2018).
      Il plafond 2017 e’ autonomo e slegato da quello 2018. A mio parere se lei nel 2018 consegna altri beni a quel cliente, deve avere una nuova Dich.ne 2018 con un plafond valevole per il 2018, il plafond 2017 si e’ concluso e la parte non utilizzata di plafond non puo’ aggiungersi a quello 2018.
      In altre parole secondo me nulla deve fare e nulla puo’ fare a favore del cliente per consentirgli di recuperare il plafond 2017, non completamente consumato a causa del reso 2018.
      Tenga inoltre presente che il plafond si consuma all’atto della consegna dei beni, non all’atto della fatturazione dei beni, per cui nel nostro caso il suo cliente ha consumato nel 2017 il suo plafond, essendo il reso avvenuto nel 2018.

      3) Se ho capito bene, il 15.12.17 lei ha emesso fattura con Iva in quanto la cessione, poniamo pari a 150, eccedeva il plafond comunicato, poniamo pari a 100.
      Devo dire che in questo particolare caso lei poteva spezzare la cessione, esente quanto a 100, imponibile quanto a 50.
      Ma se la cosa e’ andata come lei scrive, il plafond del suo cliente nel 2017 e’ ancora pari a 100 per cui, se deve fornirgli beni nel 2017 ad es. per 80, ben puo’ fatturarglieli in esenzione.

      4) Il cliente e’ libero di inviare quante dich. di intento desidera, anche una distinta per ogni cessione/prestazione.

      1. Buongiorno,
        la ringrazio per i chiarimenti. Mi accorgo solo ora che il quesito n.4 era malposto e cerco di chiarirlo meglio di seguito.

        La nostra azienda fornisce beni e servizi di diversa natura, ed avendo ampliato la nostra offerta nel tempo, per comodità abbiamo deciso di adottare un secondo gestionale di fatturazione (da affiancare al primo) dedicato alla sola fatturazione dei servizi che abbiamo di recente proposto sul mercato. Ora, dovendo garantire la fatturazione in esenzione per il medesimo cliente su entrambi i gestionali, ci stiamo chiedendo se pur avendo già ricevuto dal cliente “Alfa srl” una dichiarazione d’intento del nuovo tipo per la quale nel campo “chiedo di acquistare o importare” è stato indicato un generico BENI E/O SERVIZI ed è stato compilato il campo “operazioni fino a concorrenza di euro”, sia possibile utilizzare questa prima dichiarazione d’intento (e il relativo plafond) solo sul primo gestionale, richiedendo al cliente “Alfa srl” di inoltrare una nuova dichiarazione d’intento da utilizzare sul secondo gestionale, che indichi:
        – nel campo “chiedo di acquistare o importare” la specifica della tipologia di servizi che fatturiamo col secondo gestionale
        – nel campo “operazioni fino a concorrenza di euro” il plafond da utilizzare solo sul secondo gestionale.

        Secondo lei è possibile procedere in questo modo? La ringrazio ancora per l’interessamento.
        Lorenzo.

    2. Rispondo alla domanda 4) dopo la sua riformulazione.
      Sul punto non ho visto nulla.
      A mio modesto avviso il fatto che lei abbia due gestionali distinti non legittimerebbe il suo cliente ad inviare due Dichiarazioni d’intento.
      Tuttavia, se il cliente e’ d’accordo, visto che non e’ vietato espressamente, sarei del parere che cio’ diventi possibile a patto di specificare, per es., che la prima Dich. d’intento puo’ riguardare solo beni da acquistare, e la seconda solo servizi da acquistare.
      Mutuo il mio convincimento dal fatto che, se un cliente le presenta una prima Dich.ne d’intento e poi successivamente una seconda (s’intende non integrativa e non con date ma con importi), il plafond della prima si somma con quello della seconda.
      Per cui lei puo’ fatturare in esenzione la somma delle due, distinguendo nell’esempio tra cessioni di beni, dove consuma il primo plafond, e prestazioni di servizi, dove consuma il secondo plafond.

  39. Buonasera,
    in quanto operatori sul mercato di energia elettrica e gas, ed in relazione alle particolarità di fatturazione legate a questi servizi abbiamo la necessità di dirimere alcuni dubbi.
    a) Se un cliente ha presentato una dichiarazione d’intento, possiamo dire con certezza che tutti i contratti intestati a quella partita IVA debbano essere fatturati in esenzione fino ad esaurimento del plafond? E’ pertanto possibile escludere completamente la possibilità di fatturare alcuni contratti con aliquota ordinaria per esplicita volontà del cliente? Nel recente passato si è palesato un cliente esportatore abituale che ha richiesto l’applicazione dell’IVA su un solo contratto luce in quanto il punto serviva un locale di servizio; l’uso non era pertanto destinato all’attività produttiva dell’esportatore abituale.
    b) Se ad un cliente esente art.8 stiamo emettendo una bolletta luce e non c’è sufficiente disponibilità di plafond per coprire tutto l’imponibile es.art.8, il sistema di fatturazione può emettere una bolletta che in parte eroda il plafond residuo azzerandolo ed in parte applichi l’aliquota IVA ordinaria? Se si, quali sono i criteri da adottare per operare questa spezzatura? In caso contrario è lecito emettere la bolletta tutta con aliquota ordinaria visto che rimane comunque un pezzetto di plafond a disposizione?
    c) Nelle bollette luce e gas si gestiscono importi in restituzione che nella bolletta originale erano stati fatturati in acconto ed erano assoggettati a IVA esente art.8. Nel caso in cui non vi sia più plafond disponibile o sia stata revocata la dich. d’intento, nella bolletta di conguaglio in cui ricade l’importo in restituzione, fatta salva l’applicazione dell’aliquota ordinaria sull’importo fatturato in conguaglio, qual’è l’aliquota IVA da applicare all’importo restituito? Esempio: ho fatturato in esenzione un acconto di 100€. Nel caso in cui l’importo in conguaglio (300€) sia maggiore dell’acconto da restituire (-100€), sui 300€ applico l’IVA al 22%: sui -100€ applico l’esenzione art.8 od il 22%? Nel caso contrario in cui l’importo in conguaglio (50€) sia maggiore dell’acconto da restituire (-100€), sui 50 applico l’IVA al 22%: sui -100€ applico l’esenzione art.8 od il 22%? Esiste una normativa chiara di riferimento rispetto ai casi di esenzione IVA, che vada al di là della circolare 32/2013 di Ag.delle Entrate che disciplina il caso specifico di variazione d’IVA ordinaria?
    Grazie in anticipo.
    Tanja.

    1. Vedo di dare il mio modesto parere alle domande che mi pone.
      a) il cliente che in precedenza le ha inviato la Dich. d’intento e’ libero di richiedere l’applicazione dell’Iva su una cessione/prestazione, quindi anche su di una singola fattura, oltre che su di un altro contratto. L’esenzione Iva ora e’ legata non ad un contratto bensi’ ad un importo. Per cui ben puo’ il cliente, che le ha inviato una Dich.ne con un plafond di 100, richiederle l’applicazione dell’Iva su di una singola fattura o su di una singola utenza: vorra’ dire che non sta consumando l’importo del plafond in precedenza comunicato.
      In altre parole ritengo possibile che lo stesso cliente voglia l’Iva su di un contratto e l’esenzione su di un altro.
      Non tutto si puo’ acquistare in esenzione e, ad es. chi ha un plafond mobile mensile, puo’ richiedere in un mese l’applicazione dell’Iva perche’ per quel mese ha esaurito il plafond.
      Comunque tranquillizziamoci tutte le volte che fatturiamo con Iva: solo il cliente puo’ arrabbiarsi, mai il Fisco.

      b) A mio parere si puo’ spezzettare l’operazione fatturandone una parte in esenzione e il rimanente con Iva, fino ad esaurimento del plafond comunicato.

      c) La Circ. 32/2013 regolava il caso in cui, tra l’emissione della fattura d’acconto e quella di conguaglio, l’Iva era aumentata dal 21% al 22%.
      Tuttavia confermava le regole generali dell’Iva, e cioe’ che la fattura d’acconto fissava l’aliquota Iva vigente al momento dell’acconto, e che il conguaglio doveva essere ivato con l’aliquota vigente a quel momento, mentre la Nota d’accredito doveva prevedere la stessa aliquota della fattura che andava a stornare/rettificare.
      Venendo ai suoi complessi casi ed applicando queste regole generali, nel caso in cui il conguaglio sia di +200 (+300 – 100 d’acconto gia’ fatturati), io fatturerei i 200 con Iva 22% perche’ gli altri 100 gia’ sono stati fatturati in esenzione.
      Se invece il conguaglio fosse negativo (acconto in esenzione 100 e saldo -50), la N C di 50 va emessa anch’essa in esenzione.

      1. DOMANDA DEL SIG. DORIANO:
        ho ricevuto da un cliente la nuova dichiarazione il 02/03/17 con data ricevuta dell’Agenzia il 01/03/17.
        Domanda: posso fatturare al mio cliente in esenzione già a partire dal 01/03/17 nonostante la mail del cliente sia del 02/03/17?
        RISPOSTA
        Assolutamente NO.
        Guardi le precedenti risposte sul blog.
        Per fatturare in esenzione lei deve avere gia’ in mano 3 documenti in data anteriore o almeno uguale alla consegna/spedizione della merce: 1) la Dich.ne d’intento del cliente 2) la ricevuta telematica del cliente 3) la stampa di verifica fatta da lei sul sito Ag. Entrate di conferma della Dich.ne d’intento.

  40. Buongiorno,
    ho ricevuto da un cliente la nuova dichiarazione il 02/03/17 con data ricevuta dell’Agenzia il 01/03/17.
    Domanda: posso fatturare al mio cliente in esenzione già a partire dal 01/03/17 nonostante
    la mail del cliente sia del 02/03/17?
    Grazie e buona giornata

    1. Riscrivo la risposta, ora che sul blog mi e’ apparso il quesito.

      Assolutamente NO.
      Guardi le precedenti risposte sul blog.
      Per fatturare in esenzione lei deve avere gia’ in mano 3 documenti in data anteriore o almeno uguale alla consegna/spedizione della merce: 1) la Dich.ne d’intento del cliente 2) la ricevuta telematica del cliente 3) la stampa di verifica fatta da lei sul sito Ag. Entrate di conferma della Dich.ne d’intento.
      (E’ evidente che lei l’1.3.2017 nulla aveva in mano).

  41. Buonasera, ho una domanda circa il trattamento mono o multioperazione dell’importo limite. Nel caso di emissione di una fattura che comprende più documenti di trasporto ogniuno dei quali con più righe (articoli forniti). per monooperazione si intende:
    la singola riga di DDT ?
    il singolo DDT ?
    la singola fattura ?

    1. Se la fattura e’ di 100 e il plafond ancora disponibile per quel cliente e’ di 90, a mio avviso si puo’ fatturare 90 in esenzione e 10 con Iva. A prescindere dalle righe o dagli articoli forniti o dai DDT emessi.

      Analogamente al caso in cui lei vende un unico bene del valore di 100 con un plafond residuo di 90.

      1. DOMANDA SIG.RA LORY
        Nel caso di prestazioni di servizi o lavorazioni come ci si comporta?
        Vale sempre la data di consegna oppure in questo caso il fornitore può fatturare in esenzione anche ddt del 01/03/2017 anche se ha ricevuto la nuova dichiarazione il 2/3?
        Grazie
        RISPOSTA
        Secondo me bisogna guardare al momento di effettuazione dell’operazione, ai sensi dell’art. 6/633.
        Per le prestazioni di servizi il momento di effettuazione e’ la fatturazione o, se antecedente, il pagamento, per cui non conta la data del DDT.
        Di conseguenza, se lei effettua una prestazione di lavorazione con DDT dell’1.3.2017 e riceve la Dich.ne d’intento il 2.3.2017, puo’ da tale ultima data fatturare in esenzione in quanto il momento di effettuazione dell’operazione coincide con la data fattura.

  42. Buongiorno,
    come fornitori, abbiamo ricevuto alcune dichiarazioni d’intento integrative, anzichè le nuove dichiarazioni per le fatturazioni a partire dal 1° marzo. A nostro, parere, leggendo anche le istruzioni ministeriali, le dichiarazioni integrative non possono essere ritenute valide, in quanto risultano già emesse fatture fino al 28/2/2017, sulla base delle dichiarazioni presentate sui vecchi modelli, con i campi 3 e 4 compilati.
    Abbiamo pertanto intenzione di contattare i clienti chiedendo di preocedere all’annullamento delle dichiarazioni integrative e di presentare contestualmente le nuove dichiarazioni.
    E’ corretto? Grazie,

    1. Le dichiarazioni integrative possono essere solo di tipo nuovo e servono per annullare/rettificare una dichiarazione nuova sbagliata. L’integrativa annulla la precedente.
      Dall’1.3.2017 le vecchie dichiarazioni compilate con la data cessano di avere efficacia e non possono essere integrate da una nuova. Bisogna farne una nuova contenente un importo.
      Ne’ e’ possibile integrare una vecchia dichiarazione compilata con la data con una nuova.
      Per cui sono d’accordo con lei nel senso di richiedere ai clienti nuove Dichiarazioni d’intento.

    2. Ulteriore domanda Sig.ra Cristina:
      “Buongiorno,
      in data 01/03 ricevo dal cliente dichiarazione di intento n. 10 del 01/03 per operazioni fino a concorrenza di Euro 90.
      Il 15/03 ho fatturato Euro 40 in esenzione.
      Oggi 21/03 ricevo dal cliente ulteriore dichiarazione di intento n. 27 del 21/03 per operazioni fino a concorrenza di Euro 150, ma la casella integrativa riporta il numero di protocollo della precedente DI n. 10. E’ corretta? In questo modo, quanto mi rimane di residuo plafond, 150 o 200?”
      RISPOSTA —————————————–
      Siccome la Dichiarazione d’intento con la barratura della casella “integrativa” sostituisce la precedente, ed e’ per questo che nella casella viene riportato il numero della precedente affinche’ venga cancellata, il suo residuo plafond a mio parere non e’ ne’ 150 ne’ 200, ma bensi’ (150-40 gia’ fatturati)= 110.

  43. Buongiorno,
    in data 01/03 ricevo dal cliente dichiarazione di intento n. 10 del 01/03 per operazioni fino a concorrenza di Euro 90.
    Il 15/03 ho fatturato Euro 40 in esenzione.
    Oggi 21/03 ricevo dal cliente ulteriore dichiarazione di intento n. 27 del 21/03 per operazioni fino a concorrenza di Euro 150, ma la casella integrativa riporta il numero di protocollo della precedente DI n. 10. E’ corretta? In questo modo, quanto mi rimane di residuo plafond, 150 o 200?
    Grazie per l’aiuto

  44. Buongiorno,
    in data 28/02/2017 un mio cliente (fornitore) ha provveduto ad emettere fatture (consegna merce avvenuta in febbraio) non imponibili a seguito di ricezione da parte del suo cliente di dichiarazione d’intento con le vecchie regole. Tale dichiarazione d’intento dal 01/03/2017 non è più valida e non ne è stata emessa una nuova.
    Ora il mio cliente (fornitore) si è accorto di un errore di prezzo (in aumento) sulla fattura del 28/02/2017 e vorrebbe emettere una nota di debito o ulteriore fattura. Può emetterla sempre con la non imponibilità?
    Grazie per l’aiuto, cordiali saluti.

    1. Se lei afferma che la vecchia Dichiarazione d’intento non e’ piu’ valida significa che fu emessa con la data da … a …., per cui e’ defunta l’1.3.2017.
      La Nota di debito per rettifica in aumento del prezzo si riferisce tuttavia alla fattura del 28.2
      per cui a mio parere rimane ancora valida la defunta Dichiarazione.
      Pertanto potrebbe emetterla sempre in regime di non imponibilita’.
      Cortesia vorrebbe che previamente si telefonasse al cliente per avere conferma che non abbia esaurito il plafond.

  45. Buongiorno,
    in data 17/03 ricevo una dichiarazione d’intento da un mio cliente con limite plafond di 5.000,00
    in data 17/03 consegno la merce
    in data 20/03 emetto la fattura con riferimento a suddetta dichiarazione d’intento
    In data 21/03 ricevo nuova dichiarazione di intento che annulla e sostituisce la precedente.
    Devo emettere nota di credito per la fattura emessa in data 20/03 e riemettere fattura con iva? (visto che la merce è stata consegnata il 17/03)
    grazie per la cortese risposta
    cordiali saluti

    1. No, secondo me lei e’ a posto e nulla deve fare.
      La consegna del 17.3 e’ in esenzione in forza della Dichiarazione d’intento in pari data ricevuta.
      La nuova Dichiarazione d’intento, che dovrebbe essere barrata come integrativa, annulla e sostituisce la precedente ma con effetti dalla sua ricezione (21.3).
      Pertanto si attenga al plafond comunicato con la nuova Dichiarazione ma solo per le consegne effettuate dal 21.3.
      Ne approfitto per fare un altro esempio:
      – prima Dichiarazione del 17.3 con plafond 5.000;
      – consegna del 17.3 per € 5.000 in esenzione;
      – nuova Dichiarazione integrativa del 21.3 con rettifica del plafond a € 3.000.
      Lei non e’ tenuta ad “ivare” i 2.000 perche’ al momento della consegna doveva esentare da Iva i 5.000.
      Se il cliente avesse fatto male i conti dovrebbe lui ravvedersi e chiederle formalmente di assoggettare ad Iva i 2.000.
      In assenza di questa richiesta lei e’ a posto.

  46. Buongiorno,
    ipotizziamo di aver mandato una dichiarazione di intento a copertura di € 110. Ci devono fatturare una fornitura di € 120. La fattura dovrà essere assoggettata ad iva per il totale oppure dovrà essere divisa per € 110 in esenzione e per € 10 assoggettata ad iva?
    Grazie per risposta, cordiali saluti

  47. BUONGIORNO.IO CHE HO RICEVUTO DICHIARAZIONE INTENTO VECCHIA ED ORA QUELLA NUOVA CON UN PROGRESSIVO NUOVO.DEVO REGISTRARE TUTTE DUE LE DICHIARAZIONI DI INTENTO RICEVUTE ….CONSIDERANDO CHE POI ANDRANNO INDICATE IN DICHIARAZIONE IVA 2017? GRAZIE

    1. Certamente. Sono due dichiarazioni distinte, ognuna con una sua numerazione. La numerazione deve essere progressiva per anno solare.

  48. Buongiorno,
    un nostro cliente ci ha mandato due dichiarazioni di intento per 9000 euro + 40000 euro, alcuni dicono che la seconda azzeri la prima altri che somma la prima.
    qual’è la risposta corretta?

    grazie per l’aiuto.

    1. La seconda Dichiarazione d’intento azzera la prima se e’ barrata la casella della Dichiarazione integrativa.
      Se non lo e’, si somma alla prima ed il plafond diventa di euro 9.000 + 40.000 = 49.000.

  49. Buongiorno,
    ho già fatturato entro il 28 febbraio ad un cliente 20000 Euro in sospensione d’imposta su sua dichiarazione vecchia. Ora con la nuova dichiarazione ha richiesto un plafond di 15000 Euro. Posso quindi fatturare altri 15000 Euro dal primo marzo in poi?
    Grazie e cordiali saluti

    1. Si.
      La vecchia Dichiarazione d’intento, se compilata nel campo Data, e’ morta il 28.2.
      Se invece era compilata nel campo Importi sopravvive anche dopo il 28.2
      Comunque sia, lei puo’ fatturare in esenzione altri 15.000 in forza della nuova Dichiarazione.

  50. Buongiorno, io ho rilasciato a due miei fornitori storici, due dichiarazioni d’intento di € 400.000,00 l’una (questo era l’importo per il quale abbiamo acquistato da loro per anni). Questa mattina torno in ufficio e, dal commerciale, mi dicono che non intendono più acquistare da loro, ma da altri fornitori più competitivi. Ora che succede? Quegli 800.000, 00 € sono andati persi? Non posso “girarli” ai nuovi fornitori? In caso affermativo, come spiego all’Agenzia delle Entrate che io non sto splafonando, ho semplicemente girato il plafond da due fornitori dai quali non comprerò mai più ad altri due. Ho guardato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ma non offre questa possibilità.
    Grazie per il Vostro aiuto!

    1. Il suo problema e’ semplice.
      Anzi le posso dare due alternative:

      1) Revochi le due Dichiarazioni d’intento trasmesse ai vecchi fornitori, tramite mail o PEC. Cosi’ gli 800.000 li puo’ utilizzare dai nuovi fornitori piu’ competitivi inviando loro nuove Dichiarazioni d’intento.

      2) Ma anche se non le revoca puo’ utilizzare tranquillamente gli 800.000 presso i nuovi fornitori: il controllo dell’Ag. Entrate non viene fatto sulle Dichiarazioni d’intento inviate, ma sul plafond effettivamente utilizzato, desumibile solo dalle Comunicazioni trimestrali nuove.

      In conclusione, se lei avesse un plafond totale di 800.000, nessuno le vieta di inviare Dichiarazioni d’intento dell’importo di 800.000 ciascuna a 10 fornitori, in attesa di decidere da quale rifornirsi. Lo ha espressamente detto l’Ag. Entrate.
      E ne abbiamo discusso nelle precedenti risposte su questo stesso blog.

      1. Buongiorno, la ringrazio molto, mi ha veramente risolto un grosso problema. Ora però se ne è aggiunto un altro (non so se ridere o piangere!): un mio fornitore mi dice di inviargli un’altra dichiarazione d’intento, in quanto quella che ho mandato sta per esaurirsi a livello di plafond. Siccome i conti non mi tornano, ho controllato e ho visto che ho ancora plafond a sufficienza. Al che lui, il fornitore, mi risponde che il plafond si è quasi esaurito, in quanto mi conta anche le fatture emesse a gennaio e febbraio. Secondo me è sbagliato, dato che le fatture dei primi due mesi sono coperte dalla vecchia dichiarazione d’intento e quella nuova, con il plafond, parte da marzo, giusto?
        La ringrazio!
        Cordialità.

        1. Guardi anche le precedenti risposte su questo blog.
          Comunque lei non mi precisa come furono compilate le Dichiarazioni d’intento.
          Vediamo di rifare la casistica.
          Gli acquisti di genn/febb furono effettuati in esenzione in forza di una “vecchia” Dichiarazione d’intento. Se essa fu redatta riempiendo il campo data, e’ morta il 28 febbraio ma ha assorbito il plafond degli acquisti di genn/febb.
          Per cui gli acquisti successivi trovano un nuovo plafond con la nuova Dich. d’intento.
          Se essa fu redatta riempiendo il campo importo, sopravvive anche dopo il 28/2 ed il suo plafond SI SOMMA a quello della nuova Dich. d’intento.
          In ogni caso gli acquisti di gennaio e febbraio non vanno a defalcare il plafond comunicato con la nuova Dichiarazione.
          A meno che … lei non abbia inviato la nuova Dichiarazione barrando la casella “integrativa”: in tal caso avrebbe ragione il suo fornitore perche’ l’integrativa SOSTITUISCE in toto la precedente dichiarazione (che si annulla), per cui il plafond e’ unico ed e’ quello della nuova Dichiarazione.

          1. Buongiorno, La ringrazio come sempre. A dicembre, in tempi non sospetti, avevo inviato la vecchia dichiarazione d’intento con indicato “dal al”. A marzo ho inviato quella nuova indicando il plafond. Ora il fornitore mi dice che sto splafonando, in quanto lui mi dice che conta anche le operazioni effettuate a gennaio e febbraio. Io ho provato a spiegarli che rientrano nella vecchia dichiarazione e che lui deve considerare solo le operazioni da marzo in avanti, ma sembra che non ci senta da quell’orecchio.
            Cordialità.

        2. Aggiungo che, se come lei dice, il suo fornitore da quell’orecchio non ci sente, provi a sussurrargli che gli acquisti di gennaio e febbraio non possono defalcarsi dalla nuova Dichiarazione d’intento, in quanto per legge la nuova Dichiarazione (quella che non ha piu’ il campo Da … A …) vale solo per gli acquisti effettuati a partire dall’1.3.2017.

        3. Aggiungo che, se come lei dice, il suo fornitore da quell’orecchio non ci sente, provi a sussurrargli che gli acquisti di gennaio e febbraio non possono defalcarsi dalla nuova Dichiarazione d’intento, in quanto per legge la nuova Dichiarazione (quella che non ha piu’ il campo Da … A …) vale solo per gli acquisti effettuati a partire dall’1.3.2017.
          Per cui gli acquisti di genn + febb 2017 possono trovare accoglienza solo nella vecchia Dichiarazione d’intento, che lei ha inviato riempiendo il campo Da … A …, tale Dichiarazione dall’1.3.2017 non e’ piu’ valida, ecco perche’ ne ha inviato una nuova, completamente autonoma dalla prima.

  51. Ho dimenticato di scrivere che non si tratta di una dichiarazione integrativa, ma di una nuova dichiarazione, quindi sono io, cliente, che ho consumato il mio plafond disponibile, non quello che ha il fornitore nei miei confronti (parlo di gennaio e febbraio), giusto?

  52. Per la Sig.ra Catia che scrive:
    “Buongiorno, quindi mi pare di capire che le fatture emesse a gennaio e febbraio con la vecchia dichiarazione non rientrino nel plafond indicato nella nuova. A febbraio le istruzioni ancora non davano nulla per certo. Grazie”

    Si, e’ come lei dice.
    Ripeto:
    1) Vecchia Dichiarazione col campo data compilato: assorbe gli acquisti di genn + febb 2017, poi il 28.2.2017 muore;
    2) Vecchia Dichiarazione col campo importo compilato: assorbe gli acquisti da genn 2017 a dicembre 2017 perche’ e’ sempre valida tutto l’anno per l’importo comunicato;
    3) Nuova Dichiarazione: vale solo per acquisti (consegne) dall’1.3.2017. Inoltre, se aggiunta alla vecchia Dichiarazione di cui al n. 2), si sommano gli importi della vecchia con gli importi della nuova.

  53. Buongiorno,
    avredi due questi da farle:
    1) un cliente in data 30/4 ha presentato una seconda dichiarazione d’intento con un plafond di 50.000 euro. Lo stesso cliente, a seguito di una precedente dichiarazione presentata in data 1/3, alla data odierna ha ancora un plafond residuo di 30.000 euro.
    Nei prossimi giorni, dovremo emettere nei suoi confronti una fattura dell’importo di 60.000 euro; è corretto riportare in fattura il riferimento all’ultima dichiarazione d’intento ricevuta, considerando che alla data di emissione della stessa il plafond complessivo del cliente é pari a euro 80.000?
    Oppure, occorre invece tenere distinti in fattura i due importi non imponibili riferiti alle due dichiarazioni ricevute, come segue:
    euro 30.000 non imponibile rif.to dich.ne n. X dell’1/3/2017
    euro 30.000 non imponibile rif.to dich.ne n. Y del 30/4/2017
    Ovviamente nei documenti di prassi disponibili non ho trovato nessun chiarimento dell’Agenzia in tal senso; lato adeguamento dei sistemi informativi, risulterebbe sicuramente più “agevole” riportare il riferimento dell’ultima dichiarazione ricevuta.
    2) Un cliente segnala che con l’ultima fattura emessa il fornitore ha superato l’importo da fatturare senza IVA riportato dall’esportatore abituale sulla dichiarazione d’intento presentata.
    Comunica anche che a parere del suo commercialista, spetta al fornitore regolarizzare la situazione provvedendo all’addebito e al versamento dell’IVA, nonchè al versamento delle sanzioni ridotte tramite il ravvedimento, in quanto nei suoi confronti (e non di quelli dell’esportatore) risulta applicabile la sanzione prevista dal’art. 7, comma 3, del Dlgs 471/1997.

    Grazie in anticipo,
    Cristina

    1. Buongiorno.
      Sul primo quesito ritengo piu’ tranquillo specificare in fattura che tutta l’operazione e’ non imp. art. 8/c citando gli estremi delle due dichiarazioni d’intento. Non mi pare necessario specificare quanto riferibile alla prima e quanto alla seconda Dichiarazione, questo calcolo a mio parere rimane interno, di solito lo si annota a margine del cliente nel Registro delle Dichiarazioni d’intento. Comunque, se lo vuole specificare, nel di piu’ ci sta sempre il di meno. Ritengo invece pericoloso citare solo l’ultima Dichiarazione ricevuta dal cliente perche’ un controllore frettoloso potrebbe sostenere che l’importo della fattura supera la Dichiarazione citata. Meglio evitare discussioni e citarle entrambe.

      Sul secondo quesito ha ragione il commercialista. La regolarizzazione dello splafonamento di cui all’ultima Circolare dell’Ag. Entrate presuppone l’errore del cliente (e non del fornitore), cliente che ad esempio aveva 100 di plafond ma ha inviato Dichiarazioni d’intento, ad es., per 110. La colpa in tal caso e’ del cliente esportatore abituale e deve lui regolarizzare il suo peccato e ravvedersi pagando sanzioni e interessi.
      Il suo caso invece e’ quello contrario: il cliente ha inviato una regolare Dichiarazione per 100 ma il fornitore gli ha fornito merce per 110 in esenzione Iva.
      Essendo la colpa del fornitore, e’ costui che ha sbagliato e che deve ravvedersi e nessuna sanzione deve far capo all’incolpevole cliente.
      In questo caso il cliente deve avvisare il fornitore dell’errore che ha commesso chiedendogli una Nota di variazione di sola Iva per il supero del plafond comunicato.
      Poi sara’ il fornitore a decidere se fare il ravvedimento o … non fare nulla sperando di farla franca!
      Il cliente e’ bene si attivi presto per ottenere l’addebito dell’Iva da parte del fornitore, perche’ potrebbe subire anche lui conseguenze sanzionatorie: in mancanza di tale Nota di variazione del fornitore entro 4 mesi dall’operazione dovrebbe procedere nei successivi 30 giorni (D.Lvo 471/97 art. 6) ad autofatturarsi versando l’Iva all’Ag. Entrate (ma mettendo cosi’ nei guai il fornitore).

  54. Buongiorno,
    ho regolarmente inviato la dichiarazione d’intendo per l’importo da dichiarazione iva2017(periodo 2016): ad oggi abbiamo esaurito tale plafond.
    Il fatturato attivo 2017 posso utilizzarlo come nuovo plafond? e cosa barro al quadro A2?
    grazie chi mi risponderà

    1. Mi dispiace, se lei ha esaurito il plafond 2016 non ha piu’ possibilita’ e deve aspettare il prossimo anno.
      Ne’ puo’ avvalersi in corso d’anno del c.d. plafond mobile in quanto la scelta tra plafond fisso e plafond mobile va effettuata all’inizio dell’anno. Lei ha gia’ scelto il fisso, da quel che capisco. Per optare per il mobile occorre attendere il prossimo anno.
      Di solito il plafond mobile viene scelto da coloro che hanno esportazioni in forte aumento, in tal modo, essendo il mobile commisurato alle esportazioni dei 12 mesi precedenti, riescono ad aumentarlo mese per mese.

  55. buon giorno, avrei una domanda circa il ricevimento di una seconda dichiarazione d’intento con importo limite nel caso in cui ci sia ancora capienza nella prima. La seconda dichiarazione sostituisce la precedente anche in questo caso o posso sfruttarla fino a raggiungere quel limite per poi iniziare ad usare la successiva dich. ricevuta? Esempio : dichiaraz. del 01/03 limite 3000 euro, ne ho fatturati al cliente in esenzione iva per 2.000 euro; me ne arriva una seconda dal medesimo cliente per 10.000 euro datata 15/05; questa nuova sostituisce la precedente e quindi quei 1000 restanti ( a capienza della prima dich. di 3000) , non li consideriamo piu, è corretto? grazie mille!

    1. Non e’ corretto.
      La seconda Dichiarazione d’intento, se non e’ barrata la casella “integrativa”, non sostituisce la precedente ma si aggiunge ad essa. essendo ambedue con un importo.
      Nel suo caso lei aveva ancora 1.000 come residuo della prima. riceve la seconda da 10.000, pertanto puo’ fatturare in esenzione 11.000.

  56. Buongiorno
    in data 15.05.17 ricevo dichiarazione di intento dal Cliente.
    In data 16.05.17 devo fatturare le prestazioni effettuate ad Aprile 2017, emetto la fattura con Iva poiché le prestazioni sono riferite ad Aprile (non avevo nessuna dichiarazione di intento in quel periodo) oppure senza iva, poiché ho ricevuto la dichiarazione il 15.05 e fatturo il 16.05?
    Ringrazio anticipatamente e con l’occasione porgo Cordiali Saluti.

    1. Nel caso di normali prestazioni di servizio, e’ legittimo fatturare in esenzione il 16.5 avendo in mano una Dichiarazione d’intento del giorno prima. A prescindere dal momento in cui il servizio e’ stato prestato.
      Infatti l’art. 6/633 afferma che le prestazioni di servizio si considerano effettuate al momento del pagamento ovvero, se antecedente, al momento dell’emissione fattura.
      Quindi la sua prestazione e’ stata effettuata il 16,5 quando gia’ era in possesso della Dichiarazione d’intento, quindi va senza Iva,

  57. Buongiorno,
    oggi ci siamo accorti che l’unica dichiarazione di intento ricevuta da un ns cliente in febbraio, riportava esclusivamente il periodo di esenzione e non il plafond.
    Purtroppo abbiamo fatto in marzo, aprile, maggio delle fatture senza l’addebito dell’IVA riportando la vecchia dichiarazione e neanche il cliente a quanto pare, si è accorto dell’errore.
    Come possiamo sanare la posizione?
    A quali sanzioni noi come fornitori andiamo incontro?
    Grazie mille e cordiali saluti.

    1. Purtroppo la colpa e’ del fornitore, il quale doveva sapere che la vecchia Dichiarazione d’intento con una data moriva il 28.2.2017.
      E’ il fornitore percio’ che deve regolarizzare la sua posizione.
      Ha tre metodi per farlo, ma e’ cosa un po’ lunga, per cui le consiglio di consultare la recente Risoluzione dell’Ag. Entrate n. 16 del 6 febbraio 2017 (sul sito http://www.agenziaentrate.gov.it).
      In essa trovera’ le tre possibilita’ concesse per effettuare il ravvedimento (Nota d’addebito di sola Iva o autofattura) e beneficiare della riduzione delle sanzioni.

    2. Aggiungo solo che, per il mese di maggio, lei e’ ancora in tempo ad addebitare l’Iva al suo cliente e versarla il 16 giugno.
      Rimane scoperta per marzo e aprile e puo’ fare il ravvedimento. Di solito emettendo una Nota di debito di sola Iva ma versando all’Erario sanzioni e interessi.

  58. Scusate la domanda, della merce acquistata in Italia andrà esportata in Albania in triangolazione, dovremo quindi compilare una dichiarazione di intento da consegnare al primo fornitore in modo che fatturi in esenzione d’iva.
    Qualcuno sa indicarmi moduli e procedura? Grazie.

    1. Buonasera.
      Da quanto scrive non c’e’ bisogno di una Dichiarazione d’intento, la quale peraltro consumerebbe il suo plafond.
      Esemplificando, lei e’ IT1 (impresa italiana iscritta al Vies, promotore della triangolazione).
      IT1 acquista merce da IT2 (altra impresa italiana e fornitore di IT1) la quale invia la merce in Albania.
      Mi risulta che l’Albania sia territorialmente extraUE, quindi e’ una classica triangolazione all’esportazione.
      Per cui, se IT2 “cura ovvero provvede a suo nome” al trasporto in Albania, lei puo’ chiedere alla stessa IT2 una fattura Non Imponibile art. 8 c. 1 lett. a) trattandosi di triangolazione all’esportazione.
      A sua volta lei, IT1, emette fattura all’Albania Non Imp. art. 8 trattandosi di cessione all’esportazione.
      Importante e’ la prova dell’esportazione, che entrambe le Ditte italiane devono dare, per cui il vettore che valica il confine deve procurarsi il timbro di uscita dall’Italia sulle due fatture emesse da IT1 e da IT2, ovvero sul DDT, nonche’ la prova dell’ingresso della merce in Albania, prova che oggi generalmente viene data in telematica. Comunque il vettore sa come fare.

  59. In tema di dichiarazione d’intento che sanzioni incorre il fornitore per aver emesso a maggio fattura senza IVA in assenza di certificazione? E’ possibile effettuare un ravvedimento?

    1. E’ sempre possibile ravvedersi, anche se sempre piu’ complicato.
      Come fornitore lei a maggio ha emesso una fattura senza Iva, indebitamente.
      Per regolarizzarla dovrebbe a giugno emettere una Nota di Debito di sola Iva, poi provvedere al versamento integrativo + sanzioni + interessi.
      Il decreto legislativo n. 158/2015 ha modificato la normativa sulle sanzioni per ritardati od omessi versamenti, prevedendo la riduzione alla metà della sanzione ordinaria (il 30%) per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. In tali casi, quindi, la sanzione passa dal 30% al 15%.
      Pertanto, se la regolarizzazione avviene, per esempio, entro 30 giorni dall’originaria data di scadenza del pagamento del tributo, la sanzione ridotta da versare in sede di ravvedimento sarà pari all’1,5% dell’imposta dovuta (1/10 della sanzione ordinaria ridotta alla metà).

      Un’ulteriore riduzione della sanzione è prevista per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni. In tali casi la sanzione del 15% è ulteriormente ridotta a 1/15 per ogni giorno di ritardo (1%).
      Pertanto, in sede di ravvedimento, la sanzione da versare sarà pari allo 0,1% per ciascun giorno di ritardo (1/10 dell’1%).

  60. Vi pongo un quesito: con la nuova dichiarazione valida dal 01/03/17 il plafond specificato comprende gli acquisti dal 01/03/17 o dal 01/01/17?

    1. Alla sua domanda e’ gia’ stata data precedentemente risposta, veda in particolare quella del 23.5.2017.

  61. Buonasera,
    Un nostro cliente mi ha inviato una prima dichiarazione d’intento modello vecchio con il riferimento al periodo 1/1/2017 al 31/12/2017 e una seconda a valore con indicato come ricevuta di presentazione all’Agenzia delle Entrate in data 22/2/2017. Il cliente mi ha inviato la dichiarazione con una e-mail in data 23/2/2017, nella quale però mi indica che il nuovo modello va utilizzato dal 1/3/2017… Noi abbiamo fatturato al cliente con unica fattura in data 28/2/2017 in esenzione iva (rif. 1 dichiarazione) materiale con ddt in data 15/2 e prestazioni di servizi effettuate in data 23/2 e 24/2. E’ corretto?
    Grazie mille

    1. Mi pare corretto: la nuova dichiarazione prende vita solo dall’1.3, quella vecchia muore col 28.2 ma, essendo a data e non a importo, vale per tutte le cessioni e le prestazioni effettuate fino a tutto febbraio.

  62. Buongiorno,

    Le lettere d’intento che ricevo dai miei clienti devono solo essere archiviate, numerate progressivamente e indicato su ogni fattura i riferimenti o devo tenere un registro cronologico nel quale annotarle? Sul registro Iva delle vendite deve essere indicato per ogni fattura i riferimenti alla lettera d’intento?
    Grazie mille e buona giornata

    1. Nulla e’ cambiato: esse vanno numerate, datate e registrate, sua da parte del cliente che del fornitore, nel Registro delle Dichiarazioni d’intento entro 15 giorni.
      In fattura e’ obbligatorio citarle.
      Nel Registro Iva vendite non si scrive nessun riferimento alla Dichiarazione d’intento, basta la causale di esenzione Iva che di solito richiama l’art. 8/633 c. 1 lett. c.

      1. Buongiorno,

        La ringrazio per le risposte alle mie e-mail.
        Vorrei una precisazione sulla sua risposta del 13/8/2017 in riferimento al Registro delle dichiarazioni d’intento… Devo stampare e tenere il Registro delle dichiarazioni d’intento ( come per i Registri Iva) ?
        Grazie mille.

        1. Ma certamente!
          Esse vanno numerate, datate e registrate.
          Per quelle ricevute, anzi, e’ opportuno registrare anche il plafond comunicato dal cliente, onde evitare splafonamenti.

  63. Salve
    il bollo applicato sulle fatture in esenzione emesse deve essere conteggiato ai fini del raggiungimento del plafond del fornitore contenuto nella dichiarazione di intento? In fattura è esposto a parte escluso art. 15 rispetto alla merce che è non imp. art. 8

      1. Aggiungo per il sig. GIAN.
        La risposta, oltre che nel buon senso, e’ insita nell’art. 8 c. 1 lett. c), il quale rende Non Imponibili “le cessioni di beni” e “le prestazioni di servizi” .
        Il bollo addebitato sulla fattura all’esportatore abituale non mi pare ne’ una cessione di bene ne’ una prestazione di servizio, quindi non puo’ essere ricompreso nel plafond.
        Insista con i suoi programmatori, purtroppo oggi dipendiamo da loro …

    1. Buongiorno,
      abbiamo lo stesso problema. In particolare il fornitore del software ha sviluppato l’utilizzo del plafond anche per i 2,00 € del bollo. Noi abbiamo contestato che non dovrebbe essere utilizzato nel conteggio essendo escluso art.15, ma il fornitore si ostina a dire che per loro è così e ci chiede riferimenti normativi. Non siamo riusciti a trovare nulla.
      Cosa posso sottoporre alla software house per far correggere i programmi?
      Grazie mille.

  64. Buonasera, ho un dubbio che riguarda sia la fatturazione ai ns. clienti che la fatturazione da parte dei ns. fornitori in merito all’utilizzo del plafond:
    quando si arriva in prossimità dell’utilizzo totale, è necessario “spezzare” la fatturazione in parte in esenzione ed in parte con IVA oppure è possibile “avvicinarsi” il più possibile all’importo, senza ovviamente eccedere, ed evitare di suddividere la fattura che magari riguarda un’unica consegna. E’ necessario richiedere/inviare una revoca nel momento in cui ci si avvicina al raggiungimento del plafond (ma non al 100%) il plafond? Grazie mille

    1. Buonasera.
      A mio parere e’ possibile spezzare la fattura in due, una parte Non Imp. e l’altra con Iva.
      Avvicinarsi vuol dire non rispettare pienamente la Dichiarazione d’intento ricevuta, con possibili contestazioni da parte del cliente.
      Quando si arriva al raggiungimento del plafond precedentemente comunicato non e’ necessario inviare la revoca al fornitore, se lei ha diviso il plafond disponibile tra piu’ fornitori; lui deve sapere che puo’ fatturarle in esenzione solo l’importo che gli ha comunicato, l’eccedenza deve ivarla; salvo il caso in cui lei, disponendo ad es. di 100 di plafond, non abbia inviato piu’ Dichiarazioni d’intento tutte per 100 (ad es. ha inviato 5 Dichiarazioni d’intento a 5 Fornitori tutte per 100, totale 500). In questo caso diventa necessario comunicare al fornitore il raggiungimento del suo tetto massimo revocando per iscritto l’esenzione, al fine di non splafonare.

  65. Buongiorno,
    ho ancora un plafond di 1000 verso un cliente e devo emettere una fattura di 2000, posso non essendo divisibile il bene emettere una fattura tutta imponibile iva, oppure corre un obbligo di terminare il plafond ?
    grazie

    1. Teoricamente lei avrebbe l’obbligo di scindere nella fattura i due importi: 1.000 non imp. 8/c e 1.000 ivati.
      Salvo che, accordandosi col cliente, questi non le invii una revoca, via mail o fax: in tal caso le e’ consentito fatturare i 2.000 al 22%.

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