Come cambia la dichiarazione di intento dal 1° marzo 2017

Cambiano le Dichiarazioni d’intento degli esportatori abituali:   una disposizione che, a nostro parere, non servira’ a nulla se non a complicarci l’esistenza.

Paradossalmente e’ inserita nel Decreto “Semplificazioni”. La nuova normativa prevede che, a partire dall’1.3.2017, occorrera’ compilare le Dichiarazioni d’intento secondo un nuovo modello.

Cosa hanno cambiato nel nuovo Modello?

Hanno solo eliminato la possibilita’ di richiedere acquisti in sospensione di Iva dal … al ... per cui restera’ la possibilita’ o di indicare un importo fisso (quello della fornitura) ovvero un importo massimo valido per piu’ forniture, fino a concorrenza del quale il fornitore dovra’ emettere fattura senza Iva.

In sostanza gli esportatori abituali dovranno indicare, per ciascun fornitore, l’importo fino a concorrenza del quale il fornitore potrà emettere, per l’anno solare di riferimento, fatture senza applicazione dell’IVA.

Rispetto al passato, il nuovo modello esclude la possibilità (più frequentemente adottata nella prassi) di indicare un utilizzo del plafond in relazione ad un periodo prefissato, essendo stati soppressi i campi 3 e 4 del frontespizio e dovendosi sempre fornire l’indicazione dell’importo che si intende utilizzare.

Secondo l‘Agenzia ciò consentirà un più puntuale monitoraggio, potendo riscontrare in tempo reale l’importo del plafond indicato in tutte le lettere d’intento trasmesse rispetto a quello risultante dalla Dichiarazione Iva.

Perche’ non puo’ funzionare?

Intanto perche’ molti esportatori abituali hanno o manderanno fino al 28.2.2017 le Dichiarazioni d’intento alla vecchia maniera. Ma soprattutto perche’ nessuna norma vieta, disponendo di un plafond ad es. di 1 milione di euro, di mandare a 5 fornitori Dichiarazioni d’intento, ciascuna di 1 milione di euro, in attesa di decidere di quale fornitore servirsi.  Poi si mandera’ la revoca, una volta raggiunto il plafond.

Al Fisco invece scattera’ l’ingiustificato allarme di superamento del plafond, che invece tale non e’.

Cio’ premesso, completiamo quanto disposto dalla nuova normativa:

–   il nuovo modello può essere utilizzato solo per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017, pertanto per le operazioni da effettuare sino al 28 febbraio 2017 deve essere utilizzato il vecchio modello;

–   nel caso in cui venga presentata una dichiarazione d’intento con il vecchio modello nel quale siano stati compilati i campi 3 e 4 “operazioni comprese nel periodo da … a …” (es. dall’1/1/2017 al 31/12/2017), la dichiarazione non ha validità per le operazioni di acquisto da effettuare a partire dal 1° marzo 2017. Per tali operazioni deve essere quindi presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello;

–   nel caso in cui venga presentata una dichiarazione d’intento con il vecchio modello nel quale sia stato compilato il campo 1 “una sola operazione per un importo fino ad euro” o il campo 2 “operazioni fino a concorrenza di euro”, la dichiarazione ha validità, fino a concorrenza dell’importo indicato, rispettivamente per la sola operazione o per le più operazioni di acquisto effettuate anche dopo il 1° marzo 2017. In tali casi, quindi, non deve essere presentata una nuova dichiarazione d’intento utilizzando il nuovo modello;

–   l’importo da indicare nel campo 2 della sezione “dichiarazione” deve rappresentare l’ammontare fino a concorrenza del quale si intende utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza Iva nei confronti dell’operatore economico al quale è presentata la dichiarazione.

Particolare attenzione deve essere riservata alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza Iva dal soggetto che riceve la dichiarazione, che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione d’intento. Qualora l’esportatore abituale, nel medesimo periodo di riferimento, voglia acquistare senza Iva per un importo superiore a quello inserito nella dichiarazione d’intento presentata, deve produrne una nuova, indicando l’ulteriore ammontare fino a concorrenza del quale si intende continuare ad utilizzare la facoltà di effettuare acquisti senza Iva.

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Dichiarazione d’intento esportatori abituali: regole per utilizzo del modello

Dichiarazione d’intento: il Provvedimento che approva un nuovo modello

 


Articolo pubblicato il 20/02/2017 in Iva

31 Commenti per Come cambia la dichiarazione di intento dal 1° marzo 2017

  1. manuela garavaglia
    12/01/2017 alle 11:17

    E noi esportatori abituali dovremo perdere un sacco di tempo a far calcoli (e così i nostri fornitori ) ! Alla fine saremo costretti ad emettere dichiarazioni singole per ogni acquisto e ad aumentare considerevolmente il numero di Dichiarazioni emesse ed il tempo ad esse dedicato.
    Questa, da nessun punto di vista, si può definire semplificazione. Ci mancava.

  2. PGMazza
    16/01/2017 alle 10:20

    COME FUNZIONA NEL RESTO DELLA UE?

    • Massa Sergio
      18/01/2017 alle 16:11

      Non ne ho proprio idea.
      Ma di una cosa sono convinto accettando fin d’ora scommesse: difficilmente avranno tutte le complicazioni e la massa di dati ed informazioni che in questo paese richiedono al povero contribuente.

  3. Paolo
    18/01/2017 alle 18:08

    Ipotesi:

    se l’azienda ha 4.000.000€ di plafond complessivi utilizzabili li deve spalmare tra tutti i fornitori oppure può indicare per
    ogni fornitore 4.000.000€, stando poi attenta a non superare comunque in totale il plafond?

    Certo che é lapalissiano che così si aiutano le aziende ad esportare !!!

    • Sergio Massa
      20/02/2017 alle 17:40

      Quanto al quesito del Sig. Paolo, il quale chiedeva se poteva comunicare a tutti i fornitori l’intero plafond (per cui la somma eccedeva sicuramente il plafond disponibile) osservo che nessuna norma lo vieta.
      Infatti l’importante e’ non superare il plafond disponibile EFFETTIVAMENTE, non teoricamente.
      Infatti un contribuente puo’ avere 2 fornitori per lo stesso prodotto e decidere di volta in volta a quale dei due rivolgersi per l’acquisto, a seconda delle condizioni offerte; inviando ad ambedue richiesta per tutto il plafond disponibile.
      Pero’ non posso garantirgli che un domani non riceva richieste di chiarimenti in quanto al Fisco risultera’ che ha splafonato, sia pur con le richieste e non con l’acquistato effettivo.
      Chi ha studiato questa complicazione probabilmente non ha mai lavorato in un’azienda.

  4. Marina
    13/02/2017 alle 15:58

    Quindi è possibile inviare delle revoche?
    Sul sito dell’agenzia delle Entrate non ci sono informazioni a tal proposito.
    Nel caso impegnassi parte del plafond con un fornitore e dovessi poi decidere durante l’anno di non proseguire con lui alcuna collaborazione, con la revoca potrei impegnare la restante parte con un altro fornitore. Questo per non incorrere in richieste di chiarimento da parte del fisco.

    • Massa Sergio
      20/02/2017 alle 16:55

      A mio parere la revoca non e’ necessaria, se lei decide di non acquistare piu’ da quel fornitore.
      Cio’ che conta e’ l’utilizzo del plafond disponibile.
      Per fare un esempio, se lei aveva inviato una dichiarazione d’intento per 100.000 euro al fornitore A, puo’ tranquillamente cambiare fornitore ed inviare al nuovo analoga dichiarazione. Vorra’ dire che i 100.000 li consuma col nuovo fornitore, non conta che lei abbia “spalato” con le dichiarazioni inviate, conta l’effettivo acquistato in esenzione Iva.

    • Massa Sergio
      20/02/2017 alle 17:01

      A mio parere, se lei decide di non acquistare piu’ nulla dal fornitore A al quale aveva inviato una dichiarazione d’intento, puo’ evitare di inviargli la revoca.
      Poi magari utilizza quel plafond non consumato per inviare un’altra dichiarazione d’intento al fornitore B, senza preoccuparsi se ha ecceduto nel plafond: conta il plafond effettivamente utilizzato, non quello teorico disponibile.

  5. Maria Antonia BASCHERINI
    14/02/2017 alle 12:05

    Devo fare solo una domanda. Con la numerazione delle nuove dichiarazioni come dobbiamo comportarci ? Ricominciamo a numerarle con n° 1 oppure bisogna proseguire dall’ultima inviata valida fino al 28/02 ? Grazie.

    • Massa Sergio
      20/02/2017 alle 17:03

      La numerazione prosegue.

  6. BELTRAME LUCIANO SRL
    14/02/2017 alle 14:48

    BUON POMERIGGIO

    NOI SIAMO I SOGGETTI CHE RICEVONO LE DICHIRAZIONI D’INTENTO DAI NOSTRI CLIENTI , NELLE FATTURE CHE EMETTIAMO OLTRE A SCRIVERE IL NUMERO E LA DATA DELLA DICHIARAZIONE RICEVUTA E’ OBBLIGATORIO INDICARE ANCHE IL PLAFOND grazie

    • Massa Sergio
      20/02/2017 alle 17:05

      No, non si deve indicare il plafond.

  7. Barbara
    20/02/2017 alle 11:36

    Buongiorno,
    se nel corso dell’anno esaurisco il plafond per un fornitore mi sembra di capire che posso inviare una nuova dichiarazione d’intento. Questa dichiarazione sarà una nuova dichiarazione o una integrativa che va a sostituire la precedente? il nuovo importo da indicare sarà l’importo totale cioè quello indicato nella dich. precedente + la differenza o si indica solo la differenza?

    • Massa Sergio
      20/02/2017 alle 17:09

      Esaurito il plafond col fornitore A e’ necessario inviargli una seconda dichiarazione d’intento, contenente un nuovo autonomo plafond.
      Come succede quando la dichiarazione d’intento riflette una singola fornitura: se intende acquistare una seconda fornitura deve ignorare la prima e spedirne un’altra, autonoma.

  8. Lorella
    21/02/2017 alle 14:39

    Buongiorno, volevo fare una domanda, con la nuova dichiarazione proseguo con la numerazione, ma devo compilare anche il campo nota integrativa e riportare la prima dichiarazione del vecchio modello.
    Grazie

    • Massa Sergio
      24/02/2017 alle 16:18

      Sono d’accordo con la risposta dell’Ag. Entrate.
      Barrare “Integrativa” vuol dire che intendo correggere un errore o un dato di una Dichiarazione precedente, annullandola in quanto restera’ viva solo la Dichiarazione Integrativa.
      Consiglio di non utilizzare l’Integrativa se non per errori materiali commessi nella precedente Dich. d’intento.

  9. Paolo
    21/02/2017 alle 17:37

    Stesso dubbio di Lorella. Ho trasmesso prima dichiarazione a gennaio indicando “per gli acquisti dal 01/01 al 31/12”. Ora devo ritrasmettere dichiarazione con indicazione del plafond. Devo redigere dichiarazione integrativa indicando il protocollo telematico della vecchia o trasmettere dichiarazione ex novo ? Grazie

    • Lorella
      24/02/2017 alle 14:59

      Buongiorno, ho chiamato l’Agenzia delle Entrate e mi hanno detto che bisogna fare una nuova dichiarazione ex novo proseguendo con ila numerazione e senza indicare nessuna nota integrativa.

    • Massa Sergio
      24/02/2017 alle 16:20

      Lei deve trasmettere una nuova Dichiarazione, con numero sequenziale, quella vecchia “muore” … per cause naturali … il 28.2.2017.

  10. Doriano
    22/02/2017 alle 11:33

    buongiorno,
    noi riceviamo le dichiarazioni e dobbiamo verificare l’importo complessivamente fatturato senza iva.
    La verifica di tale importo decorre dal 01/03/17 oppure dalla data della ricevuta
    Grazie

    • Massa Sergio
      24/02/2017 alle 11:33

      Lei deve distinguere le vecchie Dich. d’intento dalle nuove.
      Le vecchie, se formulate con la data (da … a …) cessano ogni efficacia col 1° marzo 2017. Per cui muoiono e il cliente, se vuole continuare ad acquistare senza Iva, dovra’ recapitarle una Dich. d’intento nuova, autonoma e recante un nuovo importo che lei dovra’ monitorare a partire dall’1.3.2017.

      Al contrario, le vecchie, se formulate con un importo anziche’ con la data “da … a …”, sopravvivono anche dopo il 28.2.2017.
      Parlando di queste ultime, occorre controllare tutte le vendite effettuate a quel cliente dall’1.1.2017 fino al 31.12.2017, stando attenti che non si superi l’importo richiesto.

      Preciso che le nuove Dich. d’intento valgono solo per le consegne effettuate a partire dall’1.3.2017 e nei limiti dell’importo richiesto dal cliente.

  11. Luca
    22/02/2017 alle 11:43

    Buongiorno, avrei una domanda:
    ipotizzando di mandare una dichiarazione al mio fornitore di € 100.000 a metà anno il fornitore ha fatturato solamente € 50.000 ma ho la necessità di ricevere il restante con IVA. E’ possibile inviare una revoca? se si avrà effetto immediato dalla data di invio all’Ag. Entrate o ci sono altri parametri da comunicare?
    Grazie

    • Massa Sergio
      24/02/2017 alle 11:40

      Le ho risposto a parte in quanto il suo quesito non mi appariva ancora nel blog.

  12. lillo
    23/02/2017 alle 16:04

    Buongiorno, ma prima del 01.03.17 possiamo trasmettere il nuovo modello? Nel sito agenzia entrate esiste solo il vecchio software.

    • Massa Sergio
      24/02/2017 alle 11:35

      Si, e’ possibile gia’ inviare la nuova Dich. d’intento, tenendo presente che vale solo per le consegne dall’1.3.2017 in poi.

  13. Maura Bonizzi
    24/02/2017 alle 08:29

    buongiorno, ho una domanda.
    se un cliente mi ha emesso dichiarazione d’intento dal 01/01/2017 al 31/12/2017.
    il cliente deve emettere una revoca della vecchia dichiarazione d’intento per poi emettermi quella nuova?
    grazie.

    • Massa Sergio
      24/02/2017 alle 11:39

      La Dichiarazione d’intento che lei ha ricevuto “muore” naturalmente il 28.2.2017, essendo riferita ad una data anziche’ ad un importo.
      Per cui non e’ necessario revocarla, ma il fornitore deve sapere che le consegne a quel cliente post 28.2 sconteranno l’Iva, a meno che il cliente non le recapiti una NUOVA dich. d’intento contenente un importo.

  14. Massa Sergio
    24/02/2017 alle 11:16

    DOMANDA DEL SIG. LUCA
    Buongiorno, avrei una domanda:
    ipotizzando di mandare una dichiarazione al mio fornitore di € 100.000 a metà anno il fornitore ha fatturato solamente € 50.000 ma ho la necessità di ricevere il restante con IVA. E’ possibile inviare una revoca? se si avrà effetto immediato dalla data di invio all’Ag. Entrate o ci sono altri parametri da comunicare?
    —————————
    RISPOSTA
    Certo che e’ possibile inviare una revoca, ma al fornitore, all’Ag. Entrate non si inviano le revoche.
    Per avere un documento con data certa consiglio di inviare la revoca con PEC, cosi’ se il fornitore si sbaglia abbiamo il diritto di richiedergli una Nota di Debito di sola Iva, senza rischiare sanzioni.

  15. Nicola
    24/02/2017 alle 15:06

    Buongiorno a tutti,
    nel caso un cliente mi inviasse oggi una Dich.Int con nuovo modello (valido dall’1/3), noi emettiamo fattura senza iva a partire dall’1/3 oppure dalla data di ricezione della dichiarazione?

    grazie.

    • Massa Sergio
      24/02/2017 alle 16:32

      Ottima domanda.
      Se il suo cliente le invia oggi 24.2 una NUOVA Dich. d’intento, che e’ valida dall’1.3, lei intanto deve registrarla previo ottenimento della conferma da parte dell’Ag. Entrate.
      E’ importante, prima di effettuare la consegna della merce, aver consultato il sito dell’Ag. Entrate ed aver stampato la sua conferma, spillandola ai documenti inviati dal cliente.
      Dopo di che lei deve aspettare il 1° marzo prima di effettuare la consegna/spedizione della merce, pena l’applicazione dell’Iva.
      In pratica non deve consegnare merce al cliente prima di:
      – aver ricevuto la sua Dich. d’intento, corredata dalla sua ricevuta di trasmissione telematica;
      – aver stampato la conferma sul sito dell’Ag. Entrate.
      Solo da questo momento puo’ spedire la merce al cliente in esenzione Iva.
      Trattandosi poi di NUOVA dich. d’intento, deve comunque aspettare il 1° marzo per la consegna.
      Spero di essere stato chiaro in questa jungla di obblighi inutili.

    • Silvia
      24/02/2017 alle 16:40

      Dal 1/3/2017-

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Dott. Sergio Massa, iscritto all’Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa’, imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

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