Brexit: pianificazione per i datori di lavoro inglesi

di Rag. Guido Ascheri CommentaIn Brexit, Primo Piano

La data e le modalità dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, prevista per il 31 Ottobre 2019, rimane incerta.

I datori di lavoro inglesi si trovano attualmente in una situazione di grande incertezza per quanto riguarda le conseguenze che potrebbero derivare da un’eventuale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza accordo e dovrebbero prendere i seguenti accorgimenti, necessari per prepararsi ad ogni evenienza.

  1. Individuare i dipendenti che dovrebbero presentare domanda per regolarizzare il proprio status, al fine di accelerare la presentazione delle domande.

La politica del precedente Segretario di Stato ha portato all’introduzione di nuove regole sull’immigrazione, volte a preservare il diritto dei cittadini europei e dei rispettivi familiari di continuare a vivere nel Regno Unito anche dopo la Brexit.

L’EU Settlement Scheme (EUSS) prevede la possibilità per i cittadini (e i loro familiari) dello Spazio Economico Europeo (SSE) e Svizzera che risiedono in UK di preservare il diritto di soggiornare nel Regno Unito anche quando non verrà più garantita la libertà di circolazione.

In particolare, coloro che hanno risieduto in UK per almeno 5 anni in modo continuativo potranno presentare domanda per il Settled Status.

I richiedenti che provengono da un paese dello SSE e dalla Svizzera, e i loro familiari, che hanno risieduto in UK per almeno 5 anni in modo continuativo alla data di presentazione della domanda, potranno richiedere quindi il settled status (diritto di soggiorno permanente) ai sensi dell’EUSS (EU Settlement Scheme.

Il possesso di tale status per un periodo di almeno 12 mesi consente la possibilità di richiedere la cittadinanza britannica.

I soggetti sposati con un cittadino britannico, invece, potrebbero in certi casi trovarsi nella condizione di richiedere la cittadinanza appena ricevuto il settled status.

Secondo quanto confermato dal governo inglese, i periodi di assenza dal Regno Unito (successivi all’ottenimento del settled status) pari o inferiori a 5anni, non dovrebbero far decadere detto status; detto periodo di tempo, tuttavia, deve essere confermato.

Ogni bambino nato nel Regno Unito dopo che i genitori hanno ottenuto il settled status, sara’ considerato British.

I cittadini europei che entreranno nel Regno Unito dopo la Brexit, invece, potranno richiedere il pre-settled status.

Pertanto, il soggetto che ha risieduto in modo continuativo in UK per un periodo di tempo inferiore ai 5 anni alla data in cui presenta la richiesta ai sensi dell’EUSS, potrebbe ottenere il diritto a soggiornare temporaneamente in UK per un periodo di 5 anni (cosiddetto limited leave to remain o pre-settled status).

La richiesta di settled status potrà essere presentata dopo che il candidato avrà completato 5 anni di residenza continuativa nel paese.

Un’assenza dal Regno Unito per un periodo fino a due anni, non dovrebbe pregiudicare il pre-settled status acquisito; tuttavia, anche questo punto è ancora soggetto ad approvazione.

I bambini nati in UK da un genitore titolare di pre- settled status, potranno automaticamente ottenere il pre- settled status.

I soggetti che presentano domanda, dovranno provvedere a fornire una prova di identità, e fornire le proprie informazioni relative ad eventuali precedenti criminali.

La scadenza per la presentazione della domanda, nel caso in cui si giunga ad una Brexit senza accordo, è stabilita per il 31 dicembre 2020.

La scadenza invece nel caso in cui si raggiunga un accordo, è prevista il per 30 giugno 2021.

  • Istituire un sistema per monitorare le obbligazioni previste secondo la normativa europea e svizzera in materia di nuove assunzioni dopo il 1° novembre 2019

Come recentemente annunciato dall’attuale Segretario di Stato, il governo inglese continuerà a consentire l’ingresso dei cittadini europei e svizzeri in UK anche dopo il 31 ottobre 2019 e fino al 31 dicembre 2020.

Perché questi soggetti possano entrare nel paese e rimanervi fino al 31 dicembre 2020, dovranno richiedere la registrazione al nuovo sistema denominato European Temporary Leave to Remain (ETLR).

I datori di lavoro che possiedono un sistema di monitoraggio delle rispettive scadenze, saranno in grado di garantire il rilascio dell’autorizzazione in questione ai dipendenti europei idonei.

In caso di Brexit senza accordo, coloro che arriveranno nel Paese dopo il 1° novembre saranno soggetti a controlli di frontiera molto più severi, come ha annunciato il Segretario di Stato il 4 settembre 2019.

L’intenzione del governo britannico è infatti quella di porre fine alla libertà di circolazione.

I nuovi controlli saranno introdotti di pari passo con l’ETLR.

In assenza di qualsiasi accordo, pertanto, la libertà di circolazione dei cittadini dell’UE cesserà il 1° novembre 2019.

In pratica, fino al 31 dicembre 2020, i cittadini europei e svizzeri saranno in grado di utilizzare il proprio passaporto per viaggiare in UK e provare il rispettivo permesso di lavorare. Sarà anche possibile utilizzare le carte di identità rilasciate dal proprio stato di appartenenza, almeno inizialmente.

A gennaio 2019 il Governo precedente aveva annunciato che, ai cittadini europei e svizzeri che sarebbero entrati nel paese dopo il 1° novembre 2019, sarebbe stato accordato un periodo di 3 mesi in cui sarebbe stato loro garantito il diritto di soggiornare, studiare e lavorare in UK. Secondo questa proposta, allo scadere di questi 3 mesi, questi soggetti avrebbero potuto rimanere nel paese solo a seguito di una richiesta di estensione del permesso di soggiorno per ulteriori 36 mesi.

Il segretario di Stato ha invece recentemente indicato che non sarà previsto detto periodo di 3 mesi, ma i cittadini che entreranno in UK dopo il 1° novembre e che desiderano rimanere per un periodo di 36 mesi, dovranno richiedere un permesso apposito. Il permesso in questione (ETLR) inizierà a decorrere al momento in cui questo verrà concesso -e non nel momento in cui il richiedente entrerà negli UK- e potrà essere provato digitalmente.

Chiunque voglia restare oltre i 36 mesi, dovrà invece richiedere il passaggio ad una differente categoria di visto, come previsto dalle nuove regole sul diritto in materia di immigrazione, che avranno efficacia a partire dal 1° gennaio 2021.

  • Prepararsi per i controlli da parte di Home Office.

Ad oggi, il governo ha chiarito che ai datori di lavori non sarà richiesto di effettuare nuovi controlli relativi al permesso dei lavoratori europei e svizzeri di lavorare in UK (right to work check – RTWC) per quei dipendenti che verranno assunti prima del 31 ottobre 2019. Tuttavia, i datori di lavoro dovranno sempre accertarsi di ottemperare agli obblighi previsti dalla legge.

Questo periodo di transizione dovrebbe essere sfruttato per rivedere e correggere i registri relativi ai permessi dei lavoratori già impiegati, anche relativamente a quelli che già possiedono un diritto di soggiorno sottoposto a scadenza.

Gli ufficiali di Home Office provvederanno infatti ad effettuare dei controlli dei relativi registri per accertarsi che i lavoratori siano titolari del corretto permesso di soggiorno, ricevano la necessaria remunerazione dichiarata ai fini del rilascio di detti permessi, e soddisfino i requisiti previsti dal Resident Labour Market Test.

  • Monitorare le disposizioni dell’Unione Europea relative gli ingressi dei cittadini britannici nei paesi membri e della Svizzera.

Ai sensi dell’accordo di uscita del Regno Unito dall’UE, il principio di reciprocità prevede che come il governo inglese permetterà ai cittadini europei e svizzeri di entrare in UK fino al 2020, anche i paesi europei faranno lo stesso nei confronti dei cittadini britannici. 

Nell’evento di un’uscita senza accordo, Svizzera e paesi membri dell’UE applicheranno le rispettive normative nazionali per regolare l’ingresso dei cittadini britannici.

  • Istituire un gruppo di risposta rapida per gestire i nuovi sviluppi.

Come ultimo accorgimento, sarebbe auspicabile anche:

  • Mantenere aggiornate le comunicazioni con i dirigenti delle risorse umane, della mobilità globale, e i professionisti legali sui cambiamenti che derivano dalla Brexit, e istituire un gruppo che sia idoneo a garantire un rapido meccanismo di risposta in caso di incertezze e difficoltà;
  • Fornire supporto ai propri lavoratori che incontrano difficoltà nell’ottenere i permessi, a causa delle incertezze dovute alla Brexit.

Fonte:informazioni dal Governo del Regno Unito tradotte e coordinate da Guido Ascheri


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Rag. Guido Ascheri

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). È specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si è sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Université Nice Sophia Antipolis (Iut – Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista – Professione Azienda – premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate. Scarica la presentazione dello Studio Ascheri & Partners.

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