Brexit: Diritti dei cittadini Europei dopo la Brexit

di Rag. Guido Ascheri CommentaIn Brexit, Fiscalità Estera, Lavoratori all'estero, Testata

Da quando è stato annunciato l’esito del referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea il 24 giugno 2016, una delle preoccupazioni più grandi per i cittadini europei che vivono nel Regno Unito e per le imprese che li assumono, è sapere quale sarà il loro status dopo la Brexit.

Il Governo inglese ha sempre dichiarato di voler tutelare i diritti dei cittadini Europei che attualmente risiedono nel Regno Unito e che desiderano rimanervi dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Questo dipende dal fatto che il Regno Unito è stato in grado di negoziare garanzie analoghe per i cittadini britannici che vivono in altri Paesi dell’Unione Europea.

Le ragioni economiche che giustificano il diritto dei cittadini europei di rimanere nel Regno Unito dopo la Brexit sono ancora oggetto di discussione.

Al momento sono quasi 3,5 milioni i cittadini europei presenti nel Regno Unito e circa 2,4 milioni lavorano. Se fosse richiesto loro di lasciare il Regno Unito, le ripercussioni sull’economia inglese sarebbero catastrofiche.

L’8 dicembre 2017, il Regno Unito e l’Europa sembravano aver raggiunto un accordo sui diritti dei cittadini europei dopo la Brexit che è definito di seguito.

Diritti dei cittadini europei dopo la Brexit.

In sintesi, il seguente accordo è stato raggiunto in favore dei cittadini europei e dei loro familiari che desiderano rimanere nel Regno unito dopo la Brexit:

–          Coloro che sono arrivati nel Regno Unito entro il 29 marzo 2019 ed hanno vissuto nel Paese legalmente ed in modo continuativo per un periodo di 5 anni, potranno fare richiesta per rimanervi a tempo indeterminato, ottenendo lo status di persona stabilmente residente (“settled status”). Questo vuol dire che tali soggetti saranno liberi di vivere qui, avere accesso ai fondi e ai servizi pubblici e successivamente procedere alla richiesta di cittadinanza britannica.

–          Coloro che saranno arrivati entro il 29 marzo 2019, ma non avranno vissuto nel Regno Unito in maniera lecita e continuativa per un periodo di 5 anni al momento in cui il quest’ultimo lascerà ufficialmente l’Unione Europea, potranno fare richiesta di un permesso di residenza temporanea che consente loro di arrivare ai cinque anni di residenza.

Decorso questo termine, potranno richiedere anche lo status di persona stabilmente residente (“settled status”).

–          Gli eventuali familiari che vivono o raggiungono un cittadino europeo nel Regno Unito entro il 29 marzo 2019 avranno anch’essi diritto di richiedere lo status di persona stabilmente residente (settled status), generalmente dopo 5 anni di permanenza nel Regno Unito.

–          I familiari più stretti (coniugi, partner civili e non sposati, figli e nipoti a carico, o genitori e nonni a carico) potranno raggiungere i cittadini europei nel Regno Unito in seguito all’uscita, a condizione che il vincolo di parentela sussista alla data del 29 marzo 2019.

I cittadini europei in possesso dello status di persona stabilmente residente (il cosiddetto “settled status”) o del permesso di soggiorno temporaneo manterranno la stessa facoltà di accesso al sistema sanitario e pensionistico e ad altri benefici nel Regno Unito. Coloro che dispongono di un permesso di soggiorno temporaneo saranno effettivamente in grado di continuare ad esercitare i diritti di libera circolazione dell’Unione Europea nel Regno Unito dopo la Brexit purché continuino a detenere tale documento.

Il Regno Unito ha stabilito di estendere questo accordo anche ai cittadini residenti in Norvegia, Islanda, Liechtenstein (che fanno parte dello Spazio Economico Europeo) ed in Svizzera (che non fa parte né dell’Unione Europea né dello Spazio Economico Europeo).

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Permesso di soggiorno temporaneo/settled status

Il Regno Unito prevede che ci sarà un periodo di transizione dopo che lascerà formalmente l’Unione Europea, durante il quale i cittadini europei ed i loro familiari potranno richiedere un permesso di soggiorno temporaneo o il settled status. La durata di questo periodo di transizione deve ancora essere formalmente concordata con l’Unione Europea, ma il Regno Unito sta attualmente dichiarando che si concluderà nel dicembre 2020.

È molto probabile che il Governo inglese inizi ad accettare le richieste per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo e di settled status fino alla fine del 2018. L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema di presentazione della domanda online.

Il Ministro dell’Immigrazione ha stabilito che il modulo di presentazione della richiesta conterrà un massimo di otto domande, il costo della pratica sarà di 75 Sterline e una decisione dovrebbe essere presa entro due settimane. Al fine di snellire la procedura, l’Home Office lavorerà con altri dipartimenti governativi, come l’HMRC, per verificare l’identità dei candidati e diminuire il numero di documenti che quest’ultimi dovranno presentare.

Inoltre, i criteri per ottenere il “settled status” saranno effettivamente gli stessi richiesti per ottenere la residenza permanente in conformità alle norme europee, in base alle quali il cittadino europeo deve aver risieduto costantemente nel Regno Unito esercitando i diritti del Trattato dell’Unione Europea, quali l’occupazione, il lavoro autonomo, lo studio, l’autosufficienza o la ricerca di lavoro, per cinque anni in modo continuativo. Tuttavia, il Governo britannico ha stabilito che assumerà un approccio più pragmatico nell’esaminare tali richieste. Ad esempio, normalmente i cittadini dell’Unione Europea che stanno studiando o sono autosufficienti nel Regno Unito da cinque anni, saranno considerati titolari di una residenza permanente solo se hanno un’assicurazione malattia completa per il periodo in cui hanno esercitato tali diritti. Il Governo britannico ha stabilito che questo requisito non si applica alle richieste dirette ad ottenere il settled status.

Documenti che certificano la residenza permanente

Per effetto della normativa europea, i cittadini europei che sono considerati in possesso della residenza permanente, possono richiedere il documento che attesta il soggiorno permanente al fine di dimostrare tale status, anche se ciò non è obbligatorio. Il Governo Inglese ha stabilito che questi documenti cesseranno di essere validi quando il Regno Unito lascerà l’Unione Europea.

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Esame delle richieste

Il Governo inglese è perfettamente consapevole delle difficoltà logistiche a cui andrá incontro nel rilasciare permessi di soggiorno temporanei e documenti relativi al settled status a più di 3 milioni di cittadini europei che si trovano attualmente nel Regno Unito entro la fine del periodo di transizione. Oltre a sviluppare un nuovo sistema di presentazione della domanda online, il Governo inglese sta cercando di raddoppiare il numero del personale dell’Home Office per poter esaminare tutte le pratiche che verranno presentate.

Porre fine all’incertezza?

Indubbiamente, dopo dicembre 2017, un profondo senso di sollievo è stato avvertito dai cittadini europei che desiderano rimanere nel Regno Unito dopo la Brexit (e le imprese che li impiegano) in merito al fatto che il Regno Unito e l’Unione Europea hanno finalmente raggiunto un accordo sui diritti dei cittadini europei. Tuttavia, alla luce delle recenti dichiarazioni del Governo britannico e dell’Unione Europea, sembra che una questione importante sia ancora in corso di negoziazione.

Il Governo inglese ha proposto nel dicembre 2017 che, durante il periodo di transizione, i cittadini europei saranno tecnicamente soggetti alla Legge sull’immigrazione del Regno Unito, anche se a loro verrá automaticamente concesso il “deemed leave”, ossia una sorta di congedo, il 29 marzo 2019. Questo status consentirà loro di continuare a vivere, lavorare e studiare nel Regno Unito come se stessero continuando ad esercitare i diritti di libera circolazione nel Regno Unito.

Nel febbraio 2018, l’Unione Europea ha stabilito che i cittadini europei possono entrare nel Regno Unito durante il periodo di transizione per beneficiare del diritto alla libera circolazione e che sono soggetti alla legge sull’immigrazione del Regno Unito dopo la fine del periodo di transizione. Poiché i negoziati relativi a tale questione sembrano ancora da definire, rimane ancora incertezza per i cittadini europei che potrebbero voler entrare nel Regno Unito dopo il 29 marzo 2019 e per i datori di lavoro che intendono pianificare la loro futura strategia di assunzione, soprattutto se operano in settori che tradizionalmente impiegano un numero elevato di cittadini europei.

L’attuale sistema economico sull’immigrazione del Regno Unito consente l’accesso soltanto a migranti altamente qualificati, ma dato il numero di cittadini europei che svolgono lavori scarsamente o mediamente qualificati, sarà fondamentale adeguare tale sistema in modo tale da consentire ai datori di lavoro di assumere cittadini non inglesi per coprire i posti di lavoro vacanti a quei livelli di competenza, dal momento che è improbabile che vi siano sufficienti lavoratori locali che soddisfino la domanda.

Inoltre, il Governo britannico deve ancora lavorare molto per definire i criteri per l’ottenimento di un permesso di residenza temporanea e del settled status e per attuare delle procedure che consentano di esaminare il gran numero di domande presentate prima della fine del periodo di transizione.

Molti cittadini europei che hanno già raggiunto i cinque anni di residenza in modo continuativo nel Regno Unito possono ancora ottenere un documento che attesta il soggiorno permanente poiché il Governo inglese ha stabilito che sarà possibile sostituirlo con il documento relativo al settled status seguendo una procedura semplificata. I cittadini europei possono, inoltre, conservare i loro passaporti originali durante il corso della pratica, mantenendo così la possibilità di viaggiare oltremare. Si deve, inoltre, osservare che i cittadini europei devono ottenere tale documento  almeno un anno prima di poter presentare la domanda per la cittadinanza inglese.

Molti datori di lavoro stanno fornendo assistenza ai lavoratori europei nella presentazione di tali richieste e sarà certamente importante per i datori di lavoro incoraggiare i propri dipendenti europei a richiedere il permesso di soggiorno temporaneo o il settled status una volta che l’Home Office inizia ad accettare tali richieste. Si spera che ricevano i loro documenti sostanzialmente prima dell’inizio del periodo di transizione ed evitare la corsa dell’ultimo minuto.

Sebbene l’accordo raggiunto l’8 dicembre rappresenti un enorme passo avanti nel chiarire la posizione dei cittadini dell’Unione Europea dopo la Brexit, c’è ancora molta strada da fare prima che questi ultimi e le imprese britanniche che li impiegano sappiano esattamente su quali basi i cittadini europei potranno vivere e lavorare nel Regno Unito in futuro.

 



Autore dell'articolo
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Rag. Guido Ascheri

Guido Ascheri esercita la professione di ragioniere commercialista in Nizza (Francia) e Londra (Regno Unito). È specializzato in consulenza tributaria e societaria internazionale. Si è sempre occupato di formazione professionale continua. Ha insegnato economia e diritto alla Université Nice Sophia Antipolis (Iut – Stid), ha pubblicato libri per i tipi di IPSOA ed EBC, ha fondato e diretto la rivista – Professione Azienda – premiata come opera ad alto contenuto culturale e scientifico dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha collaborato con quotidiani e riviste specializzate.

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