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Bonus ristrutturazioni e Bonus mobili 2017

di Sergio Massa 109 CommentiIn Le detrazioni per risparmiare, Ristrutturazione

Sono state confermate, anche per il 2017, le detrazioni per ristrutturazioni nel limite di spesa di € 96.000 per unita’ immobiliare abitativa. (Decreto fiscale 193/2016)

Confermato anche il bonus mobili, sempre nel limite di € 10.000, con alcune modifiche che tra poco illustreremo.

Si ricorda che recentemente l’Agenzia ha chiarito che il convivente more uxorio che sostiene le spese di recupero del patrimonio edilizio, nel rispetto delle condizioni previste dall’art. 16-bis TUIR, può fruire della detrazione alla stregua di quanto previsto per i familiari conviventi (RM 64/2016). La motivazione di tale posizione si basa sulle nuove regole introdotte dalla legge sulle unioni civili (L.76/2016): la disponibilità dell’immobile è insita nella stessa convivenza e non deve trovare titolo in un contratto di comodato.

Anche il bonus 65% per risparmio energetico e’ stato confermato per tutto il 2017, anzi, per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali, e’ stato prorogato fino al 2021.

Bonus MobiliLa disciplina per il 2017 ha subito alcune modifiche in quanto il bonus è stato esteso alle spese sostenute dall’1.1.2017 al 31.12.2017, ma a condizioni diverse rispetto a quelle valide fino al 31.12.2016.

E’ previsto infatti che ai soggetti che beneficiano della detrazione IRPEF per gli interventi di recupero edilizio spetta un’ulteriore detrazione IRPEF del 50%:

–  per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica;

–  finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;

–  a condizione che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio siano iniziati dall’1.1.2016.

Per gli interventi edilizi effettuati nell’anno 2016 ovvero per quelli iniziati nel 2016 e proseguiti nel 2017, il limite massimo di 10.000,00 euro comprende le spese eventualmente sostenute nell’anno 2016 per le quali si è gia’ fruito della detrazione.

Ricordiamo che le spese sostenute per i mobili ed elettrodomestici sono computate indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione.

Quindi il bonus mobili nel 2017 non potra’ piu’ essere fruito da chi ha iniziato i lavori prima del 2016.

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Autore dell'articolo
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Sergio Massa

Dott. Sergio Massa, iscritto all'Albo Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna col n. 214/A, Revisore Svolge attività di consulenza nei confronti di societa', imprese e professionisti in materia contabile, amministrativa, tributaria e societaria, contenzioso tributario,revisione società, procedure concorsuali.

Comments 109

  1. Pingback: Detrazioni ristrutturazioni e bonus mobili: ecco le novità per il 2016 - FISCOeTASSE.com Blog

  2. Buongiorno:
    devo acquistare un frigo combinato classe A++ posso usufruire della detrazione del 50% in dieci anni, facendo riferimento alla ristrutturazione della cucina e bagno avvenuta nell’anno 2016.
    Ringrazio anticipatamente

    1. Per fruire della detrazione del 50% per l’acquisto di arredi fissi, mobili e grandi elettrodomestici è necessario avere iniziato un intervento edilizio dal 1° gennaio 2016.

    1. No, il bonus mobili va collegato ad una ristrutturazione edilizia iniziata a partire dall’1.1.2016.

  3. Buongiorno la guida dell’ADE parla di lavori iniziati a partire da gennaio 2016 dunque vale anche per lavori iniziati nel 2017? Grazie

    1. Si, faccia attenzione perche’ il bonus mobili vale per gli immobili “gia’ oggetto di ristrutturazione”, quindi prima si deve iniziare la ristrutturazione dell’immobile poi si possono acquistare i mobili, e non viceversa.

  4. Buona sera, vorrei sapere in quale rigo si detrae l’acquisto del condizionatore, dal momento che è previsto il recupero del 50% in 10 anni, ma nei righi E61 E62 ed E63 è prevista la deduzione dei 55% e 65% ma non quella del 50%. E’ una lacuna nelle istruzioni e nel modello 730 di quest’anno oppure non ho capito io in che quadro recuperare l’importo ? Grazie e cordiali saluti.

    1. Il condizionatore con pompa di calore puo’ usufruire sia del bonus 65% – se sostitutivo dell’impianto di riscaldamento, cosa rara – ovvero del bonus 50%, vuoi come spesa di ristrutturazione vuoi come bonus mobili.
      Quindi il suo rigo, siccome mi parla di un bonus 50%, e’ quello degli interventi di ristrutturazione, non quello del bonus energetico.

  5. Buongiorno, sto per avviare la ristrutturazione di un immobile, volevo sapere se, per la detrazione fiscale annessa, si conteggia nella spesa l’Iva al 10%, o il 50% va calcolato sulle spese al netto dell’Iva.
    Grazie.

  6. RISPONDO AL SIG. DOMENICOP

    Il bonus ristrutturazioni si calcola sulla spesa effettiva, Iva compresa.

  7. devo cambiare caldaia (sulla quale usufruisco della detrazione irpef su 10 anni ) dopo 7 anni dall’installazione, per la nuova posso richiedere nuova detrazione del 65%?
    Grazie per l’attenzione

    1. La detrazione 65% per il 2017 compete per
      lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale; si intende la
      sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti
      con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.
      Se con questo nuovo intervento l’installatore le certifica il miglioramento della prestazione energetica dell’immobile, non vedo impedimenti ad un nuovo bonus 65%.
      Veda anche la GUIDA ultima dell’Ag. Entrate al bonus 65% risalente a marzo 2016, reperibile nel sito dell’Ag. Entrate.

  8. DOMANDA SIG. STURIALE
    (ancora non appare nel blog)
    Devo cambiare caldaia (sulla quale usufruisco della detrazione irpef su 10 anni ) dopo 7 anni dall’installazione, per la nuova posso richiedere nuova detrazione del 65%?

    RISPOSTA
    La detrazione 65% per il 2017 compete per
    lavori di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale; si intende la
    sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti
    con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.
    Se con questo nuovo intervento l’installatore le certifica il miglioramento della prestazione energetica dell’immobile, non vedo impedimenti ad un nuovo bonus 65%.
    Veda anche la GUIDA ultima dell’Ag. Entrate al bonus 65% risalente a marzo 2016, reperibile nel sito dell’Ag. Entrate.

  9. salve, ho acquistato casa a gennaio 2017, posso usufruire di entrambi i bonus, ristrutturazione e energetico?

    1. inoltre essendo sposata mio marito può a sua volta detrarre parte delle spese fatte? se si per farlo deve essere l’intestatario o cointestatario del mutuo? il rimborso può essere chiesto solo a chiusura dei lavori o in corso d’opera?
      grazie infinite per le risposte.

      1. Lei puo’ usufruire di entrambi i bonus, se ricorrono le condizioni. Tenga presente che il bonus energetico talvolta richiede onerose certificazioni per cui e’ possibile ricomprenderlo nel bonus ristrutturazione, che non richiede particolari adempimenti.
        Suo marito puo’ usufruire del bonus a prescindere dall’intestazione del mutuo, cio’ che conta e’ che abbia sostenuto la spesa.
        Non ho capito cosa intende per rimborso: il bonus non e’ un rimborso ma una detrazione dall’Irpef in 10 anni. Quindi e’ una minore imposta che si paga, se nella Dichiarazione dei redditi risulta un’Irpef da pagare, non un rimborso.
        Per capirci, se lei non avesse imposte da pagare, perde il bonus.

  10. Salve, dovrei iniziare lavori di ristrutturazione ad aprile 2017, posso’ usufruire del bonus mobili?
    Grazie

    1. Certamente. Li acquisti dopo che ha comunicato l’inizio lavori. Puo’ pagarli o con un normale bonifico (non con quello apposito 16-bis TUIR delle ristrutturazioni perche’ la Banca tratterrebbe l’8% con disappunto del negoziante), o con carta di credito.

  11. Buongiorno,
    io e la mia compagnia abbiamo acquistato casa e tra poco inizieranno lavori ristrutturazione e acquisto mobili. Siamo semplicemente conviventi (da poco più di tre anni) e quindi entrambi abbiamo diritto alle detrazioni credo. Per far sì che ciò accada serve un conto corrente cointestato per pagare lavori e mobili?In altre parole cos’è necessario fare per averne diritto entrambi e provare che le spese siano state sostenute da entrambi?Grazie

    1. La cosa piu’ semplice e’ quella di aprire un conto cointestato dal quale effettuare i bonifici, al fine di provare che le spese sono state sostenute da entrambi i conviventi.
      Diversamente e’ possibile effettuare due distinti bonifici per ogni spesa dai singoli conti.

  12. Salve, per “spese sostenute dopo aver comunicato la data di inizio lavori” si intende la data del bonifico del pagamento dei mobili, oppure la data dell’ordine dei mobili alla ditta, che potrebbe anche essere antecedente alla data di inizio lavori? Grazie!

  13. Buongiorno, ho due domande:
    1. se dovessi cambiare l’impianto idrico-sanitario e farlo a norma, secondo lei devo fare una comunicazione di inizio lavori (CIL) oppure basta una Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ?
    2. Questo intervento rientra nella manutenzione ordinaria o straordinaria? Ancora grazie!

    1. Per la sua domanda bisogna interpellare il suo tecnico ovvero il Comune.
      Nel mio Comune per i lavori che intende effettuare non mi risulta che si debba richiedere la CIL (o SCIA).
      Sono considerati generalmente lavori di straordinaria manutenzione e basta la Dichiarazione sostitutiva, oltre che una fattura circostanziata.
      Senta comunque il suo Comune, per la CIL, poiche’ alcuni Comuni la richiedono, altri no.
      Nel caso in cui occorra, ne approfitti per farsi certificare che si tratta di lavori di straordinaria manutenzione.
      Mutuo la mia risposta attingendo al caso del rifacimento del bagno: e’ stato chiarito che sostituire i soli sanitari non e’ considerata manutenzione straordinaria, se invece si sostituiscono anche tubazioni, scarichi, ecc. allora si.

  14. Salve!
    Io ho presentato al comune la domanda di inizio lavori a ottobre 2015 ma io ho iniziato effettivamente i lavori a gennaio 2016 infatti le prime fatture risultano tutti fatte a partire da quella data.. secondo lei se prima della fine del 2017 compro la cameretta a mia figlia posso usufruire della detrazione IRPEF per ristrutturazione?

    1. A mio avviso no.
      La legge e’ tassativa: bisogna aver iniziato i lavori dopo il 1° gennaio 2016, non conta la data della fattura, che e’ sempre successiva alla data di inizio lavori, ma quella dichiarata nella Scia (o Dia o Cil).

      1. Grazie mille per la risposta.
        Se si guarda sul sito dell’ agenzia dell ‘ Entrate c’è un modulo in pdf che si chiama guida bonus mobili.
        in fondo ci sono delle domande.. una di questa è. . È previsto un lasso temporale dalla fine dei lavori entro il quale devono essere acquistati i mobili?
        Risposta. . La legge non ha previsto alcun lasso temporale tra l esecuzione dei lavori e l’ acquisto dei beni. . In teoria allora posso usufruire delle agevolazioni per l’ acquisto della camera di mia figlia?

        1. Purtroppo mi tocca risponderle di nuovo NO.
          Lei ha presentato la Scia nel 2015, quindi nel 2017 non puo’ usufruire del bonus mobili.
          Legga la parte iniziale della Guida in PDF dell’Agenzia Entrate. Dice testualmente:
          “L’agevolazione è stata prorogata dalla recente legge di bilancio anche per gli acquisti che si effettueranno nel 2017, ma potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1 gennaio 2016.”
          Lei invece lo ha iniziato nel 2015.

          1. Ok grazie mille per il chiarimento. . Siamo alle solite leggi all ‘italiana. . Per 2 mesi sono rimasto fregato. . Ho finito i lavori ad aprile 2016 e siccome non sono peperone ho tardato a prendere la cameretta. .
            Stendiamo un velo pietoso. .

  15. Secondo l’interpretazione dell’AdE si ha diritto al Bonus Mobili solo se i lavori di manutenzione straordinaria sono iniziati nel 2016: non dice “dal” 2016! Da una lettura puramente letterale sembrerebbe quindi che si ha diritto a detta agevolazione solo se gli interventi di ristrutturazione edilizia hanno avuto inizio nel corso del 2016 e proseguono nel 2017. Sembrerebbe quindi negata l’agevolazione per i lavori che iniziano nel 2017. E’ corretta tale interpretazione?

    1. A mio parere non e’ corretta.
      Ne’, aggiungo, avrebbe senso.
      Scrive il Sole 24 Ore che l’agevolazione bonus mobili “potrà essere utilizzata solo da chi beneficerà della detrazione Irpef del 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati a decorrere dal 1° gennaio 2016”.
      Quindi anche nel 2017.
      Inoltre, consultando la Guida al bonus mobili dell’Ag. Entrate aggiornata a gennaio 2017, si dice chiaramente che:
      “L’agevolazione è stata prorogata dalla recente legge di bilancio anche per gli acquisti che si effettueranno nel 2017, ma potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1 gennaio 2016”.
      Cio’ significa anche iniziato nel 2017.
      Puo’ consultare la Guida sul sito dell’Ag. Entrate http://www.agenziaentrate.gov.it.
      Concludendo, se si iniziano lavori di ristrutturazione nel 2017 e si acquistano nel 2017 dei mobili, si ha diritto al bonus mobili.

  16. Buonasera, sto acquistando un immobile da ristrutturare. I lavori partiranno nel 2017 e proseguiranno nel 2018. Stante l’attuale normativa. Nel 2017 detrazione per ristrutturazione al 50% limite spesa 96000, dal 2018 si torna al 36% limite 48000. Ammettendo io nel 2017 paghi 30 mila euro ( detrazione 15mila in 10 anni e terminassi il medesimo intervento nell’anno successivo, pagando ulteriori 30 mila. A cosa avrei diritto per questa seconda tranche ? Detrazione al 36% su 30 mila perché si considera valido il limite massimo di inizio lavori 96 mila ma l’aliquota vigente nel 2018. Oppure detrazione al 36%su soli 18 ( seppure 30 sia ricompreso nel limite di 48 ) mila perché si terra conto del limite massimo di 48 mila a cui sottrarre gli importi gia pagati negli anni precedenti ?

    1. A parte che occorrera’ vedere quali modifiche interverranno da qui a fine anno, a mio parere vale la sua seconda ipotesi.
      Il limite di 48.000 vale, se i suoi lavori proseguono nel 2018, per quell’anno.
      Lei ne ha gia’ consumati 30.000 nel 2017, al 50%, le restano 18.000 per il 2018, al 36%.
      A meno che lei ponga fiducia nell’impresa esecutrice dei lavori e, entro il 31.12.2017, versi un acconto di ulteriori 30.000: in tal caso beneficia del 50% su tutti i 60.000.

  17. HO INIZIATO I LAVORI CON CILA AD AGOSTO 2016 E NON HO ANCORA FATTA LA DENUNZIA DI FINE LAVORI, PER RIFACIMENTO BAGNO ED INSTALLAZIONE CALDAIA E RELATIVA RETE DEI TERMOSIFONI, PER UNA MIA SECONDA CASA POSSO USUFRUIRE DEL BONUS MOBILI E DELLA DETRAZIONE DEL 50% PER RISTUTTURAZIONE, VISTO CHE TRATTASI DI 2 ^ CASA AFFITTATA AD APRILE 2017, AD UN ESTRANEA.

    1. Direi proprio di si.
      I lavori risalgono al 2016, i mobili devono essere acquistati dopo l’inizio lavori, immagino nel 2017.
      Per cui lei ha diritto anche al bonus mobili in quanto e’ agganciato ad una ristrutturazione.

  18. Buongiorno, gradirei sapere se anche il compenso del notaio per un rogito è possibile scaricarlo. Grazie

  19. Buonasera, se ho in corso una detrazione bonus mobili, ma a fine anno trasferiró la mia residenza, perderó il bonus?
    Grazie

    1. No. Il bonus mobili e’ collegato ad una ristrutturazione, non alla residenza, per cui non perdera’ ne’ il bonus ristrutturazioni ne’ il bonus mobili.

  20. Buongiorno, ho aperto la DIA il 23/02/16 e comunicato l’ultimazione dei lavori il 26/01/17.
    Ho intenzione di acquistare AsciugaStiratrice e Lavabiancheria Professionali con la detrazione del 50%. Mi è consentito accedere all’agevolazione anche se DIA chiusa?
    Grazie.

    1. Certamente. L’acquisto dei mobili/elettrodomestici deve essere solo posteriore all’apertura della DIA. A maggior ragione se la DIA e’ chiusa, perche’ e’ normale , in caso di ristrutturazione ad es. della cucina, acquistare e posizionare il frigorifero solo quando la ristrutturazione della stessa e’ stata ultimata.

  21. Buongiorno, gradirei sapere se anche il compenso del notaio per un rogito è possibile avere la detrazione del 19% . Grazie

  22. Buongiorno , ho effettuato l’acquisto di una stufa a pellet effettuando il bonifico per agevolazioni fiscali per portare in detrazione il 65% in dieci anni . Da quello che ho letto potrei utilizzare anche il bonus mobili perche’ considerato una ristrutturazione edilizia per manutenzione straordinaria . Mi confermate tutto cio’ ? devo fare qualche comunicazione (agenzia delle entrate ecc. )per avere tali agevolazioni , o basta effettuare il bonifico per acquisto mobili previsto? grazie in anticipo

    1. Da come mi ha posto il quesito direi che lei non puo’ beneficiare del bonus mobili, esso infatti deve essere legato ad una ristrutturazione edilizia con bonus 50% e non ad un risparmio energetico con bonus 65%.

      Se lei infatti legge la Guida dell’Ag. Entrate sul bonus mobili trova scritto:
      “Gli interventi per i quali si usufruisce della detrazione del 65%, finalizzati
      al risparmio energetico (per esempio, l’installazione di pannelli solari,
      la sostituzione impianti di climatizzazione invernale, la riqualificazione
      energetica di edifici esistenti), non consentono di ottenere la detrazione
      per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.”

      Invece in uno dei quesiti posti in calce alla stessa Guida si legge che il bonus mobili per la sostituzione di una caldaia spetta in quanto “La sostituzione della caldaia rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria. E’ necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente.”

      Da queste due risposte mi pare di trarre queste conclusioni:
      – se il bonus mobili discende da una ristrutturazione edilizia con bonus 50%, e’ ammesso;
      – se il bonus mobili discende invece da un risparmio energetico al 65%, non e’ ammesso.

      Se lei ha sostituito una caldaia puo’ scegliere; si potrebbe ipotizzare di degradare l’intervento da risparmio energetico a ristrutturazione edilizia, quindi il 65% ad un 50%, (se possibile e se conveniente), cosi’ da poter beneficiare anche del bonus mobili.
      Ma la vedo un po’ complicata e di poca convenienza in quanto perderebbe un 15% per guadagnare solo un po’ di bonus mobili.

      1. Approfitto per rispondere al Sig. Massimo, il cui quesito ancora non e’ apparso.

        Ho parecchi dubbi sulla possibilita’ di usufruire nel suo caso del bonus mobili.
        Sulla materia qualche chiarimento e’ intervenuto con la Circolare Ag. Entrate n. 29E/2013, che la invito a consultare, unitamente alla Guida dell’Ag. Entrate.
        Riepilogo la normativa.
        Per fruire del bonus è necessario che gli interventi edilizi sull’immobile siano inquadrabili tra quelli di cui alle lett. b), c) e d) dell’art. 3 del DPR 380/2001, (manutenzione straordinaria/restauro e risanamento conservativo/ristrutturazione edilizia).
        In pratica il senso del bonus va ricercato nella necessita’ di arredare un immobile oggetto di un intervento edilizio di cui alla L. 380/2001.
        In assenza di un intervento edilizio siffatto mi pare difficile sostenere la legittimita’ del bonus mobili. E’ stato ad es. chiarito che la sostituzione di prese elettriche, pur se agevolabili col bonus 50%, non da’ diritto al bonus mobili.
        Come non danno diritto gli interventi di risparmio energetico agevolabili col 65%.
        In altre parole mi pare di capire che, anche godendo del bonus 50% per l’acquisto di climatizzatori con inverter, anche se inquadrabili come manutenzione straordinaria non si realizzi alcun tipo di intervento ex L. 380/2001.
        Concludendo, a mio (modestissimo) parere non ho trovato conferme che possano legittimare in questo caso il beneficio del bonus mobili.
        Spero di essere contraddetto …

        1. Gentile Dr. Massa,

          la ringrazio per la risposta, nella mia ignoranza in materia ho trovato questo articolo che posto, anche se è un pò vecchitto.
          E’ probabile che alla fine non abbia diritto al bonus mobili, ma veramente la cosa non è affatto chiara.
          La ringrazio nuovamente.

          Fonte articolo http://www.lavorincasa.it/condizionatore-come-presupposto-al-bonus-mobili/

          Installazione di pompe di calore e manutenzione straordinaria

          Riporto di seguito la definizione di manutenzione straordinaria che compare nel Testo Unico in materia edilizia (D.P.R. 380/2001, art. 3, comma 1, lettera b):

          Le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

          Nella definizione si fa riferimento a opere per realizzare servizi tecnologici, tra i quali indubbiamente fanno parte le pompe di calore.

          Tale interpretazione è avvalorata dalla circolare Agenzia Entrate N.57/E del 1998 al paragrafo 3.4: La manutenzione straordinaria si riferisce a interventi di natura edilizia e impiantistica finalizzati a mantenere in efficienza e adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari. […] La categoria corrisponde al criterio della innovazione nel rispetto dell’immobile esistente.

          Quest’ultima circolare fa emergere un concetto importante relativo alla manutenzione straordinaria: l’innovazione. Gli interventi sugli impianti tecnologici che consentono di ottenere risparmi energetici rispondono certamente al criterio di innovazione e pertanto, anche secondo quanto scritto nella circolare Agenzia Entrate N.11/E del 21 maggio 2014 – paragrafo 5.1, sono riconducibili alla manutenzione straordinaria.

          Deduciamo allora che l’installazione di una pompa di calore mirata al risparmio energetico è classificabile come manutenzione straordinaria.

          1. In effetti lei potrebbe aver ragione, anche se nella Guida dell’Ag. Entrate non e’ citata come accesso al bonus mobili tale tipologia di lavori.
            Ho allora fatto una ricerca in Banca Dati e mi e’ apparsa questa risposta ad un quesito, da prendere con prudenza in quanto e’ il parere, sia pur autorevole, di un commentatore.
            Gliela trascrivo:
            “Si vorrebbe acquistare un nuovo impianto di condizionamento a pompa di calore, per sostituire l’impianto attuale, che ha più di 20 anni. In casa non si svolgeranno altri lavori di ristrutturazione. Potrò, in base a questo intervento, fruire anche del bonus mobili? Devo comunicare al Comune questo intervento, che riguarda solo il cambio del condizionatore?
            ——————————————————————–
            Risposta
            L’installazione di un condizionatore a pompa di calore (e non solo per il raffreddamento), così come la sostituzione di un impianto vecchio con un condizionatore a pompa di calore, fruisce della detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie, relativamente alle opere finalizzate al risparmio energetico, anche in assenza di opere edilizie (articolo 16-bis del Tuir, Dpr 917/1986, e articolo 1, comma 2, lettera c, n. 1 e n. 4, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, di bilancio per il 2017; si veda anche la guida al 50% su http://www.agenziaentrate.it). Tutte le volte che ci sono gli estremi di un intervento di manutenzione straordinaria eseguito all’interno di abitazione, tra cui l’installazione ex novo o la sostituzione del condizionatore con pompa di calore, per il quale si fruisce anche della detrazione del 50 per cento, compete inoltre il bonus mobili (detrazione del 50 per cento su un importo fino a 10.000 euro, si veda la circolare 29/E del 2013).Ai fini urbanistici è necessario verificare se il regolamento urbanistico richiede una Cila (comunicazione inizio lavori asseverata) o se, come è più probabile, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ex articolo 47 del Dpr 445/2000, con l’indicazione della data di inizio dei lavori e l’attestazione della circostanza che gli interventi rientrano fra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, secondo la normativa edilizia vigente.”

            Parrebbe quindi possibile usufruire del bonus mobili, ma attenzione perche’ chi le controllera’ la Dichiarazione dei redditi si fara’ forza della Guida Ag. Entrate, che non contempla espressamente tale tipologia di lavori.

  23. Buongiorno,
    io ho iniziato i lavori nel febbraio 2014 con chiusura SCIA nel febbraio 2017.
    A luglio 2017 ho acquistato e installato 2 climatizzatori con inverter e pompa di calore, per i quali dovrei avere diritto alla detrazione del 50% anche se ho la SCIA chiusa. E’ corretto?
    Posso usufruire del bonus mobili? Dovrei cambiare la cucina nel 2017.
    In rete si trovano dei pareri contrastanti, perchè sembra che la sostituzione di un climatizzatore o caldaia, sia da interpretare come manutenzione straordinaria e che poi dia la possibilità di usufruire del bonus mobili appunto.
    Grazie in anticipo.
    Massimo.

    1. Mi inserisco nella discussione per permetto di rispondere cercando di aggiungere qualche informazione in più in merito alla detraibilità dei climatizzatori, dato che noto che è una questione che viene trattata poco e male anche nelle varie guide ufficiali.

      Innanzitutto è bene tener presente che i condizionatori a pompa di calore sono detraibili al 50% (o 65%) solo ed esclusivamente se si integrano all’impianto di riscaldamento esistente.
      Per “integrazione”, in ambito tecnico, si intende il funzionamento coordinato e gestito a livello centralizzato. Il solo affiancamento, senza gestione unificata con la caldaia (o altro generatore) preesistente, non rientra nelle fattispecie agevolabili.

      Restano quindi due potenziali strade per detrarre i condizionatori:

      1- Inserirli nella detrazione 50%: se la loro installazione è connessa ad altre opere di manutenzione straordinaria/ristrutturazione in fase di esecuzione, non ci sono problemi. E’ però consigliabile far indicare esplicitamente questo intervento dal Direttore Lavori nella relazione tecnica delle opere che verrà consegnata al Comune. Di solito, trattandosi di un lavoro “minore”, questo accorgimento non viene messo in pratica. Ma, per evitare possibili contestazioni in caso di verifiche fiscali, noi suggeriamo a tutti i nostri i clienti di far formalizzare ogni lavoro detraibile nella documentazione tecnica ufficiale.
      La semplice nuova installazione dei condizionatori a pompa di calore, non contestuale ad interventi di manutenzione straordinaria, non dà invece diritto alla detrazione 50%: si tratta, a tutti gli effetti, di una manutenzione ordinaria, difficilmente inquadrabile come intervento di risparmio energetico (tipologia che consente la detrazione in deroga alla normativa “standard”, quindi senza necessità di trovarsi in manutenzione straordinaria). Infatti, bisognerebbe trovare un tecnico disposto ad asseverare che l’aggiunta di un sistema di raffrescamento/riscaldamento ad impianti preesistenti consente un risparmio (se è un aggiunta come è possibile?…)

      2- Fruire del bonus arredi ed elettrodomestici (anch’esso pari al 50% della spesa sostenuta): ovviamente questa è una strada percorribile solo se si ha in corso una manutenzione straordinaria/ristrutturazione (quindi bisogna avere presentato al Comune, rispettivamente, una CILA o una SCIA). Richiedendo la detrazione 50% sulle opere realizzate, si avrà automaticamente diritto anche al bonus mobili ed elettrodomestici.

      1. Ringrazio della circostanziata risposta.
        In effetti essa conferma i dubbi in materia, visto che nessuna presa di posizione ufficiale e’ mai stata pubblicata, nemmeno come FAQ.
        Anche avendo riguardo all’articolo riportato nella risposta del 19.9.2017 dove il Sole 24 Ore pareva essere piu’ possibilista.

        1. Buongiorno,
          non so se è arrivato il mio commento in risposta, quindi lo riscrivo.
          Ricapitolando, mi sebra di capire che non avrei diritto nemmeno alla detrazione dei climatizzatori. Preciso che si tratta di una nuova installazione, l’impianto era già stato fatto dall”idraulico nella ristrutturazione. La Scia è stata chiusa a febbraio 2017. I climatizzatori sono stati installati a luglio 2017, ma non sono centralizzati con la caldaia, che comunque è a condensazione.
          Quindi in questo caso non si tratta di manutenzione straordinaria?
          Ringrazio nuovamente il Dr. Massa e Biz Consulting per le risposte.

          1. Come avra’ letto anche dal circostanziato commento della Biz Consulting, i dubbi permangono in quanto c’e’ chi dice si, c’e’ chi dice no.
            Tuttavia da un’ulteriore ricerca che ho fatto sulla Banca Dati mi appare:
            ESEMPI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA
            (Ris. Dir. Reg. Entrate Lombardia 3.3.1999, n. 69429/98, 11.3.1999, n. 1509/99 e 16.4.1999, n. 69425/98):
            – nuova installazione dell’impianto di condizionamento con unità refrigerante esterna e unità ventilanti interne pensili.

            Se anche a livello centrale la pensassero come l’Ag. Entrate Lombardia, avremmo che il suo intervento e’ da classificarsi come manutenzione straordinaria, anche senza necessita’ di titoli abilitativi, come tale suscettibile di generare il bonus mobili.
            Vuol provare a sentire il suo Ufficio locale delle Entrate?

          2. Ringrazio il Dott. Massa per la gentile risposta, provvederò a contattare l’Ag.Entrate della mia zona.

  24. Salve, un’informazione… Con l’acquisto di un climatizzatore pagato con carta di credito, e con comunicazione enea fatta, è possibile usufruire delle detrazioni del 65% o c’è qualche altro adempimento? Grazie per la cortese risposta

    1. Buongiorno.
      Presumo che l’intervento da lei realizzato possieda tutti i requisiti per beneficiare del bonus 65%, visto che mi scrive di aver fatto presentare all’Enea tutta la documentazione necessaria dal tecnico.
      Direi che come documentazione altro non serve.
      Pero’ non mi sembra possibile il pagamento con carta di credito, a mio parere e’ necessario il bonifico bancario o postale.
      Veda in proposito la Guida dell’Ag. Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) aggiornata a settembre 2017.
      Se ho ragione io, lei potrebbe farsi restituire i denari pagati e ripetere il pagamento con bonifico, perche’ solo questo garantisce allo Stato l’incasso della ritenuta dell’8%.
      In alternativa lei potrebbe farsi rilasciare dal fornitore una Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ che attesti la regolare inclusione nei ricavi di quanto incassato.
      Comunque segua quanto indicato nella Guida al Risparmio Energetico che trova sul sito sopra citato.

  25. Salve vorrei sapere un’informazione inerente la possibilità di usufruire del bonus mobili. Mi spiego meglio: io e la mia ragazza ci sposiamo il prossimo anno. La mia ragazza sta ristrutturando la propria casa ed io invece affronterò la spesa dei mobili. Visto che per legge occorre avere la tracciabilità tramite bonifico per poter usufruire del bonus mobili effettuando i vari pagamenti con conto cointestato in comune si ha diritto alla detrazione oppure occorre farlo tramite il conto intestato solo alla mia ragazza.

    1. Intanto attenzione alle scadenze: se non ci saranno proroghe, nel 2018 la detrazione 50% scendera’ al 36% e su di un importo di spesa non piu’ di 96.000 ma di 48.000 euro.
      Bonus mobili e tracciabilita’ bonifico: ricordo che si possono pagare i mobili anche con carta di credito o bancomat, oltre che con bonifico ordinario. Mai con assegni.
      Il mio ragionamento e’ questo: se i lavori di ristrutturazione finiranno nel 2017 (anche per usufruire del 50%), il bonus mobili va usufruito nel 2017, per ora non c’e’ stata nessuna proroga. Ma nel 2017 voi non siete ancora sposati.
      Per cui, essendo il bonus mobili legato ad una ristrutturazione, mi vien da dire che attualmente ne possa beneficiare solo la sua ragazza. Per cui ritengo prudente che l’uscita di denaro provenga dal conto della sua ragazza e non dal conto comune

  26. Buonasera,avrei un dubbio sul bonus mobili.
    Ho iniziato una ristrutturazione con Permesso di Costruire nel 2013…i lavori sono proseguiti anche nel 2014,2016 2017…ovviamente ho ottenuto la proroga del Permesso di Costruire…quindi la ristrutturazione e’ ancora in corso…posso usufruire del bonus mobili?

    1. Direi di no, perche’ il bonus mobili 2017 prevede che l’inizio lavori sia avvenuto a partire dall’1.1.2016.
      Come pure il bonus mobili 2018, non ancora definitivo, ma che prevede che l’inizio dei lavori sia avvenuto a partire dall’1.1.2017.
      Veda lei se puo’ chiudere oggi una prima ristrutturazione ed iniziarne una nuova , ammesso che ne valga la pena.

  27. Gent.mo
    Sto acquistando un nuovo appartamento da impresa edile, che gode della detrazione ristrutturazioni essendo una riqualificazione di area urbana. Il SCIA e’ del luglio 2016 e il rogito e’ previsto per settembre 2018.
    Le pongo le seguenti domande :
    La detrazione che andro’ ad effettuare con la dichiarazione del 2019 potro’ intestarmela tutta per me anche se la proprieta’ e il conto corrente sono cointestato con mia moglie ?

    Potro’ godere del bonus mobili ? Se si, in quale anno dovro’ effettuare l’acquisto nel 2017 o 2018 ? Anche per questo bonus potro’ intestarmi l’intera detrazione (avendo mia moglie un ammontare irpef quasi inesistente) .

    1. Buongiorno.
      Se ho capito bene, lei intende beneficiare del bonus 25% sul prezzo di acquisto dell’abitazione, Iva compresa, col massimale comunque del 50% su di un importo non superiore a € 96.000.
      Quesito complesso il suo.
      A mio parere lei deve aspettare la fine lavori dell’intero fabbricato ristrutturato (e non solo della sua abitazione), quindi il suo bonus 50% deve partire dall’anno in cui l’impresa cedente ha dichiarato la fine lavori. La cessione deve avvenire entro i 18 mesi da tale fine lavori.
      Gli acconti pagati prima seguono la stessa sorte, cioe’ e’ come se venissero pagati nell’anno di ultimazione lavori (Vedasi Circ. Ag. Entrate 7/2017) perche’ lei non puo’ usufruire del bonus fino a che i lavori tutti non sono terminati.
      Bisogna inoltre nel rogito d’acquisto attestare che si tratti di abitazione facente parte di un edificio completamente ristrutturato e indicare la data di fine lavori comunicata al Comune.
      Il pagamento non e’ necessario che avvenga con l’apposito bonifico.
      Venendo ai suoi dubbi, mi pare che l’agevolazione debba spettare tassativamente ai comproprietari, cioe’ non e’ possibile addossarla tutta a lei se anche sua moglie e’ comproprietaria. Veda sul sito dell’Ag. Entrate la Guida aggiornata al 22.9.2017.
      Quanto al bonus mobili 2018, anche se e’ assurdo, la norma prescrive che i lavori di ristrutturazione debbano essere iniziati post 1.1.2017.

  28. Buongiorno,
    ho iniziato i lavori di ristrutturazione nel gennaio 2015, la DIA è stata prorogata nel 2016 fino a gennaio 2018 e stiamo ultimando i lavori, posso usufruire del bonus mobili fino chiusura della DIA?

    1. Come puo’ leggere nelle precedenti risposte, il bonus mobili 2017 spetta solo se i lavori sono iniziati a partire dall’1.1.2016.
      Il bonus mobili 2018 se i lavori sono iniziati dall’1.1.2017.
      Per cui la risposta e’ negativa.

      1. PER IL SIG. FORTUNATO, IL QUALE MI CHIEDE:
        per usufruire del bonus mobili 2017, quando devono terminare i lavori di ristrutturazione, iniziati nell’anno 2017, dell’immobile? Entro il 31/12/2017?
        RISPOSTA
        IL BONUS MOBILI E’ LEGATO SOLO ALLA DATA DI INIZIO LAVORI, NON ALLA LORO ULTIMAZIONE.
        PERTANTO, ESSENDO I SUOI LAVORI INIZIATI NEL 2017, LEI PUO’ USUFRUIRE DEL BONUS MOBILI NEL 2017 OVVERO NEL 2018, SENZA RIGUARDO ALLA DATA DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE.

  29. Ciao,
    per usufruire del bonus mobili 2017, quando devono terminare i lavori di ristrutturazione, iniziati nell’anno 2017, dell’immobile? Entro il 31/12/2017?

    1. RIPETO LA RISPOSTA, ORA CHE VEDO IL QUESITO SUL BLOG.

      IL BONUS MOBILI E’ LEGATO SOLO ALLA DATA DI INIZIO LAVORI, NON ALLA LORO ULTIMAZIONE.
      PERTANTO, ESSENDO I SUOI LAVORI INIZIATI NEL 2017, LEI PUO’ USUFRUIRE DEL BONUS MOBILI NEL 2017 OVVERO NEL 2018, SENZA RIGUARDO ALLA DATA DI ULTIMAZIONE DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE.

  30. Salve, per una ristrutturazione avviata ad aprile 2016 e non ancora terminata è possibile richiedere il bonus mobili per arredi acquistati con bonifici effettuati nel 2018?

    1. Come puo’ leggere nelle precedenti risposte, il bonus mobili 2018 spetta soltanto se i lavori sono iniziati dall’1.1.2017.
      Per cui, avendo lei iniziato i lavori nel 2016, la risposta e’ negativa.

  31. BUONGIORNO,
    HO ACQUISTATO UN IMMOBILE NEL 2017 E’ STATA FATTA UNA DICHIARAZIONE DI INIZIO LAVORI NEL 2017 PER MANUTENZIONE ORDINARIA. NEL 2018 VORREI INSTALLARE UNA STUFA A PELLET, E’ POSSIBILE USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE PER INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E CONSEGUENTEMENTE USUFRUIRE DEL BONUS MOBILI PER L’ARREDO DELL’IMMOBILE STESSO.
    LA DETRAZIONE E’ POSSIBILE ANCHE SE MODIFICO IL CAMINO ESISTENTE E LO UNISCO ALLA STUFA A PELLET?
    GRAZIE

  32. Buonasera, stiamo ristrutturando l’appartamento di nostra figlia, poichè io e mio marito non abbiamo un conto corrente cointestato ognuno di noi ha pagato la propria fattura dal suo conto. Mio marito fra due anni andrà in pensione e diventerà incapiente per parte del bonus, avendo sostenuto una spesa maggiore rispetto alla mia, posso aggiungere il mio nome e codice fiscale sulle sue fatture? Preciso che siamo in regime di separazione dei beni. Grazie.

    1. Buongiorno.
      La soluzione da lei proposta a mio parere e’ pericolosa e la sconsiglio, infatti non si puo’ modificare una fattura di terzi aggiungendo un secondo nominativo. Inoltre se avete gia’ fatto i bonifici separati, come fa ad aggiungere al bonifico di un coniuge il codice fiscale dell’altro?
      Le spese sostenute infatti sono imputabili solo al codice fiscale indicato nel bonifico.
      In conclusione sconsiglio la soluzione prospettata.

  33. Buonasera,

    visto la sua competenza e disponibilità, avrei un quesito da porle:

    Ho iniziato i lavori il 27.01.2017 presentando la cila e dichiarando di effettuare i lavori in economia, posso usufruire del bonus mobili? Ovviamente i mobili sono già stati acquistati nel 2017 e pagati tramite bonifico. Grazie

    1. Direi proprio di si.
      Per usufruire del bonus mobili 2017 lei deve aver iniziato i lavori a partire dall’1.1.2016.
      Quindi il primo requisito c’e’. L’altro requisito e’ quello di beneficiare anche dell’agevolazione 50% ex art. 16-bis TUIR sui lavori di ristrutturazione, a prescindere dal fatto di aver eseguito i lavori in economia.

  34. Buonasera Sergio,

    La ringrazio per la risposta, però ho ancora un dubbio legato al fatto che io non ho usufruito delle agevolazioni 50% sulla ristrutturazione, o meglio, siccome non avevo le idee molto chiare ho fatto diversi bonifici per ristrutturazione tipo quello del perito che ha redatto la cila o quello delle piastrelle… Va bene lo stesso?
    Grazie mille per la sua disponibilità.

    1. Secondo me non va bene.
      Condizione per usufruire del bonus mobili e’ quella di usufruire anche del bonus ristrutturazione.
      Le due cose sono collegate e, a mio parere, devono essere presenti nella Dichiarazione dei redditi.
      Pertanto, se ha fatto anche qualche bonifico ex 16-bis TUIR, ne approfitti e li evidenzi in Dichiarazione dei redditi per l’agevolazione 50%, solo cosi’ potra’ beneficiare anche del bonus mobili.

  35. buongiorno. Nel 2017 ho installato un impianto di condizionamento con pompa di calore e dovrei quindi rientrare nei lavori di manutenzione straordinaria. parallelamente volendo usufruire del bonus mobili ho acquistato una cameretta e eseguito lavori di tinteggiatura. Il massimale per cui spetta la detrazione del 50% è 10000 euro (quindi 5000 euro in 10 anni)?
    Oppure i lavori di realizzazione dell’ impianto di condizionamento rientrano in un massimale separato? grazie molte per la gentile collaborazione

    1. Ecco, ora mi e’ apparso e rispondo.

      A mio parere il bonus mobili va agganciato a lavori di ristrutturazione edilizia.
      Quindi non ritengo possibile beneficiare del bonus mobili quando essa manchi, come ad es. per l’installazione di un condizionatore a pompa di calore o per l’installazione di una porta blindata, che pur potendo fruire del bonus ristrutturazioni non sono considerati lavori di ristrutturazione.

  36. Nel 2017 ho comprato e installato dei condizionatori pagati con bonifico come lavori di riqualificazione energetica (detrazione 50%). Così mi ha detto la ditta che me li ha venduti. Ma posso chiedere veramente la detrazione 50% ? In quale rigo del 730 devo inserirli?

    1. Buongiorno.
      Per l’installazione di condizionatori con pompa di calore e’ previsto il bonus 50% in 10 anni come se fossero lavori di ristrutturazione, ma non danno diritto al bonus mobili.
      Nel 730 vanno inseriti nel quadro E.

    2. Per coloro che installano condizionatori a pompa di calore nel 2018 e che vogliono beneficiare della detrazione 50% per ristrutturazioni, segnalo che, in assenza di circolari esplicative, in forza della Finanziaria 2018 pare necessario inviare all’ENEA la comunicazione del risparmio energetico ottenuto. Cio’ anche se tale intervento non riguarda la detrazione del 65% per risparmio energetico.

  37. Egregio dott. Massa
    sono Luigi … ho nell’anno 2017 ristrutturato totalmente il mio appartamento, sostenendo spese che ricadono nel “risparmio energetico” , pratica regolarmente inviata a ENEA
    purtroppo però non possiamo usufruire delle detrazioni del 50% e del 65%, in quanto incapienti (n. 2 lavoratori dipendenti con 5 figli a carico), nel senso che il credito d’imposta è di gran lunga superiore all’imposta!!!
    questo almeno fino all’approvazione della legge di bilancio 2018 e all’emanazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate del 18 maggio 2018!!!
    La mia domanda: come faccio operativamente parlando, a cedere il credito d’imposta, posso cederlo all’impresa edile che ha effettuato i lavori (tra l’altro gia saldati) e in che modo quindi posso recuperare la detrazione??
    I laori sono stati terminati e saldati nel 2017
    La ringrazio sin d’ora per la risposta che vorrà darmi.

    1. Buongiorno.
      Purtroppo nel suo caso io non vedo una soluzione.
      Lei infatti ha eseguito lavori nel 2017 sulla sua singola unita’ immobiliare e non si tratta di lavori condominiali.
      Per i lavori di efficienza energetica eseguiti in proprio, agevolabili in generale col bonus 65%, la possibilita’ di cedere il bonus e’ stata prevista solo dalla L. 205/2017 entrata in vigore l’1.1.2018. Questa legge ha di fatto esteso la possibilita’ di cedere il credito anche ai privati che eseguono in proprio lavori di efficienza energetica, prima la cessione era riservata solo ai lavori condominiali di efficienza energetica.
      Veda la Guida Ag. Entrate di settembre 2017 e la recente Circolare Ag. Entrate 11/E/2018 del 18 maggio 2018, reperibili sul sito dell’Agenzia.
      In essa si distingue tra soggetti incapienti, cioe’ appartenenti alla no tax area (fino a € 8.000 di redditi lordi da lavoro dipendente) e soggetti capienti (tutti gli altri).
      In caso di lavori 2018 i soggetti capienti (come lei, ritengo) possono cedere il bonus 65% solo all’impresa esecutrice dei lavori (no alle Banche), sempre che essa sia d’accordo.
      Ma la cessione e’ rigorosamente normata in quanto occorre contrattualizzare il tutto ed effettuare le comunicazioni di rito all’Ag. Entrate, detraendo dall’importo dovuto all’impresa esecutrice il credito d’imposta ceduto, quindi pagando il netto.
      Per la mia esperienza io ho visto che solo grossi gruppi (es.: HERA) sono disponibili ad acquistare i bonus quando eseguono grossi lavori condominiali (es.: sostituzione della caldaia centralizzata).

  38. Buongiorno,
    nel 2014 ho ristrutturato il mio appartamento posso beneficiare del bonus ristrutturazione ossia della detrazione fiscale del 50% per l’acquisto di condizionatori a pompa di calore? Serve la comunicazione all’Enea?

    1. Sull’argomento ho gia’ dato una risposta in data 22 maggio 2018 su questo blog.
      La confusione normativa impera e alimenta le incertezze.
      Su questo tema, si è in attesa dei chiarimenti ufficiali dell’agenzia delle Entrate.
      Sul Sole 24 Ore di recente e’ apparsa questa risposta: “In sostanza, nel suo caso , richiedendo la detrazione del 50% per ristrutturazioni edilizie (e non quella del 65% – 50% per interventi di risparmio energetico) per il condizionatore, la comunicazione all’Enea deve comunque essere trasmessa al fine degli interventi di risparmio energetico effettuati su base nazionale. Fino a quanto non ci sarà un modello specifico, si consiglia di inviare quello F allegato al Dm del 5 marzo 2011.”
      Io ne parlerei col suo installatore e, comunque, una comunicazione all’ENEA prudenzialmente la farei.

  39. Buongiorno, ho eseguito lavori di ristrutturazione tra 2015-2016, arrivando al limite previsto dei 96.000 euro. Nel 2017 ho riaperto lavori con regolare CILA per alcuni lavori di ristrutturazione interna ed esterna rimasti da ultimare (ancora in corso) e ho acquistato la cucina. Posso usufruire del bonus mobili? Il CAF sostiene di no perche’ l’ultima ristrutturazione non puo’ essere notificata fiscalmente perche’ con la prima ho gia’ superato il limite.
    Inoltre, in questo scenario, posso usufruire della detrazione per l’acquisto di climatizzatori/pompa di calore?
    Grazie per la risposta.

    1. Per quanto ne so, se c’e’ una seconda CILA con altri lavori di ristrutturazione diversi da quelli descritti nella prima CILA, si ha diritto ad un nuovo autonomo limite di spesa di 96.000 euro. Il limite di spesa infatti è annuale e riguarda il singolo immobile (Circolare 24.4.2015 n. 17, risposta 3.2).
      Il vincolo dei 96.000 € non si applica agli interventi autonomi, ossia non di mera prosecuzione, fermo restando che, per gli interventi autonomi effettuati nel medesimo anno sullo stesso immobile, deve essere rispettato il limite annuale di spesa ammissibile. L’intervento per essere considerato autonomamente detraibile, rispetto a quelli eseguiti in anni precedenti sulla medesima unità immobiliare, deve essere anche autonomamente certificato dalla documentazione richiesta dalla normativa edilizia vigente (Circolare 24.04.2015 n. 17, risposta 3.2).
      Principio riaffermato anche dalla Circ. 7/E del 4.4.2017.
      Se invece gli interventi realizzati nel 2017 consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti (lei scrive che ha “riaperto” la CILA), per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto anche di quelle sostenute nei medesimi anni: avendo gia’ raggiunto i 96.000 nulla piu’ le spetta.
      Il bonus mobili va di conseguenza a quanto sopra detto: nel 2018 spetta solo se i lavori di ristrutturazione ad esso collegati sono iniziati post 1.1.2017: pertanto se la seconda CILA viene considerata una prosecuzione della prima, il bonus mobili non le spetta.
      Discorso a parte per il condizionatore.
      L’installazione di un nuovo condizionatore a pompa di calore (e non solo per il raffreddamento) fruisce della detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie, relativamente alle opere finalizzate al risparmio energetico. Il 50%, infatti, si rende applicabile anche agli interventi di risparmio energetico, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili di energia e anche in assenza di opere edilizie.
      A mio parere l’installazione del condizionatore esula dal limite dei 96.000 trattandosi di un intervento di risparmio energetico e non di una ristrutturazione edilizia, per cui il bonus 50% le spetta. Veda i precedenti quesiti sull’obbligo di comunicazione all’Enea.

      Capisco che il CAF sia prudente su questi argomenti: non solo viaggia su di un campo minato ma, se sbaglia, la legge ora prevede (e’ assurdo …) che sia responsabile non solo delle sanzioni ma anche delle imposte!

  40. 1) -ho acquistato una casa con box il 13/10/2017 e ho venduto una casa con box e cantina il 20/10/2017. La ristrutturazione della casa acquistata è iniziata il 13/11/2018, ora in 730 precompilato la casa venduta è indicata utilizzo 1 per 292 giorno e relative pertinenze 5 per 292 giorni, la casa acquistata con che utilizzo devo indicarla 2 o 9? e relativa pertinenza?
    2) – Ho un’altro box legato come pertinenza alla prima casa, che ho indicato con utilizzo 5 per 292 giorni e i successivi 73 giorni devo indicarli con utilizzo 9?

  41. Buongiorno Sergio,
    sto acquistando un appartamento derivante da una divisione di un unico accatastamento in due singole unità. La SCIA è stata aperta dal venditore (marzo 2018) che però non ha ancora iniziato nessun lavoro. Dovrei subentrare io come nuovo proprietario ed effettuare la ristrutturazione, ma ci sarà anche un secondo nuovo proprietario che prenderà l’altra unità abitativa.
    Facendo una Voltura della SCIA ed alla fine cointestando di fatto il titolo con quest’altra persona, andrò incontro a problemi nell’ottenimento del bonus ristrutturazioni per il mio appartamento?
    Grazie in anticipo

    1. Buongiorno.
      Se ho ben capito il suo quesito, il venditore ha gia’ diviso l’originario appartamento in due unita’ abitative accatastate; lei ne acquista una da ristrutturare ed il secondo acquirente l’altra.
      Se tuttavia la Scia del venditore e’ stata chiesta quando c’era ancora un singolo appartamento, per il bonus 50% essa conserva il limite di euro 96.000 (e non di 192.000: per avere i 192.000 occorrerebbe ripresentare due nuove Scia da parte di ciascun acquirente).
      Per il resto non vedo particolari problemi: ognuno dei due acquirenti godra’ del bonus 50% facendo attenzione che le sue spese, sommate a quelle dell’altro acquirente, non superino i 96.000 euro, e salvo che non ci siano spese di ristrutturazione condominiali, le quali possono beneficiare di un ulteriore bonus da 96.000.

      1. Grazie della risposta,
        ha capito bene: la scia è stata richiesta come unità ancora unica. L’accatastamento è in corso e quindi ci saranno due unità abitative con nuovi dati catastali.
        Ovviamente per ristrutturare ogni singola unità, ci vorranno oltre i 96000€, ho già fatto i conti. Quindi lei mi conferma che se la vecchia scia viene cointestata con una voltura, allora devo dividere il recupero irpef con l’altro inquilino, altrimenti devo presentare una nuova scia.
        Mi chiedo però che senso abbia tutto ciò, le unità abitative sono distinte e separate e la vecchia scia esistente contemplava già di suo sia il frazionamento, sia le singole ristrutturazioni. In tal modo io dovrei presentare da capo tutti i progetti, scorporandoli per unità abitativa. Con notevole dispendio di tempo e soldi per farli riadattare. Non dovrebbe essere una facilitazione e non una tale complicazione?

    2. Rispondo sempre al Sig. Sergio.
      Intanto non cerchi il buon senso delle norme, spesso non c’e’, influenzate come sono dall’ansia di un gettito fiscale.
      La risposta al suo dubbio e’ contenuta nella datata Circolare 11.05.1998, n. 121, paragrafo 3, ancora attuale, secondo la quale nel caso di interventi di recupero edilizio che comportino l’accorpamento di più unità abitative o la suddivisione in più immobili di un’unica unità abitativa, per l’individuazione del limite di spesa vanno considerate le unità immobiliari censite in Catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori.
      Dice infatti testualmente detta Circolare:
      “Va, inoltre, chiarito che, ai fini dell’individuazione del limite di
      spesa su cui calcolare la detrazione, e’ necessario tener conto del numero
      iniziale di unita’ immobiliari sul quale si eseguono i lavori. Pertanto,
      qualora vengono eseguiti interventi su una unita’ immobiliare la detrazione
      spetta su un importo massimo di 96.000 euro anche se al termine dei lavori saranno state realizzate due o piu’ unita’ immobiliari autonome.”

      A questo punto mi verrebbe da pensare (ne parli con l’architetto o col tecnico):
      E se lei volturasse parzialmente la Scia a suo nome e sulla sua abitazione, se possibile, e cosi’ l’altro acquirente, dato che catastalmente da quanto capito ci sono gia’ due accatastamenti? Non avendo ancora iniziato i lavori potremmo sostenere che i lavori che andrete a fare non riguardano la divisione dell’unica unita’ in due (catastalmente gia’ avvenuta), bensi’ la ristrutturazione di due originarie unita’ abitative. Puo’ essere una soluzione?

      1. Purtroppo temo che non si possa fare. L’accatastamento è in fase di avanzamento, ma ovviamente non sarà definitivo finché non saranno identificate due singole unità abitative e di conseguenza finché non saranno ultimati i lavori. è un cane che si morde la coda.
        L’unica possibile soluzione sembra quella da lei suggerita: cointestare la SCIA esistente e quindi dividere l’agevolazione al 50% con l’altro nuovo proprietario.
        La ringrazio per la consulenza davvero utilissima!

  42. lo spostamento di prese e interruttori dell’impianto elettrico si possono considerare per il bonus mobili? Grazie

    1. Buongiorno.
      A mio modesto parere no.
      Leggi e Circolari stabiliscono che il presupposto per beneficiare del bonus mobili sia l’esecuzione di un intervento di manutenzione straordinaria. Il suo non mi sembra tale, ne’ puo’ considerarsi un intervento mirato ad un risparmio energetico.
      Per un approfondimento puo’ consultare la Guida al Bonus Mobili sul sito dell’Agenzia Entrate.

  43. Devo effettuare un bonifico per agevolazioni fiscali legati ad una ristrutturazione.
    La spesa riguarda l’ acquisto della cucina (bonus mobili).
    Sul sito Sanpaolo vi sono varie causali.
    Quale riferimento causale devo inserire nel mio bonifico:
    “Recupero patrimonio edilizio art. 16 bis” oppure “spese arredo immobili ristrtutturati L.90/13”?
    Che differenza c’è tra le due voci?

    Grazie mille.

    1. Buongiorno.
      Non c’e’ nessun bisogno di inserire la causale per i pagamenti di mobili. E’ sufficiente un normale bonifico bancario.
      Anzi, se si inserisce una causale del tipo di quelle da lei citate, la Banca effettuera’ una ritenuta a carico del beneficiario dell’8%, cosa che non fara’ certamente contento il venditore.

    2. Ripeto il mio parere, non avendolo ancora trovato sul blog.
      Faccia un normale bonifico bancario, senza causali (salvo citare gli estremi della fattura).
      Se lei inserisce una delle due causali che ha citato, la Banca effettuera’ una ritenuta dell’8% e il venditore non sara’ molto contento.
      Infatti per il bonus mobili non necessita alcuna causale particolare.

  44. se il box pertinenziale è venduto A RUSTICO con atto anno 2017 posso fruire dell’agevolazione? Qual’è l’attestazione corretta che l’impresa deve rilasciare?
    Grazie

    1. Quesito interessante il suo.
      Proprio ieri e’ uscita una precisazione su questo argomento. Ancora devo leggerla per esteso, ma questo e’ il contenuto.
      Con risposta ad interpello 19 settembre 2018, n. 6, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio sull’acquisto e la realizzazione di box pertinenziale.
      In particolare l’Agenzia afferma che la detrazione è riconosciuta per gli interventi “relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali ad immobili residenziali, anche a proprietà comune”, nonché per l’acquisto di autorimesse e posti auto pertinenziali, limitatamente ai costi di realizzo comprovati da apposita attestazione rilasciata dal costruttore.
      L’Agenzia evidenzia che, nei vari documenti di prassi, il riferimento normativo al termine “realizzazione” di autorimesse o posti auto è stato sempre inteso come esecuzione di un intervento “ex novo”.
      Nella fattispecie esaminata dall’interpello, considerato che il box auto acquistato era stato oggetto di un intervento di ristrutturazione con cambio di destinazione d’uso e non di un intervento di “nuova costruzione”, l’Agenzia nega l’agevolazione.
      Nel suo caso, quando dice di aver acquistato un rustico, occorre vedere catastalmente come era stato accatastato e se e’ una nuova costruzione, sia pure grezza.
      Le suggerisco percio’ di verificare questa Risoluzione, andando sul sito dell’Ag. Entrate, e commentarla con l’impresa al fine di verificare se potete rientrare nell’agevolazione.

      1. Ecco un primo commento sul problema del box non “realizzato” ma “modificato”.
        Nella risposta n. 6 del 19.09.2018 l’Ag. Entrate ha fornito un nuovo chiarimento sul tema, analizzando un caso prospettato dal contribuente il quale ha acquistato da un’impresa costruttrice un box auto situato al piano terra di un fabbricato di pertinenza dell’abitazione situata nel medesimo fabbricato, precisando tuttavia che l’impresa ha dapprima acquistato l’intera proprietà del piano terra dello stesso stabile avente destinazione d’uso “Civili abitazioni” e successivamente ha effettuato lavori di trasformazione, con conseguente frazionamento e cambio di destinazione d’uso dei suddetti locali da civili abitazioni a “Box auto e Cantinole”, al fine di rivenderli.
        Esposto il quesito, l’istante ha chiesto all’Agenzia di sapere se ha diritto a fruire della detrazione Irpef in relazione alle spese sostenute per la realizzazione del box auto di pertinenza dell’appartamento di cui è proprietario, posto che l’impresa esecutrice ha negato il rilascio della certificazione relativa al costo di realizzo del box auto in quanto tale fattispecie non rientrerebbe nell’ambito applicativo della norma agevolativa.
        L’Agenzia ha negato la possibilità di poter fruire della detrazione in esame in quanto, richiamando precedenti documenti di prassi, il riferimento normativo al termine “realizzazione” di autorimesse o posti auto è stato sempre inteso come esecuzione di un intervento “ex novo”; si tratta infatti dell’unica fattispecie in cui le spese sostenute per interventi di nuova costruzione assumono rilevanza ai fini dell’agevolazione. Pertanto, posto che il box auto acquistato deriva da un intervento di ristrutturazione di un immobile ad uso abitativo con cambio di destinazione d’uso e non da un intervento di “nuova costruzione”, lo stesso non risulta agevolabile.
        Credo sia il suo caso.

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