IFRS per le piccole e medie imprese

Bonus per fiere internazionali: come funziona

di Giovanna Palma CommentaIn Agevolazioni, Testata

IL BONUS PER LE PMI CHE PARTECIPANO A FIERE INTERNAZIONALI SVOLTE IN ITALIA E ALL’ESTERO ATTENDE IL DECRETO ATTUATIVO

Il Decreto Crescita (D.L. 34/2019) ha istituito per il periodo d’imposta in corso, un credito d’imposta  per le piccole e medie imprese (d’ora innanzi “PMI”), esistenti alla data del 1° gennaio 2019,  che partecipano a fiere internazionali.

Il fine dell’agevolazione in esame è del tutto evidente: contribuire a rafforzare la visibilità e la qualità delle politiche di internazionalizzazione adottate dalle PMI italiane, mediante il riconoscimento di un credito d’imposta attribuito nella misura del 30% delle spese sostenute e fino ad un massimo di 60.000 euro.

Possono, dunque, fruire dell’agevolazione le PMI i cui parametri dimensionali (piccola e media impresa) sono definiti dalla Circolare n. 53 del 2005 dell’Agenzia delle Entrate.

L’ambito oggettivo dell’agevolazione è delineato dal comma 2 dell’art. 49 del sopracitato D.L., il quale dispone che sono agevolabili tutte le spese sostenute per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore svolte in Italia ed all’estero. Invero, in sede di conversione in Legge, l’agevolazione è stata estesa anche alle fiere che si svolgono nel territorio italiano.

Sono agevolabili, a titolo meramente esemplificativo, i costi sostenuti per l’affitto e l’allestimento degli spazi espositivi, gli investimenti pubblicitari, promozionali e di comunicazione effettuati per la partecipazione all’evento fieristico.

Il bonus fiere, sarà fruibile esclusivamente in compensazione (con modello F24) e secondo le modalità stabilite dall’articolo 17 D.lgs. 241/1997. Per poter accedere al credito d’imposta, occorrerà presentare telematicamente un’istanza e rileverà l’ordine cronologico di presentazione delle relative domande.

Il riconoscimento del bonus fiere è, infatti, subordinato al rispetto dei limiti finanziari posti dalla norma istitutiva che prevede, per l’anno 2020, uno stanziamento di risorse, pari a 5 milioni dieuro.

Considerando, dunque, che i primi ad inviare l’istanza avranno la possibilità di fruire del bonus nella misura piena, si suggerisce di raccogliere e fascicolare sin da ora, la documentazione probante la spettanza del credito (contratti, fatture, documentazione probante il pagamento degli importi addebitati per le prestazioni richieste ecc.) in modo da poter provvedere al tempestivo invio della domanda.

L’art. 49 dispone, infine, che il Ministero con apposito decreto delineerà le disposizioni attuative dell’agevolazione entrando nel dettaglio della natura delle spese agevolabili e tratteggiando in definitiva, le modalità di compilazione e di invio delle istanze.

Restano fermi i poteri di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate che, accertata l’indebita fruizione del credito d’imposta, ne darà comunicazione al Mise, il quale provvederà al recupero del relativo importo, oltre interessi e sanzioni.


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Giovanna Palma

Dottore Commercialista, Revisore Contabile e difensore tributario. Laurea in Management e Controllo d’Azienda conseguita con lode. Collabora con primari studi associati e si occupa prevalentemente di consulenza fiscale ed amministrativa e di contenzioso tributario.

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