Bonus Irpef in busta paga per i lavoratori dipendenti

di Andrea Mannara 5 CommentiIn Lavoro, Manovre Fiscali

Il giorno 24 aprile 2014 è entrato in vigore il decreto legge n. 66 del 2014 (Decreto Irpef), che ha previsto un primo intervento di riduzione della pressione fiscale a carico dei lavoratori dipendenti e delle imprese. In questo articolo analizzeremo l’articolo 1 del decreto, rubricato “Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti ed assimilati”.

Oggetto del provvedimento normativo è il riconoscimento di un bonus fiscale a favore dei lavoratori dipendenti. L’ammontare di questo bonus fiscale è di euro 640 per i possessori di reddito inferiore ad euro 24.000; il bonus decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito di euro 26.000.

I requisiti per poter godere del credito fiscale sono 3:
– tipologia del reddito,
– imposta a debito,
– importo del reddito.

 

Tipologia del reddito – Beneficiari
Potenziali beneficiari del credito sono i contribuenti il cui reddito complessivo è formato: da redditi di lavoro dipendente e da redditi assimilati al lavoro dipendente (compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative, borse di studio, premi e sussidi per finalità di studio o aggiornamento professionale, redditi derivanti da collaborazione coordinata e continuativa, remunerazione dei sacerdoti).
In base a ciò, rimangono esclusi dal beneficio fiscale i contribuenti il cui reddito non è formato da reddito da lavoro dipendente ed assimilato.

Imposta a debito
Il secondo requisito riguarda l’imposta a debito del contribuente. La norma precisa che i contribuenti, per godere del credito fiscale, devono avere una imposta lorda, determinata sui redditi sopra indicati, di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro spettanti.
Questo vuol dire che: il reddito da lavoro è assoggettato ad imposta lorda; il lavoratore usufruisce delle detrazioni per lavoro dipendente previste dalla normativa fiscale; l’ammontare dell’imposta deve essere superiore all’ammontare delle detrazioni.

Importo del reddito
L’ultimo requisito richiesto è l’importo del reddito complessivo, che non deve superare i 26.000 euro.
Il reddito complessivo è assunto al netto del reddito generato dall’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e relative pertinenze.

Periodo di lavoro
La norma precisa che il bonus fiscale è determinato in rapporto al periodo di lavoro.
Questo vuol dire che, se il rapporto di lavoro dipendente è iniziato in corso dell’anno, allora il beneficio fiscale dovrà essere rapportato all’effettivo periodo lavorativo, cioè agli effetti giorni di lavoro maturati nell’anno.

Decorrenza e durata
Il bonus fiscale spetta soltanto per l’anno 2014, in attesa che vengano posti in essere interventi legislativi miranti ad una riduzione strutturale e permanente della pressione fiscale, sia a carico dei lavoratori che a carico delle imprese.
Il bonus fiscale, essendo un credito fiscale, può essere usufruito dai lavoratori già a partire dalla retribuzione relativa al mese di maggio 2014.

Modalità di fruizione
Il credito fiscale, se spettante, sarà riconosciuto direttamente dal datore di lavoro, in veste di sostituto di imposta, sulla retribuzione mensile spettante al lavoratore. Concretamente, quindi, il lavoratore che beneficia del credito troverà nella sua busta paga una voce a credito relativa al bonus fiscale riconosciuto, con un aumento del netto in busta percepito.
Il credito sarà fruito per l’intero anno 2014 e sarà attribuito sulle retribuzioni corrisposte mensilmente al lavoratore.

Obblighi del datore di lavoro
L’erogazione del credito fiscale avverrà direttamente in busta paga.
Il datore di lavoro, in veste di sostituto di imposta, utilizzerà le ritenute fiscali trattenute al lavoratore. Si tratta delle ritenute Irpef e addizionali Irpef (comunali e regionali).
Praticamente, quindi, il datore di lavoro riconoscerà il bonus in busta paga. L’importo del bonus, poi, andrà a diminuire il totale delle ritenute che il datore di lavoro è tenuto a versare per conto del lavoratore.
Esempio: sulla retribuzione di maggio 2014 il lavoratore versa ritenute Irpef per euro 100; il bonus fiscale è di 80 euro; il datore di lavoro verserà all’Erario, per conto del lavoratore, ritenute fiscali pari ad euro 20.
Se le ritenute fossero incapienti, cioè l’ammontare del bonus è superiore alle ritenute fiscali, allora il sostituto di imposta dovrà utilizzare i contributi previdenziali.
Esempio: bonus fiscale euro 80; ritenute Irpef euro 50; contributi previdenziali da scomputare euro 30.
In questo caso, allora, il sostituto di imposta non verserà le ritenute all’erario e non verserà neanche i contributi previdenziali. Il recupero di questi contributi è effettuato direttamente dall’Inps sulle somme da riversare all’erario.

Rilevanza del credito
Per espressa previsione normativa, il credito fiscale di 640 euro non concorre alla formazione del reddito, e quindi le somme incassate dal lavoratore non saranno soggette ad ulteriori imposte, quali Irpef e addizionali.

Autore dell'articolo
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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 5

  1. ho un reddito superiore a 1500 euro, ma con marito 61enne disoccupato per licenziamento 4 anni fa. Come è considerato il mio reddito ai fini degli 80 euro? Se in una famiglia marito e moglie hanno entrambi un reddito inferiore a 1500 euro ma sommati superano di parecchio il mio reddito, tocca ad essi 80 euro ciascuno? grazie

    1. La fruizione del bonus fiscale è individuale. La norma non parla di reddito complessivo del nucleo familiare, ma di reddito complessivo del contribuente.
      Quindi, per la fruizione del bonus, ogni lavoratore dovrà verificare la sussistenza dei requisiti in capo a se stesso, senza dover comulare il proprio reddito con quello del coniuge.

  2. nel bonus fiscale dipendenti ausl che voce bisogna guardare e che calcoli bisogna fare per sapere se si ha diritto al bonus o no?Grazie

    1. Nel cedolino dovrebbe trovare una voce del tipo: “Bonus fiscale art. 1 DL 66/2014″ o similari.
      Per sapere se si ha diritto, deve tener conto del suo reddito complessivo da lavoro dipendente. Se questo supera i 26.000 euro non si ha diritto al bonus.
      Se invece il reddito annuo complessivo da lavoro dipendente è inferiore ai 24.000 – 26.000 euro, il bonus spetta.
      L’importo del bonus però viene determinato sulla base delle detrazioni da lavoro dipendente e dell’imposta lorda. Per avere il bonus è necessario che l’imposta lorda sia superiore alle detrazioni da lavoro dipendente.

  3. Nel cedolino dovrebbe trovare una voce del tipo: “Bonus fiscale art. 1 DL 66/2014” o similari.
    Per sapere se si ha diritto, deve tener conto del suo reddito complessivo da lavoro dipendente. Se questo supera i 26.000 euro non si ha diritto al bonus.
    Se invece il reddito annuo complessivo da lavoro dipendente è inferiore ai 24.000 – 26.000 euro, il bonus spetta.
    L’importo del bonus però viene determinato sulla base delle detrazioni da lavoro dipendente e dell’imposta lorda. Per avere il bonus è necessario che l’imposta lorda sia superiore alle detrazioni da lavoro dipendente.

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