Bonus infanzia, accesso al contributo da parte delle lavoratrici

di Andrea Mannara 1 CommentoIn Lavoro, Riforma Fornero

Il punto sul “Bonus infanzia”. La maggiore attenzione rivolta al mercato del lavoro e, in particolar modo, alla condizione delle madri lavoratrici, ha avuto una concreta attuazione con la legge n. 92 del 2012. In questo articolo, in particolare, analizzeremo il “Bonus Infanzia”, ossia un contributo erogato alle madri lavoratrici per usufruire dei servizi pubblici e privati dedicati all’infanzia (asili nido) oppure per la fruizione di servizi di baby sitting.

Il beneficio tende a favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro e il sostegno alla genitorialità, attraverso l’introduzione di misure orientate a migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e la condivisione dei compiti di cura dei figli.

Requisiti per l’accesso.

Possono richiedere il bonus tutte le madri, anche adottive o affidatarie, sia lavoratrici dipendenti, sia iscritte alla gestione separata Inps.

Sono escluse dal beneficio: le lavoratrici autonome iscritte ad altre gestioni previdenziali Inps (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane e commercianti, imprenditrici agricole, pescatrici autonome); le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia.

Misura del beneficio.

L’importo del contributo è di 300,00 euro mensili.

È erogato per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia dello stesso da parte della lavoratrice.

Le lavoratrici part-time potranno fruire del contributo in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.

Ricordiamo che il “congedo parentale” è la possibilità, per il genitore, di astenersi dal lavoro, nei primi otto anni di vita del bambino, per un periodo che non può eccedere i dieci mesi (continuativi o frazionati).

Modalità di erogazione del contributo.

Il bonus infanzia consiste in un contributo per il pagamento del servizio di baby sitting ovvero per il pagamento di strutture eroganti servizi per l’infanzia.

Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati verrà erogato attraverso pagamento diretto alla struttura prescelta dietro esibizione, da parte della struttura stessa, della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio, fino a concorrenza dell’importo di 300 euro mensili, per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia.

Il contributo concesso per pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema di buoni lavoro. L’Inps erogherà 300 euro in voucher, per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia.

Ritiro dei voucher.

I voucher consegnati alle beneficiarie sono unicamente quelli cartacei.

I voucher, per l’importo riconosciuto, verranno ritirati dalla madre lavoratrice presso la sede provinciale INPS territorialmente competente individuata in base alla residenza o al domicilio temporaneo dichiarato nella domanda di partecipazione al bando, se diverso dalla residenza.

La madre lavoratrice potrà ritirare i voucher in un’unica soluzione oppure scegliere di ritirarne solo una parte o ritirarli con cadenza mensile.

Prima dell’inizio della prestazione lavorativa del servizio di baby sitting la madre è tenuta ad effettuare la comunicazione preventiva di inizio prestazione, indicando oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa.

Al termine della prestazione lavorativa, la madre lavoratrice – prima di consegnare alla prestatrice i voucher – provvede ad intestarli, scrivendo su ciascun buono lavoro, negli appositi spazi, il proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il periodo della relativa prestazione e convalidando il buono con la propria firma.

La prestatrice del servizio di baby sitting può riscuotere il corrispettivo dei buoni lavoro ricevuti, intestati e sottoscritti dalla committente, presentandoli all’incasso – dopo averli convalidati con la propria firma – presso qualsiasi ufficio postale ed esibendo un valido documento di riconoscimento, entro e non oltre i 24 mesi dalla data di emissione del voucher.

Accesso al contributo da parte delle lavoratrici.

Per accedere al contributo le lavoratrici devono presentare domanda telematica all’Inps, il quale, nei limiti della copertura finanziaria, provvederà a redigere una graduatoria delle lavoratrici ammesse a tale beneficio.

La graduatoria è definita tenendo conto dell’ISEE con ordine di priorità per i nuclei familiari con ISEE di valore inferiore e, a parità di ISEE, secondo l’ordine di presentazione della domanda. La graduatoria è pubblicata sul sito www.inps.it entro 15 giorni dalla scadenza del bando.

L’Istituto provvede ad avvisare il datore di lavoro della lavoratrice della proporzionale riduzione del periodo di congedo parentale conseguente alla concessione del beneficio.

Autore dell'articolo
identicon

Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *