Aumenta l’Iva al 22%

di Andrea Mannara CommentaIn Attualità, Iva, Manovre Fiscali, Parliamo di ...

 Cattive notizie per i consumatori italiani. A partire da oggi, 01 ottobre 2013, l’Iva aumenta di un punto percentuale, passando dall’attuale 21% al maggiore 22%.

I consumatori pagheranno così una maggiore imposta sui propri acquisti.

Ricordiamo che l’aumento dell’Iva dal 21% al 22% era stato precedentemente programmato: l’articolo 40, comma 1-ter del DL 98 del 2011, infatti, disponeva l’aumento dell’Iva già a partire dal 01 luglio 2013.

Il DL 76 del 2013, emanato a giugno 2013, ha invece rinviato tale aumento appunto al primo ottobre 2013.

Fino all’emanazione di nuovi provvedimenti, dunque, a partire da oggi l’aliquota Iva ordinaria diventa pari al 22%.

E’ utile ricordare che il peso dell’Iva grava interamente sui consumatori finali. In base al meccanismo impositivo dell’imposta, infatti, l’Iva viene effettivamente versata dal consumatore finale il quale, essendo l’ultimo anello della catena produttiva, non ha la possibilità di portare in detrazione l’Iva sugli acquisti, cosa che invece è possibile per tutti i soggetti intermedi che intervengono nella catena produttiva.

In base alle norme in materia di Iva, infatti, l’operatore economico è tenuto a versare all’Erario l’Iva, ottenuta dalla differenza tra: l’Iva addebitata sulle proprie fatture emesse (Iva a debito), meno l’Iva già assolta sugli acquisti (Iva a credito) da questi effettuati nell’ambito dell’attività di impresa.

Il consumatore finale invece, che non opera in regime di impresa, non potrà portare in deduzione l’Iva assolta sugli acquisti. Quindi, in termini economici, è proprio il consumatore finale a sopportare il peso dell’imposta.

Da oggi questa imposta sarà più cara per le tasche del consumatore.

L’aumento riguarda però soltanto l’aliquota ordinaria, che passa dal 21% al 22%.

Vediamo in sintesi quali sono i prodotti interessati all’aumento dell’imposta.

Il decreto che regolamenta l’imposta sul valore aggiunto, il DPR 633/72, non fornisce un elenco dei prodotti soggetti ad aliquota ordinaria ma, per converso, elenca i prodotti soggetti alle aliquote ridotte del 4% e del 10%. Questi sono, in sintesi, i prodotti alimentari, i beni di prima necessità, gli immobili e i servizi inerenti gli stessi.

Quindi, per esclusione, possiamo individuare i prodotti e i servizi soggetti ad aliquota del 22%.

In sintesi: capi di abbigliamento, calzature, prodotti elettronici ed elettrodomestici, computer e componenti, detersivi e prodotti della pulizia, casalinghi, gioielleria, cancelleria e prodotti per l’ufficio, mobili ed arredi, autovetture e autoveicoli, onorari e consulenze professionali, servizi alla persona, trasporti, servizi professionali. Ma l’elenco è naturalmente molto più lungo.

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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