Aspetti fiscali degli eventi sportivi di fine anno organizzati dalle Associazioni sportive dilettantistiche

Associazioni sportive dilettantistiche: eventi sportivi di fine anno per la raccolta fondi

di Maurizio Mottola 1 CommentoIn No Profit

Gli aspetti fiscali degli eventi sportivi di fine anno per la raccolta fondi.

E’ piuttosto frequente che una associazione sportiva dilettantistica, in occasione delle festività natalizie e di fine anno, organizzi una manifestazione sportiva dedicata ai propri atleti ed aperta anche ad atleti tesserati di altri sodalizi sportivi, anche di diversi enti di affiliazione.

Tale evento è sovente finalizzato alla raccolta di fondi per il finanziamento delle iniziative statutarie e la quota di iscrizione generalmente include diverse prestazioni tra le quali l’assistenza sanitaria, la copertura assicurativa e un ristoro finale con distribuzione di alimenti e bevande per i partecipanti e gli ospiti.

Analizziamo i riflessi di tale iniziativa dal punto di vista fiscale.

In generale e ai sensi del comma 3 dell’articolo 143 T.U.I.R., non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito degli enti non commerciali, di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 73 T.U.I.R., i fondi pervenuti ai predetti enti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

Con ciò si intende che tali fondi non sono assoggettabili a IRES, IRAP e IVA.

Con specifico riferimento alle associazioni sportive dilettantistiche che hanno optato per l’applicazione del regime forfetario ex l. 398/1991, ai sensi del comma 2 dell’articolo 25 della l. 133/1999 e come precisato dalla C.M 8.03.2000 n. 43/E, non sono imponibili ai fini IRES e IRAP:

1) i proventi derivanti da attività commerciali effettuate in via occasionale e saltuaria, in concomitanza con lo svolgimento di manifestazioni sportive, rientranti tra gli scopi istituzionali dell’associazione, e strutturalmente funzionali alla manifestazione stessa;
2) i proventi realizzati per il tramite di raccolte fondi effettuate in conformità al disposto del comma 3 dell’articolo 143 T.U.I.R.

Relativamente a quanto al punto 1), ovvero ai proventi derivanti da attività commerciale, va ricordato che essi restano invece, se l’associazione svolge abitualmente attività commerciale o comunque è titolare di partita IVA, soggetti a tale tributo.

Il numero di manifestazioni sportive e/o raccolte fondi non può essere complessivamente superiore a 2 per anno e l’ammontare complessivo dei proventi derivanti dalle attività commerciali e/o raccolta fondi non può essere superiore a euro 51.645,69 (non in relazione al singolo evento ma complessivamente per l’insieme delle attività organizzate).

I proventi conseguiti entro tale importo massimo non concorrono alla determinazione del plafond pari a euro 250.000,00 (comma 5, articolo 1, D.M. 473/1999).
I proventi eccedenti il limite sono imponibili ai fini IRES, IRAP e IVA e concorrono alla determinazione del plafond.

Al fine di documentare il mancato superamento del limite pari a euro 51.645,69 sarebbe consigliabile, ancorchè non obbligatorio, emettere ricevute generiche (non fiscali) a fronte dei proventi incassati nel corso della manifestazione.
In alternativa si potrebbe redigere un verbale attraverso cui esporre l’ammontare dei fondi raccolti.

Per le raccolte pubbliche, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, deve essere redatto un apposito rendiconto (comma 2, articolo 20, D.P.R. 600/1973), indipendentemente dal rendiconto annuale, accompagnato da una relazione illustrativa e finalizzato a controllare le modalità di reperimento e di impiego dei fondi raccolti.

I fondi raccolti potrebbero essere destinati al generico finanziamento delle attività sportive istituzionali dell’associazione, a condizione che il risultato della raccolta pubblica e la decisione in merito alla destinazione dei fondi sia esposta nel verbale di approvazione dello specifico rendiconto.
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Maurizio Mottola

Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Taranto dal 2008, iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Taranto (N. 944/A) e al Registro dei Revisori Legali-Ministero dell'Economia e delle Finanze (N. 152246). Professionista esperto in materie sportive, con particolare riferimento agli aspetti giuridici, fiscali, amministrativi, previdenziali e giuslavoristici relativi allo sport dilettantistico (associazioni e società sportive dilettantistiche). Collabora con diverse riviste di settore pubblicando articoli di approfondimento e risposte ai quesiti rivolti dai lettori. Ha organizzato e curato diversi eventi formativi in materia finalizzati alla FPC degli iscritti all'Ordine dei Dottori Commercialisti e dei Revisori Contabili. Da Novembre 2014 è membro della Commissione Culturale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Taranto "Ambiente, responsabilità sociale d'impresa, finanza sociale, enti non profit, cooperative".

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