Come aprire una srl: regole e novità autunno 2013

di Francesca Romana Bottari CommentaIn Attualità, Nuove srl, Parliamo di ..., Senza categoria

Per costituire una Srl è possibile scegliere varie soluzioni. Oltre alla società a responsabilità limitata tradizionale regolamentata dal Codice Civile, vi è la Srl a 1 Euro (capitale minimo di un euro), formula agevolata, senza vincoli e requisiti di età. La srl a 1 euro è una srl semplificata (Srls), nella quale il Decreto Lavoro ha inglobato la Srl a capitale ridotto (Srlcr).

Srl semplificata
La srl semplificata nasce con il decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012 n. 27 che all’articolo 3 formula l’apposito articolo 2463-bis del Codice Civile.
Dal 29 agosto è possibile costituirla in base al decreto ministeriale 23 giugno 2012, n. 138. Il Decreto Lavoro (Dl 76/2013) ha fatto confluire con trasformazione automatica le Srlcr – srl a capitale ridotto, nelle Srls.
Non è più richiesto che i soci costituendi della Srl semplificata siano under 35 anni. E’ altresì stato abolito l’obbligo di scegliere come amministratori soltanto i soci. Rimossi anche gli obblighi di vigilanza del Consiglio Nazionale del Notariato.
Permangono invariati:
– Requisito di capitale sociale da 1 a 9.999 euro. Sottoscritto e interamente versato all’atto della costituzione.
– Soci ammissibili una o più persone fisiche.
– Denominazione sociale come indicata in atto costitutivo, indicazione della dizione nella corrispondenza della società, nello spazio elettronico destinato alla comunicazione telematica ad accesso pubblico (“società a responsabilità limitata semplificata“) unitamente all’ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso cui è iscritta.
– Atto costitutivo formulato pedissequamente come prescritto nel modello di statuto societario riportato dal D.M. n.138/2012, senza la necessità di attendere la versione aggiornata, che recepisce le modifiche introdotte con il D.L. n. 76/2013 (Decreto Lavoro). Il modello standard, “deve intendersi immediatamente modificato nelle clausole incompatibili con il D.L. n. 76/2013, le quali dovranno pertanto essere omesse”.

Srl tradizionale
Circa la srl tradizionale, non ci sono novità . Vorrei solamente mettere in evidenza che il Consiglio Nazionale del Notariato il 9 settembre si è espresso sulla procedura da seguire per effettuare i versamenti delle quote alla costituzione della srl, bocciando l’utilizzo degli assegni bancari.
Secondo parere espresso, i versamenti delle quote devono avvenire:
– in contanti (nel caso in cui gli importi siano inferiori ai mille euro concessi per legge);
– o mediante bonifico bancario a favore di uno degli amministratori nominandi;
– ancora e preferibilmente, con assegno circolare intestato a nome della costituenda società oppure a nome dell’amministratore nominando o a uno di essi, nel caso di Consiglio di Amministrazione.
L’assegno bancario non è considerato più uno strumento atto a garantire l’effettiva copertura delle somme dovute. Scartato anche il versamento in banca, come avviene per la costituzione di una S.p.A. poiché le attuali procedure bancarie non sembrano adeguate a gestire tale procedura. In questo caso, infatti, sarebbe necessario un mandato specifico alla banca depositaria di istituire un conto vincolato che abbia come intestataria la costituenda società e che possa essere movimentato solo dagli amministratori della società, una volta iscritta nel Registro delle Imprese, andando in contrasto con lo standard delle procedure bancarie.
La srl semplificata non sembra in concreto aiutare la ripresa imprenditoriale.
E’ vero che alla costituzione si pagano imposte di bollo (168,00 euro), diritti di segreteria (200 euro circa) e non si paga l’ onorario notarile. Constatiamo comunque che una srls di due soci genera un costo complessivo che si attesta sugli 8mila euro circa:
– Denuncia inizio attività CCIAA (Camera di Commercio): 30 euro.
– Tassa concessione governativa: 168 euro.
– Vidimazione libri sociali: 100 euro.
– Diritti annuali Camera di Commercio: 200 euro.
– Bolli annui libro giornale e inventari: 29,24 euro.
– Costo deposito bilancio: 127,7 euro.
– Inail 2 soci: 996 euro.
– Inps 2 soci: 6376 euro
– Totale: 7,996,94 euro.

In più, benchè l’art 44 della L 134 /2012 al comma 4 bis intendesse promuovere per i giovani imprenditori l’accesso al credito “ senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”… attraverso “un accordo con l’Associazione bancaria italiana per fornire credito a condizioni agevolate …. “, banche, creditori e mercato non vedono di buon occhio società a capitale di 1 euro.
Il capitale versato minimo non rende le banche propense a concedere finanziamenti a queste aziende. Senza garanzie reali (visto che le personali alle banche già servono poco in caso di srl ordinarie), difficilmente vengono aperte linee di affidamenti seppur minime.
Per lo stesso motivo di esiguità, mercato e creditori non si sentono garantiti da soci che rispondono delle obbligazioni assunte per il massimo di 1 euro.
La mancanza di disponibilità monetaria rende più difficile fare impresa.
Non è semplificata neanche la procedura di registrazione in Camera di Commercio.
Le Camere di Commercio, quando hanno iniziato a ricevere le domande di iscrizione delle Srl a un euro, hanno dovuto constatare che il sistema informatico rifiutava l’inserimento del dato sul capitale sociale, predisposto per una cifra di almeno 10mila euro come per la srl normale. Oggi, la procedura temporaneamente eseguita consiste per ogni singola pratica, l’inserimento dei dati e poi la richiesta di sblocco per l’acquisizione della pratica, caso per caso.

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Francesca Romana Bottari

Docente Universitario in Tributario a Londra. Dottore Commercialista e Certified Accountant. Ha formato la sua esperienza professionale svolgendo attività di consulenza aziendale all'estero ed in Italia Autore di numerose pubblicazioni tecniche, e ricerche E' 1,000 Curricula Eccellenti Fondazione Bellisario

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