Apprendistato: regole e sanzioni per i datori di lavoro

di Rag. Giuseppina Giorgi CommentaIn Lavoro, Le novità del Lavoro, Primo Piano

Come è noto le leggi di stabilità degli ultimi anni hanno introdotto  varie forme di decontribuzione  previdenziale  a carico dei datori di lavoro per abbattere il costo del lavoro e  per incrementare le assunzioni a tempo indeterminato.

Tuttavia l’appetibilità di questi sgravi contributivi ha generato, nel tempo, parecchio contenzioso  dovuto ai vincoli imposti per la fruibilità, quali ad esempio:

  •   la regolarità contributiva (il mancato/tardivo/insufficiente versamento contributivo anche di un solo mese determina la perdita dello sgravio)
  •   l’osservanza delle norme a tutela della salute e sicurezza sul lavoro (la mancata stesura del DVR, l’aggiornamento dello stesso, la mancata formazione e informazione ai lavoratori, la mancata sorveglianza sanitaria ove prevista, la mancata dotazione ai lavoratori dei dispositivi di protezione individuali: scarpe, guanti, occhiali, caschi, ecc. determina la perdita dello sgravio)
  •   il rispetto dei contratti collettivi nazionali, nonché regionali, territoriali o aziendali laddove sottoscritti (il mancato rispetto dei minimi retributivi  previsti dai contrattuali nazionali e provinciali determina la decadenza dello sgravio)
  •   il rispetto dei diritti di precedenza stabiliti da leggi o contratti (il mancato rispetto del diritto di precedenza nei casi di licenziamento per GMO, nei contratti a tempo determinato, ecc. determina la decadenza dello sgravio).

Anche la legge di stabilità del 2018 conferma la volontà del Governo di continuare ad incentivare le assunzioni attraverso la decontribuzione. Il testo di legge prevede un esonero contributivo triennale del 50% per i datori di lavoro che assumono lavoratori con contratto a tempo indeterminato, di età inferiore ai 30 anni (limite anagrafico innalzato a 35 anni  non compiuti se l’assunzione avviene entro il 2018).

Per le motivazioni su esposte l’apprendistato rimane  il contratto di assunzione più economico e pratico offerto dall’attuale quadro normativo, fermo restando l’assolvimento dell’obbligo formativo attraverso Enti accreditati dalla Regione atti a certificare l’avvenuta formazione.

La mancata formazione in caso di contratti di  apprendistato è sanzionata con il versamento della differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta per legge, con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine dell’apprendistato, maggiorato del 100 per cento, con aggravio delle sanzioni civili.

Supponendo che  l’apprendista percepisca una retribuzione lorda mensile di € 1.000,00 i contributi dovuti INPS ammontano a:

  •        €   31,10  per le aziende con meno di 9 addetti
  •        € 116,10  per le aziende con più di 9 addetti

In caso di mancata formazione la sanzione, ribadiamo,  consiste nel pagamento dei contributi interi (come se fosse qualificato e non apprendista) sulla retribuzione del livello previsto al termine dell’apprendistato, maggiorata del 100 per cento dei contributi stessi.

Supponendo che la retribuzione spettante all’apprendista al livello di uscita al termine dell’apprendistato,  corrisponda a € 1.200,00, la sanzione ammonterebbe a € 912,00, cioè  € 456,00 per contributi interi, come qualificato, più € 456,00  per il 100% dei contributi stessi, per tutti i mesi di mancata formazione e per tutti gli apprendisti occupati negli ultimi cinque anni (termine prescrizionale).

 


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Rag. Giuseppina Giorgi

Consulente del Lavoro in Bologna - dal 1978 esercita la professione in forma associata con il rag. Giuliano Vitelli e la rag. Federica Vitelli. Attiva nell’associazionismo professionale ha rivestito per anni la carica di consigliere dell’unione provinciale dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro di Bologna, venendo chiamata al ruolo di presidente negli anni 1991/1992/1993. Sede dello Studio Via Toscana 42/7, Bologna (BO) Tel. 051/475933 – Fax 051/475307 - [email protected]

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