Nuova sospensione feriale dei termini processuali

Ape sociale: i destinatari

di Antonello Orlando CommentaIn Lavoro, Pensioni, Testata

La Legge di Stabilità 2017 (L. 232/2016, art. 1 c. 179) ha inserito nel nostro ordinamento previdenziale tre nuove misure di anticipo pensionistico col fine di moderare i rigidi requisiti soggetti ad adeguamento a speranza di vita previsti per la pensione di vecchiaia.(…)

L’Ape (anticipo pensionistico) prevede diverse varianti (ape volontario, ape aziendale), ma sicuramente una delle più attese è quella a carico completo dello stato, cd. Ape Sociale.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua seconda versione che ha registrato le indicazioni fornite dal Consiglio di Stato con parere del 28 aprile, è stata firmata dal premier Gentiloni lo scorso 22 maggio. Il DPCM originariamente previsto per i primi dello scorso marzo, ha disciplinato nel dettaglio la platea dei beneficiari e i meccanismi di accesso a questo nuovo strumento di flessibilità pensionistica.

Destinatari dell’Ape Sociale
¨         Assicurati a qualunque Gestione INPS che abbiano compiuto entro il 2018 almeno 63 anni di età;

¨         Requisito contributivo: 30 o 36 anni (a seconda del requisito soggettivo posseduto dall’assicurato)

¨         Requisito soggettivo: uno dei quattro indicati  sotto  (con il requisito contributivo richiesto e le ulteriori specificazioni):

Disoccupati  –  30 anni    –  per perdita involontaria del lavoro, esaurimento della indennità di disoccupazione spettante e successivo periodo privo di indennità di almeno 3 mesi
Portatori di Handicap   30 anni  – Riduzione della capacità lavorativa certificata con verbale da commissione per l’invalidità civile ex L. 104/1992 pari ad almeno il 74%
Parenti che assistano disabili in condizione di gravità   – 30 anni   – Assicurati che assistano da almeno sei mesi un coniuge o parente di 1° grado convivente portatore di handicap in situazione di gravità (L. 104/1992, art. 3 c. 3)
Addetti a mansioni usuranti –  36 anni  –  Lavoratori addetti a lavorazioni usuranti che abbiano almeno 6 anni in via continuativa di quelle attività lavorative di cui all’Allegato C (L. 232/2016) e Allegato al  DPCM 22/05/2017
Gli addetti a mansioni usuranti
Per gli addetti a mansioni usuranti, bisogna ricordare che la definizione non è quella contenuta nel D.Lgs. 67/2011, ma una alternativa che è stata fornita proprio dalla Legge di Stabilità del 2017. Si tratta di 11 profili lavorativi tassativamente elencati che saranno identificati (nell’80% dei casi) dal tasso INAIL applicato.

Nel D.l. n. 50/2017, l’art. 53 c.1 della manovrina ha vergato una interpretazione autentica del requisito degli addetti a mansioni usuranti che potranno avere svolto ‘al momento della decorrenza dell’indennità da almeno sei anni in via continuativa’ le attività lavorative difficoltose indicate nell’Allegato C non necessariamente in 6 anni continuativi. Il D.l. 50/2017 ha chiarito che, ai fini del requisito soggettivo di sei anni di lavoro continuativo nelle mansioni difficoltose, è previsto un periodo di ‘cuscinetto’ pari al massimo a dodici mesi negli ultimi sei anni; in sostanza, per potere conseguire l’indennità, i beneficiari dovranno avere svolto almeno 6 anni di lavoro difficoltoso (come codificato nello stesso Allegato al DPCM) negli ultimi 7 prima della decorrenza dell’Ape,  a patto che le attività di lavoro difficoltoso siano comunque state portate avanti nel 7o anno prima della decorrenza dell’indennità e per un periodo non inferiore a quello di inattività.

Il criterio oggettivo di identificazione dei lavoratori usuranti viene distinto nell’Allegato A del DPCM: per le figure professionali da A a E, G e da I a M il riferimento è quello del tasso INAIL applicato (pari o superiore a 17 millesimi). Nei soli casi del personale sanitario infermieristico-ostetrico e degli insegnanti di scuola d’infanzia e asilo nido si deroga a questo principio identificando i beneficiari sulla base delle sole mansioni o, nel caso dei sanitari, dei Decreti che ne disciplinano la professione ordinistica.

Cos’è l’Ape Sociale
L’Ape Sociale è una indennità a sostegno del reddito, completamente a carico dello stato, pari alla rata di pensione accantonata al momento della domanda di concessione a INPS e non può in ogni caso superare l’importo mensile di 1.500 euro lordi, non soggetto ad alcuna rivalutazione nel periodo di fruizione ed erogata per dodici mensilità, senza tredicesima.

(…) L’indennità è imponibile fiscalmente quale reddito percepito in sostituzione di quello di lavoro dipendente (art. 49 ss. TUIR), non avrà alcuna contribuzione correlata (anche se i periodi di godimento dell’Ape sociale saranno eventualmente associabili a contribuzione volontaria o ancora a lavoro subordinato/autonomo entro soglia).

In analogia a quanto già chiarito dalla Agenzia delle Entrate con Circolare n. 9/E del 2014, l’Ape sociale darà diritto sia a detrazioni da Lavoro Dipendente sia al cosiddetto Bonus Renzi ex art. 13, c. 1-bis del TUIR. L’indennità è completamente slegata dai requisiti reddituali dell’ASDI o del Reddito di Inclusione (certificati con mod. ISEE).

(…) Leggi tutto l’articolo nella Circolare settimanale del lavoro n. 25 del 30.6.2017


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Antonello Orlando

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