Anticipi pensionistici Ape: in arrivo i Dpcm con già tre settimane di ritardo

di Antonello Orlando 1 CommentoIn Pensioni

La tripla Ape, volontaria,  sociale e aziendale si prepara ad entrare in vigore con la festa del lavoro il 1 maggio.

In base a quanto emerso a seguito dell’incontro fra Ministero del Lavoro e Sindacati lo scorso 23 marzo, la tabella di marcia dell’Ape sembra ancora non compromessa e pronta ad aprirsi in occasione della prossima festa del Lavoro. La tripletta di nuovi anticipi pensionistici introdotta nella legge di stabilità infatti (ape volontaria, aziendale e sociale) secondo la manovra 2017 doveva essere regolamentata nel dettaglio dai decreti del presidente del consiglio dei Ministri attesi per i primi giorni di marzo.

La complessità della definizione della platea, le contemporanee innovazioni introdotte in merito al nuovo cumulo contributivo e il fitto dialogo con gli interlocutori sindacali e, non ultime, le preoccupazioni sull’effettiva platea dei beneficiari e le conseguenze sul budget accantonato nella finanza pubblica, hanno comportato ormai più di tre settimane di ritardo nella pubblicazione della prassi attuativa. Tuttavia, dopo la conferenza stampa a seguito dell’incontro fra Ministero e Sindacati, risulta confermata l’apparizione dei decreti entro la prossima settimana e, soprattutto, l’apertura delle adesioni all’Ape Social a partire dal prossimo 1° di maggio; secondo il Sole24ORE (24.3.2017) la prima finestra di adesione dovrebbe durare non più di due mesi (con domanda di certificazione dei requisiti da sottomettere attraverso il sito web Inps.it), con una riapertura -a seconda delle risorse rimaste- nei cinque mesi successivi.

I nodi più caldi riguardano i requisiti per l’Ape Sociale (quella a costo zero per i lavoratori disoccupati, portatori di handicap o care-givers o, ancora, addetti a mansioni usuranti) che, a seconda delle interpretazioni chiarite con i DPCM, potranno includere platee più o meno ampie (come, ad esempio, anche i lavoratori che hanno concluso periodi di lavoro subordinato con contratti a termine).

Rimane inoltre da chiarire il rapporto fra il nuovo cumulo contributivo (quello istituito con L. 228/2012 e ampliato dalla L. di stabilità del 2017) e il requisito contributivo prescritto dall’Ape (dai 20 anni di contributi dell’Ape volontaria fino ai 36 dell’Ape sociale per addetti a mansioni usuranti); la platea degli ammessi, infatti, potrà subire drastiche variazioni se fra i beneficiari potranno essere inclusi anche coloro che soddisfano i requisiti contributivi cumulando periodi di contribuzione accantonati fra le varie Gestioni INPS e anche presso le Casse professionali.

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Antonello Orlando

Comments 1

  1. Ma possibile che nessuno focalizzi il problema che i tre anni e sette mesi x i 63enni non abbiano una data certa di partenza nella retrodatazione in quanto le speranze di vita e quindi la data di diritto alla pensione di vecchiaia non è ancora definita per gli interessati all anticipo pensionisto volontario che riguardano i nati nel 1953 54 55?

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