Anche ai conviventi le detrazioni per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico

di Luca Salvetti 13 CommentiIn Dichiarazioni, Le detrazioni per risparmiare, Ristrutturazione

Come è noto, le agevolazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (detrazione del 50%) nonché quelle per il risparmio energetico (detrazione del 65%) spettano, tra gli altri, anche al “familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento”.

In questo articolo ci occuperemo di analizzare la figura del familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile.

Nozione di familiare

Ai sensi dell’art. 5, comma 5, del DPR n. 917/86 (TUIR), sono familiari, ai fini delle imposte sui redditi:

·       il coniuge;

·       i parenti entro il terzo grado;

·       gli affini entro il secondo grado.

La  Risoluzione 64/E del 28/07/2016 ricorda che la Legge n. 76 del 2016 (c.d. Legge Cirinnà), equipara il vincolo giuridico derivante dall’unione matrimoniale a quello prodotto dalle unioni civili, stabilendo che: “(…) le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, (…) si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.”

Inoltre, nonostante la citata Legge n. 76 del 2016 non abbia disposto tale equiparazione per le convivenze di fatto, avendo comunque attribuito “una specifica rilevanza giuridica a tale formazione sociale”, secondo l’Agenzia delle Entrate il convivente more uxorio può, in presenza degli ulteriori requisiti, fruire della detrazione al pari di quanto stabilito per i familiari conviventi; con la Circolare n. 8/E del 07/04/2017 l’Agenzia delle Entrate ritiene che, in virtù del principio della unitarietà del periodo d’imposta, tale novità trova applicazione per le spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2016.

Pertanto è possibile annoverare tra gli appartenenti alla “famiglia anagrafica” anche:

·       ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;

·       convivente more uxorio.

Concetto di convivenza

Al fine di poter usufruire delle agevolazioni in esame è necessario che la convivenza sussista già al momento dell’inizio dei lavori e lo status di familiare convivente può essere attestato anche mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Come specificato nella Circolare n. 50/E del 2002 e confermato dalla Circolare n. 24/E del 2004, non è necessario che l’immobile oggetto degli interventi costituisca abitazione principale del proprietario o del familiare convivente, basta che gli interventi riguardino uno degli immobili in cui si esplica di fatto la convivenza.

Definizione di possessore e detentore

Ai sensi dell’art. 1140 c.c. “il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale”.

Possessore è dunque colui che si comporta come se fosse proprietario della cosa ovvero come se avesse la titolarità di un diritto reale (ad esempio usufrutto, uso, abitazione ecc.).

Per quanto riguarda la detenzione, ai sensi del secondo comma dell’art. 1140 c.c. “si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa”.

Detentore è quindi colui che esercita il potere sulla cosa, riconoscendo però che il rapporto con essa è limitato dal diritto altrui (esempio tipico è il contratto di locazione, in cui il conduttore risulta detentore dell’immobile).

Abbiamo visto in precedenza che gli interventi devono riguardare uno degli immobili in cui si esplica la convivenza, di conseguenza in entrambi i casi è necessario che l’immobile oggetto degli interventi risulti a disposizione, ovvero libero ed idoneo all’esplicazione del rapporto di convivenza.

Profili comuni

La detrazione spetta al familiare convivente del possessore o detentore per le spese rimaste effettivamente a suo carico, pertanto deve risultare intestatario delle fatture ed i bonifici devono essere da lui eseguiti.

Infine, ferme restando le altre condizioni, non è necessario che le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori siano intestate al familiare che usufruisce dell’agevolazione, potendo invece essere intestate al proprietario dell’immobile.

Verifiche preliminari per la detraibilità

1.        Chi sostiene le spese è considerabile familiare come sopra specificato?

2.        Lo status di convivenza sussisteva già all’inizio dei lavori?

3.       Il familiare di chi sostiene le spese è possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento?

4.       Se è detentore, è in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario?

5.       Nell’immobile oggetto dell’intervento si esplica la convivenza (anche se non è abitazione principale)?

Queste sono le 5 domande principali a cui deve rispondere positivamente il familiare del possessore/detentore dell’immobile per poter usufruire delle agevolazioni fiscali oggetto dell’articolo.

Esempi pratici

Soggetto che sostiene le spese Immobile oggetto di interventi Detraibilità
Coniuge dell’inquilino Seconda casa al mare SI, rispettando le altre condizioni previste ed essendo in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.
Figlio del proprietario Seconda casa al mare data in comodato al nonno NO
Figlia dell’usufruttuario Seconda casa affittata ad un terzo NO
Nudo proprietario Seconda casa in usufrutto a Tizio che ha locato a Caio. SI
Coniuge del nudo proprietario Prima casa in cui hanno l’usufrutto i genitori del nudo proprietario SI se convivono tutti insieme, in virtù del fatto che i suoceri sono affini di primo grado, pertanto chi sostiene la spesa è familiare convivente con il possessore.
Coniuge del nudo proprietario Prima casa in cui ha l’usufrutto il bisnonno del nudo proprietario NO anche se convivono, in quanto il possesso è esercitato dall’usufruttuario (bisnonno) che è affine oltre il secondo grado del coniuge del nudo proprietario.

 

 


Autore dell'articolo

Luca Salvetti

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Tributarista e Consulente Finanziario Professionista - Via XXIV Maggio, 13 Zogno (BG) - Tel: 347 3019614 - www.studiodipillasalvetti.it - [email protected] Laureato in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Bergamo, è partner dello Studio Associato Di Pilla & Salvetti all’interno del quale esercita la professione di Tributarista e Consulente Finanziario Professionista. Fornisce consulenza in ambito tributario, fiscale, societario e finanziario a società, imprenditori, professionisti, Enti non commerciali e privati. Affianca inoltre gli imprenditori nel controllo di gestione e nella gestione della finanza, con particolare attenzione alla pianificazione finanziaria ed alla capacità di proporsi al sistema creditizio, al fine di migliorare il rating e ridurre gli oneri finanziari.

Comments 13

  1. Buonasera,
    ricevo pareri contrastanti riguardo la residenza. Ecco il mio caso: ho a disposizione un immobile datomi in comodato d’uso gratuito (registrato all’agenzia dell’entrate). Sono obbligato a spostare le residenza su quest’ultimo immobile per godere delle agevolazioni per la riqualificazione energetica?
    Grazie in anticipo per la cortese risposta.

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      Tra i soggetti ammessi all’agevolazione per il risparmio di energia rientrano i comodatari.
      E’ necessario al fine di fruire della detrazione che il contratto di comodato sia regolarmente registrato prima dell’inizio lavori e che il comodatario sia in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

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      Non è pertanto obbligatorio spostare la residenza per fruire dell’agevolazione per la riqualificazione energetica.

  2. Buonasera,
    convivo con il mio ragazzo e vorremmo ristrutturare: l’immobile è intestato solo a me e io sosterrei tutte le spese ma al momento sono disoccupata quindi non potrei detrarre.
    Le detrazioni possono essere percepite dal mio convivente?
    Preciso che dobbiamo ancora fare la dichiarazione di convivenza, sarebbe comunque precedente alla dichiarazione di inizio lavori ma solo di pochi giorni. E’ comunque regolare?
    Grazie,
    Maria

  3. Buongiorno,
    vorrei eseguire dei lavori sull’immobile di proprieta’di mia suocera dove vivo con mia moglie.
    io sono residente nell immobile dal 2011, nel 2015 ci siamo trasferiti all estero e ci siamo iscritti all aire.
    nel 2018 mia suocera rientra a luglio ed io a novembre per riprendere la residenza
    al fine di non avere problemi per la detrazione e’meglio cominciare i lavori dopo il mio rientro?
    grazie

  4. Mio figlio, convivente ed iscritto nello stato di famiglia con me e mia moglie, acquisterà a breve un immobile dove trasferirà la propria residenza non appena completati i lavori di ristrutturazione. Essendo titolare di partita Iva a regime forfettario, non può detrarre le spese che andrà a sostenere per la ristrutturazione. Intendo aiutarlo nel sostenere dette spese, per cui pagherò le fatture che saranno a me intestate e utilizzerò il bonifico come metodo di pagamento.
    Chiedo se allo stesso modo si possono trattare anche le spese per acquisto mobili e se anche queste rientrano nell’agevolazione figlio convivente.
    Ovviamente, nel rispetto della norma del “familiare convivente”, trasferirò anch’io la mia residenza nell’immobile oggetto della ristrutturazione, ma entrambi (io e mio figlio) potremo farlo solo a fine lavori, visto che l’immobile prima dell’inizio dei lavori non risulta abitabile.
    Per quanto sopra esposto, ho possibilità di usufruire delle detrazioni? e se si per quanto tempo dovrò continuare a risiedere (convivere) con mio figlio per non perdere il diritto alle detrazioni?
    Ringrazio e porgo cordiali saluti

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      Si, può detrarre purché sostenga le spese e le fatture siano a lei intestate. Non è necessario spostare la residenza; ovvio che la norma intende agevolare le manutenzioni su immobili abitativi in cui effettivamente si esplichi (o si potrebbe esplicare) il rapporto di convivenza.

  5. Egregio Dottor Salvetti,

    ho fatto eseguire, nel corso dell’anno 2017, la “schermatura solare mobile, ai sensi del D.L. 311/ 2006, allegato M rif. alla L. 296 / 06 e L. 190 / 2014” dell’appartamento in cui vivo.
    Nel dicembre 2017, su fattura, ho versato un acconto sul corrispettivo e nel marzo del 2018 ho versato l’importo di cui alla fattura di saldo.
    Ho ora chiesto ad un tecnico la predisposizione della pratica Enea, ai fini della detrazione fiscale.
    Il tecnico, tenuto conto che l’immobile è intestato a due miei figli, mi ha chiesto se sono in possesso di un atto di comodato registrato.
    In realtà non abbiamo mai stipulato un contratto del genere, in quanto i due miei figli vivono nell’appartamento in questione, sono compresi nel mio stato di famiglia ed erano (come sono) fiscalmente a mio carico,
    In tale situazione il contratto di comodato era realmente necessario?
    La prego di darmi un parere (con cortese urgenza, in quanto sono prossimi a scadere i termini della pratica Enea).
    La ringrazio e La saluto distintamente.
    Giuseppe.

    1. Mia moglie e’ unica proprietaria dell’immobile dove viviamo, quest’anno vorrei ristrutturarlo e farmi carico di tutte le spese, essendo coniuge convivente posso beneficiare delle detrazioni fiscali anche se mia moglie non e’ a mio carico?
      Grazie e buon lavoro

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        Non è necessario che sua moglie sia a suo carico; pertanto si, può detrarre (ovviamente devono essere rispettati gli ulteriori requisiti).

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      Non è necessario il contratto di comodato in quanto può detrarre in qualità di familiare convivente del possessore dell’immobile.

  6. Il figlio convivente con il padre, può usufruire della detrazione fiscale per l’installazione di un impianto fotovoltaico nella casa in cui convivono, anche se le spese sono state interamente sostenute dal padre?

  7. Egregio Dottor Salvetti,
    sono a porle una domanda a cui non ho trovato finora risposta: io e la mia compagna ad oggi viviamo da diversi anni nella stessa abitazione anche se lei ha tenuto la residenza nel comune originario. Lei ha acquistato una nuova abitazione che dovrà essere ristrutturata. Pagando delle spese di ristrutturazione come “convivente more uxorio”, posso accere alle agevolazioni fiscali di ristrutturazione dato che entrambi trasferiremo la residenza nell’immobile oggetto della ristrutturazione a fine lavori e dopo avvenuta agibilità dell’immobile? O per “convivente more uxorio” la mia compagna deve avere la mia stessa residenza anche se non sarà l’abitazione oggetto di ristrutturazione?
    Grazie
    Filippo

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