Nuovo Elenco per medici

Secondo acconto 2014 per Irpef – Ires – Irap

di Andrea Mannara 1 CommentoIn Dichiarazioni

Entro giorno 1 dicembre 2014 (perchè il 30 novembre è domenica) il contribuente è chiamato a versare il secondo o unico acconto delle imposte relative all’anno di imposta 2014.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

PRESUPPOSTI
Il sistema impositivo sui redditi prodotti si basa, essenzialmente, sul criterio dell’autoliquidazione. È lo stesso contribuente che determina il reddito prodotto in un anno e la relativa imposta da versare.
Una volta determinata l’imposta, questa si versa con il meccanismo del saldo e dell’acconto.
Nel mese di giugno il contribuente predispone la propria dichiarazione dei redditi e sulla base di questa determina l’imposta da versare all’erario.
Egli è chiamato a versare l’imposta relativa all’anno precedente (anno cui si riferisce la dichiarazione) ed in più a versare l’acconto di imposta relativo all’anno in corso (anno in cui si compila la dichiarazione).
Il versamento del saldo e del primo acconto avviene, normalmente, entro il 16 giugno. C’è la possibilità di rateizzare l’importo in rate mensili fino al mese di novembre.
Il versamento del secondo acconto, invece, deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 novembre, (nel 2014 essendo domenica slitta al 1 dicembre 2014)

DETERMINAZIONE DELL’ACCONTO DA VERSARE
Per determinare l’acconto da versare, è necessario prestare attenzione alla propria dichiarazione dei redditi.
L’imposta dovuta sui redditi del 2013 rappresenta la base per la determinazione degli acconti 2014.
Per le persone fisiche, l’acconto è pari al 100% , per le persone giuridiche, l’acconto è pari al 101,50% suddiviso in due rate.

METODI DI CALCOLO DELL’ACCONTO

Per la determinazione dell’acconto è possibile utilizzare due metodologie di calcolo.
1) Metodo storico = l’acconto è pari all’imposta a debito risultante dalla dichiarazione, con le percentuali sopra descritte.
2) Metodo previsionale = l’acconto si determina sulla base del reddito stimato per l’anno in corso.

QUADRI DELLA DICHIARAZIONE
E’ importante individuare correttamente il quadro della dichiarazione che ci dà l’indicazione dell’imposta da versare, a saldo e acconto.

Unico Persone Fisiche Quadro RN, rigo RN33
Quadro LM, rigo LM14 (per i soggetti che si avvalgono del regime fiscale agevolato delle nuove attività produttive – ex minimi)
Unico Società di Capitali Quadro RN, rigo RN17
Irap Quadro IR, rigo IR21

MODALITA’ DI VERSAMENTO DELL’ACCONTO
La misura dell’acconto è determinata sulla base dell’importo indicato nel rigo RN33, LM14, RN17, IR21.
Se tale importo è inferiore ad euro 51,65, allora non è dovuto acconto.
Se tale importo è compreso tra il minimo euro 51,65 ed euro 257,52, allora è dovuto acconto. Tale acconto andrà versato in unica soluzione entro il 01 dicembre 2014.
Se, infine, il valore di rigo RN33 (e gli altri citati) è superiore ad euro 257,52 allora l’acconto è dovuto ed è suddivisibile in due rate:

  • prima rata = pari al 40% da versare entro il 16 giugno
  • seconda rata = pari al restante 60% da versare entro il 01 dicembre 2014.

Il versamento dell’acconto si effettua mediante il modello F24 con le consuete regole, e cioè:

  • F24 con importi superiori ad euro 1.000 = solo attraverso i canali telematici;
  • F24 con saldo a zero = solo attraverso i canali telematici;
  • F24 con importi inferiori ad euro 1.000 = per i soggetti titolari di partita Iva attraverso i canali telematici, mentre per i privati è previsto il formato cartaceo pagabile alla posta o in banca.

Ricordiamo che i canali telematici abilitati sono: Entratel, Fiscoonline, servizi di home banking.

RIDUZIONI, OMISSIONI E SANZIONI
Il metodo storico di determinazione dell’acconto è quello maggiormente utilizzato ed è quello preferito anche dall’amministrazione finanziaria. Esso è utile soprattutto per quei contribuenti la cui situazione reddituale è generalmente costante negli anni, oppure quando si prevedono degli incrementi reddituali.
Il metodo previsionale, invece, è utilizzato soprattutto quando il contribuente presume che il risultato reddituale dell’anno in corso sia inferiore rispetto a quello dell’anno precedente. In questo caso, allora, l’erario consente anche l’eventuale non versamento dell’acconto.
Attenzione però a questo particolare: se, utilizzando il metodo previsionale, si presume un risultato reddituale inferiore rispetto all’anno scorso, e si opta per non versare l’acconto, e poi a fine anno, invece, il risultato reddituale è pari o addirittura superiore a quello dell’anno scorso, allora il mancato versamento dell’acconto sarà oggetto di recupero da parte dell’erario, con in aggiunta la sanzione pari al 30% dell’acconto dovuto e non versato. E’ possibile tuttavia ricorrere al ravvedimento operoso fino al termine di presentazione della dichiarazione 2014 per ridurre l’importo della sanzione del 30%.

Sullo stesso argomento vedi:

Secondo acconto IRPEF, IRES, IRAP e altro ancora: ecco come calcolarlo

Tutti i codici tributo e le modalità di versamento degli acconti di novembre

Autore dell'articolo
identicon

Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

Comments 1

  1. Non avrà molto rilievo per i più, ma vorrei sottolineare che la scelta del metodo previsionale o storico è da intendersi per singolo tributo. Ad es. può essere utilizzato quello previsionale per l’IRAP e quello storico per l’IRPEF o IRES

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *