Abolizione finanziamento pubblico ai partiti: in arrivo un nuovo decreto

di Andrea Mannara CommentaIn Manovre Fiscali

Abolito il rimborso elettorale e i contributi pubblici a favore dei partiti politici.

Il Governo, il 13 dicembre 2013, ha varato un importante provvedimento, ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con il quale viene abolito il finanziamento pubblico ai partiti politici. Al di fuori di ogni considerazione di natura politica, una disamina di questo provvedimento è pur necessaria perchè le novità introdotte hanno un risvolto in ambito fiscale.

Ecco nel dettaglio ciò che prevede il provvedimento governativo.

Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Si abolisce il rimborso spese per le consultazioni elettorali, cioè il cd. “rimborso elettorale”, e i contributi pubblici erogati per l’attività politica.

Il 2 x 1000

A decorrere dall’anno 2014, ciascun contribuente può destinare il 2 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) a favore di un partito politico che sia dotato di statuto preventivamente depositato presso la Presidenza del Senato e della Camera. Quindi si potrà già utilizzare questa opzione a partire dalle dichiarazioni fiscali che si presenteranno a maggio e giugno 2014 con riferimento ai redditi prodotti nell’anno di imposta 2013.

Detrazioni per erogazioni liberali a favore di partiti politici.

A partire dall’anno 2014, con riferimento ai redditi prodotti nell’anno di imposta 2013, i contribuenti potranno detrarre dall’imposta lorda le erogazioni liberali in denaro a favore dei partiti politici.

Per le persone fisiche, la detrazione sarà pari al 37% per importi fino a 20.000 euro; sarà invece pari al 26% per importi compresi tra 20.000 e 70.000 euro.

Sempre le persone fisiche potranno detrarre dall’imposta lorda il 75% delle spese sostenute per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica promossi o organizzati dai partiti, con un tetto massimo di dette spese pari a euro 750 annui.

Per le persone giuridiche, la detrazione sarà pari al 26% dell’onere sostenuto per le erogazioni liberali in denaro per importi compresi tra 50 e 100 mila euro.

In ultimo, le persone fisiche potranno effettuare erogazioni liberali, in denaro o in natura, per valori ed importi non superiori a 300 mila euro. Per le persone giuridiche il limite è di 200 mila euro.

Obblighi in capo ai partiti politici.

I partiti politici che intendono accedere alle agevolazioni dovranno preventivamente dotarsi di statuto, da trasmettere alla Camera e al Senato. Gli organi parlamentari, attraverso una apposita Commissione, stileranno un elenco dei partiti politici. Inoltre, è fatto obbligo ai partiti politici di dotarsi di sito internet istituzionale per garantire la trasparenza e il miglior accesso alle informazioni inerenti il proprio assetto istituzionale, gli organi istituzionali, il funzionamento interno, i bilanci e la rendicontazione. Il sito dovrà inoltre essere sviluppato con tecnologia tale da favorire l’accesso anche ai disabili.

I partiti iscritti nell’elenco tenuto dalla commissione parlamentare, potranno, alternativamente, chiedere l’accesso alle agevolazioni sopra descritte. Quindi: o beneficiano del 2 x 1000, oppure beneficiano delle risorse provenienti dalle detrazioni di imposta.

Sarà cura della commissione parlamentare vigilare sull’osservanza delle norme e degli obblighi, pena l’irrogazione di una sanzione pecuniaria.

Mi domando se è stato veramente abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Alla luce di quanto previsto dal provvedimento, le agevolazioni concedibili ai partiti – sotto forma del 2×1000 o delle detrazioni – non provengono sempre da risorse pubbliche? Le imposte pagate dai contribuenti, si chiamino Irpef o Ires, non sono risorse che vanno a confluire in un bilancio pubblico, quello dello Stato, e da lì fuoriescono per entrare di nuovo nella disponibilità dei partiti? Siamo davvero sicuri che si sia abolito il finanziamento pubblico, che invece non si sia solo cambiata la forma tecnica di contribuzione a favore della classe politica?

 

 

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Andrea Mannara

Dottore Commercialista e Revisore Legale dei conti, è iscritto all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania. Specializzato in economia aziendale, contabilità e bilancio, opera nell'ambito della consulenza amministrativa, contabile, fiscale e del lavoro. Ha maturato una notevole esperienza nell'ambito della revisione contabile, soprattutto in aziende di credito, finanziarie, assicurazioni, industriali e commerciali. Si occupa anche di contenzioso tributario ed è consulente tecnico del giudice. Dal 2013 collabora con l'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania sulle tematiche relative alla legislazione e alle politiche fiscali del territorio. Impegnato in parrocchia e nel volontariato, è attento conoscitore dei riti liturgici. Amante della musica classica, svolge anche il servizio di organista nella propria parrocchia".

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