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Resto al Sud: aumentano gli importi dei finanziamenti

di Arleo dott. Giuseppe CommentaIn Agevolazioni, Testata

Con il Decreto Rilancio, convertito con le modifiche del 17/07/2020, sono operative le modifiche all’incentivo Resto al sud di Invitalia così come previsto all’art. 245 del DL Rilancio.

Le novità introdotte modificano in maniera importante il finanziamento a coloro che vogliono avviare attività d’impresa. Le modifiche sono:

  • Per le imprese esercitate in forma individuale l’importo massimo concedibile è di euro 60.000,00 anziché 50.000,00. Resta invece il massimale di 50.000,00 euro a socio in caso di società, fino ad un massimo di 200.000,00 euro
  • Per coloro che invieranno le domande di agevolazioni la percentuale a fondo perduto è aumentata al 50% e la restante parte è a mutuo a tasso agevolato rispetto alla precedente normativa che prevedeva un mix di fondo perduto e mutuo rispettivamente del 35% e 65%
  • Ulteriore contributo a fondo perduto per le spese inerenti il circolante pari a 15.000 per le ditte individuali e liberi professionisti o di 10.000,00 euro a socio in caso di forma societaria fino ad un massimo di 40.000,00 euro. Il contributo è ottenibile una volta ultimato l’investimento a condizione di essere in regola con la restituzione del finanziamento bancario e gli adempimenti della normativa.

Ricordiamo che l’agevolazione Resto al sud riguarda coloro che sono al di sotto dei 46 anni e vogliano avviare una attività d’impresa rientrante nei settori dell’artigianato, turismo, industria, servizi alla persona e alle imprese, liberi professionisti, trasformazione prodotti agricoli, pesca e agricoltura.

La sede operativa, unitamente alla residenza dei soggetti proponenti, deve essere ubicata nei territori agevolati delle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

A questi territori si aggiungono 116 comuni rientranti nelle zone colpite dal sisma nelle Regioni Lazio, Marche e Umbria.

Sono, infine, agevolabili nella misura le spese relative a:

  • Opere edili inclusa impiantistica edile nella misura del 30% dell’investimento
  • Capitale circolante quale fitto, utenze, materie prime, semilavorati, scorte nella misura del 20% dell’investimento
  • Attrezzature, arredamenti e macchinari nuovi di fabbrica, programmi informatici e servizi per la tecnologia.

Al 31 luglio la misura agevolativa ha permesso di creare 22.774 posti di lavoro con la concessione di 456 milioni di euro alle 5.992 domande presentate, rispetto ad una dotazione iniziale di 1 miliardo e 250 milioni di euro che fanno capire come ci siano ancora molte possibilità di ottenere incentivi alle start up.

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Autore dell'articolo
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Arleo dott. Giuseppe

Dottore Commercialista iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Salerno dal 2005. Presidente Commissione Studi finanziamenti alle imprese dell'Ordine. Collabora con l'Università degli Studi di Salerno e con testate giornalistiche locali e nazionali.

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