L’Iva nel commercio elettronico

di Luigi Pellecchia CommentaIn In Evidenza, Iva, Primo Piano


Il commercio elettronico diventa sempre più utilizzato in Italia: gli ultimi dati dell’ISTAT registrano un aumento del fatturato del 13,6% nel 2018 rispetto all’anno precedente.

L’incremento delle transazioni legate a questo tipo di compravendite sta diventando, dunque, sempre più significativo e comincia ad avere un peso, sempre più rilevante, per le entrate dello Stato.

Il commercio elettronico si divide in due tipologie: diretto e indiretto.

Per diretto si intende quello in cui tutte le fasi della transazione (ordine, pagamento e consegna) si realizzano in rete (on-line).

Per indiretto, invece, si intende quello in cui solo alcune fasi si realizzano on line, come l’ordine ed il pagamento, mentre la consegna viene fatta con i normali mezzi tradizionali (es. attraverso il corriere), direttamente all’indirizzo dell’acquirente.

Questa prima differenza lascia chiaramente capire che, in realtà, le due tipologie di e-commerce si legano a differenti tipi di beni trattati.

Nel commercio elettronico diretto, i beni sono caratterizzati da immaterialità: essi viaggiano, infatti, sulla rete e assumono forma direttamente sul pc del destinatario, sottoforma di software, immagini, testi, musica, film, etc. In quello indiretto,invece,  c’è la materialità del bene oggetto della transazione.

Proprio per la differente natura del bene trattato, da un punto di vista fiscale,  l’operazione si considera nel primo caso “prestazione di servizi”, mentre nel secondo caso “cessione di beni” (vendita a distanza).  

Il commercio on-line (diretto e indiretto) è stato oggetto di recenti riforme da parte della comunità europea con la  Direttiva UE 2455/2017  i cui effetti, però, si vedranno solo a partire dal 01/01/2021,  pertanto, in questi due anni trova ancora applicazione la normativa corrente.

L’Iva nel commercio elettronico

La normativa IVA attualmente in vigore, relativamente al B2C, prevede che essi siano trattati alla stregua delle “vendite a distanza”, purchè siano rispettate le seguenti condizioni:

  • l’acquirente deve essere un privato consumatore o un soggetto assimilato (ente non commerciale oppure soggetto con partita Iva che, tuttavia, acquista per la propria sfera privata);
  • il trasporto presso il domicilio dell’acquirente (cessionario) deve avvenire a cura del cedente o di terzi per suo conto.

Per questo tipo di operazioni non sussiste l’obbligo né della fattura, né dello scontrino o ricevuta fiscale, salvo specifica richiesta dell’acquirente ( art.22 e 24 D.P.R. 633/72 e art.2 D.P.R.696/96).

Le operazioni di vendite a distanza effettuate tra un soggetto passivo iva italiano e un privato residente in UE sono soggette alle cosiddette “ soglie di protezione”, superate le quali le operazioni sono rilevanti nel luogo del consumo e quindi nel Paese dell’acquirente privato (cessionario). Di contro, qualora dette soglie non siano state superate, assumono rilevanza ai fini Iva nel Paese dove si trova il bene al momento della cessione (secondo la regola generale prevista dall’articolo 7 bis D.P.R. 633/1972.

Un breve quadro normativo ci aiuterà a comprendere meglio la panoramica in essere:

Paese del Soggetto IVA Paese Acquirente Privato Operazioni rivelanti per IVA Normativa di Riferimento
ITALIA ITALIA Operazione imponibile Iva D.P.R. 633/1972, Art.2  e  7  bis
ITALIA PAESE UE Disciplina  delle vendita a distanza D.L.331/1993, Art.41 
ITALIA EXTRA UE Cessioni all’esportazione non imponibili D.P.R.633/1972, Art.8
PAESE UE ITALIA Disciplina  delle vendita a distanza D.L.331/1993, Art.40
EXTRA UE ITALIA Importazione imponibile  Iva  in Italia (Iva assolta in dogana) D.P.R.633/1972, Art.67

Ai sensi del Reg. UE 282/2011 art. 14, nella situazione in cui il cedente abbia superato la “ soglia di protezione”, questa non incide sulle cessioni effettuate, ma l’obbligo della imponibilità ai fini Iva nel Paese dell’acquirente parte dalla cessione che ha determinato lo “sforamento” ed avrà effetto per tutte le cessioni che saranno effettuate nella parte rimanente dell’anno in corso e quelle nell’anno successivo.   


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Luigi Pellecchia

Laurea in Economia Aziendale conseguita presso l'Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Referente fiscale presso un'unità periferica di C.A.F.. Autore di articoli su rivista di economia.

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