La settimana del fisco dal 27 giugno al 1 luglio 2016: Brexit, legge”Dopo di noi”…

di Dott. Ernesto Zamberlan CommentaIn Brexit, Fiscalità Estera, Parliamo di ..., Settimana del Fisco

Cari amici Buongiorno! Ecco la consueta rassegna delle principali novità fiscali di questa  settimana. La notizia che ha dominato è sicuramente l’uscita del Regno Unito dalla UE. Con un referendum  del 24 giugno 2016  sulla c.d. Brexit , il Regno Unito ha detto no all’Europa. Cosa succederà a tutti i lavoratori, precari o stabili, che si trovano nel Regno Unito, alle aziende e ai tanti professionisti che lavorano soprattutto a Londra, è presto per dirlo. Nell’immediato il settore che ne ha risentito  maggiormente è la finanza,  espresso dal crollo delle Borse; le autorità istituzionali cercano di rassicurarci mettendo in evidenza le opportunità che possono presentarsi.  Lo scenario futuro penso sia ignoto a tutti. Sicuramente l’uscita del Regno Unito cambierà il regime fiscale delle importazioni ed esportazioni che non saranno piu’ considerate operazioni intracomunitarie. Con la brexit inoltre cambieranno le regole per la “ mobilità dei lavoratori”: il Regno Unito uscendo dalle regole comunitarie potrà elaborare proprie linee Guida per regolare i rapporti di lavoro non piu’ soggetti al al vaglio della Corte di Giustizia Europea. Anche il riconoscimento dei requisiti professionali dei  Lavoratori autonomi dovranno trovare nuove regole. Preoccupazione infine, anche per i tanti  Studenti che tutti gli anni si recano nel Regno Unito.

E’ stata pubblicata in  GU del 24.06.2016 n. 146 la Legge del 22 giugno 2016 n. 112, c.d. “Dopo di noi”, contenente disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Dal punto di vista fiscale, la Legge prevede una serie di esenzioni ed agevolazioni tributarie per la costituzione di trust, di vincoli di destinazione e di fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione in favore dei disabili privi di un sostegno familiare.  Viene inoltre previsto l’innalzamento della detraibilità dei premi per le assicurazioni vita finalizzate a sostegno delle persone con grave disabilità da euro 530,00 a euro 750,00, cancellata in alcuni casi l’imposta di successione e donazione e prevista la riduzione delle aliquote IMU.

Procede anche l’esame dei disegni di legge 2233 e 2229 che tra le altre misure si pone l’obiettivo di tutelare il presente dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata con la riduzione dei contributi, e il futuro con regole piu’ favorevoli per il ricongiungimento dei versamenti dei contributi a diverse gestioni. Il Governo prende atto di alcune criticità del sistema previdenziale dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata che a fronte di contributi elevatissimi hanno una aspettativa di pensione con importi irrisori e intende, con i decreti in esame, intervenire su tutte queste problematiche con diverse soluzioni normative:

  • Possibilità di ricongiungere tutti i versamenti fatti a diverse gestioni senza ulteriori oneri a carico del lavoratore, e con la liquidazione di un unico trattamento pensionistico.
  • Riduzione dei contributi, attualmente elevatissimi (nel 2018 dovrebbero raggiungere il 33,72%)  al 24% per equipararli a quelli degli artigiani e commercianti
  • Possibilità anche per questi lavoratori di effettuare versamenti volontari maggiorati, entro i limiti previsti da massimali.

Passando l’attenzione alla recente Giurisprudenza dobbiamo segnalare un’ importante sentenza a favore del contribuente che pur essendo un primo grado è importante, perché mette in luce una interpretazione dell’Agenzia delle Entrate contraria alla lettera della norma.  Si tratta della CTP di Venezia (sentenza n 316/13/2016 depositata il 20 giugno 2016) che interviene sulla immediata esecutività delle sentenze a favore del contribuente.  Ricordiamo che a seguito delle modifiche intervenute alla Legge sul Contenzioso Tributario (art. 69 del D. Lgs 546/92) le sentenze depositate dal 1 giugno 2016 sono immediatamente esecutive e obbligano l’Agenzia al rimborso senza aspettare il passaggio in giudicato. Solo per gli importi superiori a 10 mila euro, la legge prevede che il Giudice può subordinare il rimborso alla prestazione di una garanzia. Le modalità di questa garanzia sono demandate a un decreto del MEF che ad oggi non è ancora stato emanato.  L’Agenzia delle Entrate con la Circolare 38/E/2015 ha subordinato l’applicazione della norma al decreto MEF senza nessuna distinzione; la sentenza in esame dissente affermando che dove la garanzia non  è necessaria la norma e immediatamente applicabile.

Infine vogliamo segnalarvi un’ordinanza della Cassazione la  n. 11781 che si è espressa sulla deducibilità dei compensi degli amministratori con e senza delibera assembleare.

La Suprema Corte, dando ragione all’Agenzia delle Entrate, afferma che se la determinazione dei compensi degli amministratori delle società di capitali,  non è stata stabilita nell’atto costitutivo, allora è necessaria un’esplicita delibera assemblare per il compenso degli amministratori che non può considerarsi implicita in quella di approvazione del bilancio.

 

 

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Dott. Ernesto Zamberlan

Iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti di Padova dal 1994 - Revisore Legale dei Conti. Svolge la propria attività dall'anno di iscrizione all'albo nei confronti di: società di persone e di capitali, artigiani, professionisti e associazioni di categoria. Fondatore del sito www.fiscoetasse.com assieme alla collega Rag. Luigia Lumia per promuovere nella professione i nuovi strumenti informatici di aggiornamento e comunicazione.

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