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RIFORMA PENSIONI 2022: A CHE PUNTO SIAMO

Riforma pensioni 2022: a che punto siamo

Dopo le modifiche della legge di bilancio 2022 continua il tavolo di discussione Governo sindacati su una riforma pensioni forse realizzabile entro il 2022

Si parla da mesi di una riforma pensioni complessiva che affronti in maniera sistematica il problema della flessibilità  dei tempi di uscita ma anche le prospettive di tutela previdenziale per i giovani  e rafforzi il sistema di previdenza integrativa.

 La recente legge di bilancio ha affrontato solo i problemi piu urgenti in sospeso (ad es. proroga di agevolazioni in scadenza e  fine della sperimentazione di Quota 100)

A livello governativo non si sono fermati  i lavori sia  dei tavoli tecnici istituiti ad hoc (vedi sotto) che il confronto tra Governo e sindacati ( vedi sotto la loro proposta unitaria) anche se ora la crisi tra Russia e Ucraina ha monopolizzato  l'attenzione e l'azione del Governo.

Sono state rese note   con la  Direttiva n. 28 del 2022 per l’azione amministrativa e la gestione per l’anno 2022 del Ministero del Lavoro,  le strategie e gli obiettivi  operativi che i dirigenti del ministero responsabile delle pensioni  sono chiamati a realizzare  nel corso del 2022 , tra i quali ovviamente emerge  l'attenzione a  mettere a punto un sistema previdenziale  "equo e flessibile nell'uscita dal mercato del lavoro”. 

Vediamo di seguito  allora le  principali proposte di riforma delle  pensioni  emerse finora e le probabili intenzioni del Governo da come emergono nel documento del Ministero del lavoro.

Sulle regole attuali   vedi anche Età e requisiti per la pensione 2022 ePensioni:  requisiti età immutati  fino al 2024.

1) Riforma pensioni: la proposta della Corte dei conti

Nel consueto Rapporto annuale  sul coordinamento della finanza pubblica  pubblicato il 28 maggio 2021, i magistrati della Corte dei Conti avevano evidenziato il rischio che la spesa previdenziale, nel «prossimo biennio potrà rappresentare un rilevante elemento critico per i conti pubblici»  e proponevano  di «costruire, eventualmente con gradualità ma in un’ottica strutturale, un sistema di uscita anticipata che converga su una età uniforme per lavoratori in regime retributivo e lavoratori in regime contributivo puro». Propongono quindi di

  •  dare a tutti la possibilità di  pensionamento anticipato che è già prevista per i lavoratori interamente contributivi (chi ha cominciato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996) :
  •  a  64 anni 
  • purche con almeno 20 anni di versamenti 
  • con trattamento  di importo pari a 2,8 volte l’assegno sociale da circa 460 euro mensili,

In questo caso la soluzione dal punto di vista dell'assegno  sarebbe  il calcolo “contributivo” per tutti . 

Il vantaggio evidenziato dalla Corte è un costo non eccessivo, aspetto estremamente importante  visto il grado di invecchiamento della società italiana e i numeri astronomici delle prestazioni previdenziali erogate e da erogare in futuro.

La Corte dei conti consiglia  anche di preservare «per la componente retributiva dei trattamenti, quegli elementi di gradualita sulle  pensioni calcolate con il metodo interamente contributivo»,  per evitare tra qualche anno problemi di equità di trattamento tra assicurati  con anzianità simili.

Veniva inoltre  raccomandato che l’Ape sociale venga ulteriormente potenziata per la situazione di criticità generata, in taluni segmenti di lavoratori, creata  dall'emergenza .

Leggi in merito APE Sociale proroga 2022: come funziona?

La raccomandazione  è stata accolta dal Governo con la legge 234 2021, legge di bilancio peril 2022. (v. paragrafo successivo)

2) Riforma pensioni in legge di bilancio 2022

Il  Governo in tema di pensioni  nel 2021 aveva  predisposto un  tavolo tecnico di esperti (tra cui la professoressa Fornero, autrice della discussa riforma del 2012)  che ha affiancato la Commissione tecnica di studio sui lavori gravosi, presieduta da Damiano . 

Da quest'ultima è stato messo a punto un elenco delle mansioni  gravose o usuranti sulla base degli indici di infortuni e malattie professionali  superiori alla media,  adottata anche se non integralmente, nella Legge di bilancio 2022 , per i lavoratori che usufruiscono dell'APE sociale.

Nella legge di bilancio hanno quindi  trovato posto alcune misure specifiche,  per una spesa complessiva  di circa 1500 milioni di euro ,  in particolare :

  • Proroga dell' APE SOCIALE con un allargamento della platea dei lavoratori con mansioni gravose ammessi e l'abbassamento del requisito contributivo necessario , SOLO per i lavoratori edili  e della ceramica
  • Proroga di OPZIONE DONNA con una conferma dei requisiti di età  a 58/59 anni  per dipendenti/autonome (Per approfondire leggi Opzione donna le regole e proroga 2022)
  • Passaggio da Quota 100 a Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) per un solo anno e poi il ritorno  integrale alla legge Fornero.
  • Fondo  di 550 milioni per anticipi pensionistici nelle PMI in crisi.

Leggi per una panoramica completa Riforma pensioni in legge di bilancio 2022: le novità

Da segnalare anche l'ampliamento del Contratto di espansione  con  anticipo pensionistico riservato ai lavoratori cui manchino al massimo 5 anni alla pensione di vecchiaia o anticipata,  utilizzabile anche da aziende sopra i 50 dipendenti, invece che 100.   

Vedi: "Contratto di espansione il nuovo scivolo per la pensione".

3) Riforma pensioni: le linee guida 2022 del Ministero del lavoro

Come detto nelle ultime settimane sono continuati gli incontri tra governo e parti sociali   a gennaio e febbraio 2022 e,  almeno prima dell'emergenza Ucraina emergeva l' intenzione di portare a termine la riforma delle pensioni entro il 2022.

Ad oggi l'argomento è  passato in secondo piano ma è interessante analizzare il  documento del MInistero del lavoro  datato 17 febbraio 2022,  sulle linee guida del dicastero  per l'anno in corso. 

Vi si afferma   tra gli obiettivi strategici l'intenzione ad un "Intervento sul sistema pensionistico, attraverso il dialogo e il confronto con le parti sociali,  volto a garantire un sistema equo e flessibile nell'uscita dal mercato del lavoro"

Il tavolo di confronto  dunque continuerà  in un ottica di collaborazione paritaria con i sindacati e le parti sociali

Piu in dettaglio la direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative   nelle intenzioni del Ministro Orlando  dovrà  realizzare,  nel 2022 :

  •  la prosecuzione   nell'azione di supporto per la regolamentazione delle forme pensionistiche e sostegno alle gestioni previdenziali del privato e del pubblico, mirata al rafforzamento delle  politiche previdenziali senza dimenticare pero la  vigilanza della sostenibilità sociale e finanziaria del sistema  previdenziale obbligatorio 
  •  intevenire per lo sviluppo della previdenza complementare e sugli enti  previdenziali e assicurativi, e gestione dei trasferimenti agli enti, 
  •  valutare le   possibili forme di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro compatibili con la sostenibilità del  sistema previdenziale.
  • vigilare sulla corretta applicazione della normativa vigente a livello internazionale.
  • monitorare la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale e riassetto del sistema di governance e delle strutture organizzative degli enti pubblici di previdenzae di assistenza nonché degli istituti di patronato.
  • dare  supporto e verifica connessa alla rinnovata governance degli istituti previdenziali privati.

Da notare che non emerge, almeno esplicitamente,  dalla lista citata una specifica intenzione di introdurre nuove forme di tutela previdenziale per i giovani la  cd. "pensione di garanzia " richiesta dai sindacati.

4) La proposta unitaria dei sindacati "Cambiamo le pensioni adesso"

Le principali sigle sindacali CGIL CISL e UIL  chiedono da tempo invece  discutere  una riforma radicale delle pensioni  (nche prima della fine di Quota 100). 

A maggio 2021 avevano  inviato un documento unitario che riassume le loro proposte intitolato "Cambiamo le pensioni adesso"QUI il testo. In sintesi si chiedeva:

  •  flessibilità nell’accesso alla pensione, senza penalizzazioni per chi ha contributi prima del 1996, a partire dai 62 anni di età o
  •  con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.
  • ridurre  i vincoli che nel sistema contributivo condizionano il diritto alla pensione a  determinati importi minimi del trattamento (1,5 e 2,8 volte l’assegno sociale), penalizzando  i redditi più bassi
  •  modifica dell’attuale  adeguamento delle condizioni pensionistiche alla speranza di vita, doppiamente penalizzante perché agisce sia sui requisiti anagrafici e contributivi  sia sul calcolo dei coefficienti di trasformazione.
  • rafforzamento dei contratti di espansione e della ISOpensione ( la pensione anticipata della legge Fornero)
  •  Sostegno alle categorie più deboli (disoccupati, invalidi , caregiver, lavori gravosi e usuranti, donne)  a cui vanno garantite strutturalmente condizioni più favorevoli 
  • ampliamento della platea dei lavori gravosi ed usuranti anche a coloro che svolgono attività lavorative con esposizione a materiale nocivo e a coloro che hanno  una malattia professionale riconosciuta dall' Inail e  per chi è affetto da  malattie che determinano un’attesa di vita più bassa.
  • rafforzare l'utilizzo della previdenza complementare con una massiccia campagna di informazione  per i lavoratori e un semestre di adessone attraverso il  silenzio assenso.

La proposta della LEGA

Il sottosegretario della Lega Durigon, dimissionario ma ancora consigliere di Salvini in tema di pensioni, aveva proposto l'istituzione di un nuovo Fondo per i pensionamenti anticipati  ai lavoratori a rischio licenziamento o cassa integrazione nelle aziende in crisi e nelle aziende interessate alla transizione digitale e verde,  sempre con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, che come detto ha trovato parzialmente posto nella legge di bilancio 2022. 

La proposta dell'INPS

Anche il presidente dell'INPS Pasquale Tridico aveva proposto  una pensione anticipata a  a 62-63 anni (con almeno 20 anni di versamenti) con un assegno parziale, relativo alla sola parte di pensione maturata con il metodo contributivo, spostando l'erogazione della parte retributiva a partire dai 67 anni necessari per accedere alla pensione di vecchiaia .

5) Riforma pensioni: dati INPS, rapporto OCSE, i dati nel NADEF 2021

Nell'ultima relazione annuale (2021)  il Presidente dell'INPS  Tridico  ha affermato che: 

  • Al 31 dicembre 2020, i pensionati italiani erano pari a circa 16 milioni, di cui 7,7 uomini e 8,3 donne.
  •  Le prestazioni previdenziali rappresentano l’81% del totale e quelle assistenziali il 19%. 
  • La categoria più numerosa è rappresentata dalle pensioni di anzianità/anticipate con il 30,9% del totale, seguita da quella delle pensioni di vecchiaia con il 24,5% e dalle pensioni ai superstiti con il 20,5%; le prestazioni agli invalidi civili sono il 15,3% del totale; le prestazioni di invalidità previdenziale e le pensioni/assegni sociali sono rispettivamente il 5% e il 3,9%.
  •  la dinamica della spesa pensionistica si caratterizza per un rallentamento della crescita a partire dal 2014. Tuttavia, il rapporto tra numero di pensionati e occupati si mantiene su un livello che è tra i più elevati nel quadro europeo. Inoltre, il rapporto tra l’importo complessivo delle pensioni, in termini nominali, e il numero di occupati è cresciuto del 70% tra il 2001 e il 2020.

RAPPORTO OCSE - (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)

 Il rapporto OCSE     sull'Italia , presentato  a settembre 2021 condivide  la visione positiva  del MEF sulla crescita dell'economia italiana , stimata al +5,9%  e ribadisce che la spesa previdenziale italiana del 2019 era poco sotto il 14% del Pil  mentre la media dei Paesi Ocse si ferma all’8,5%.  Al contrario,  la spesa per istruzione e formazione, dove il 4% del Pil italiano si confronta con un 5,5% Ocse. Lo Studio raccomanda di riformare necessariamente la spesa pubblica e la politica fiscale al fine di integrare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  Attualmente, la spesa legata alle pensioni toglie spazio agli investimenti nelle infrastrutture, nell'istruzione e nella formazione, penalizzando i giovani, molti dei quali sono disoccupati e a rischio di povertà.

Su questa base, il rapporto  chiedeva la fine sia di Quota 100  che di Opzione donna, e di ripristinare subito l’aggancio automatico dei requisiti previdenziali alla speranza di vita, come prevedeva la legge Fornero,  bloccata poi dalle regole del Conte-1 fino al 2026. 

Il documento di programma zione economica NADEF, presentato  il   29 settembre  2021 dal Ministro dell'Economia Franco non formulava proposte In materia previdenziale . Sono presenti invece i dati  sulla spesa corrente che risulta ancora molto sostenuta, anche se in rallentamento .

  In particolare:

nel 2021 si prevede un aumento dei pensionamenti pari al 2,2%  che nel 2022 salira ancora al 3%, con una percentuale di spesa sul PIL pari al 15,7%

Nel prossimo triennio il costo delle pensioni salira del 2,8%

Nel biennio 2019-2020 il costo medio delle pensioni è salito al disopra della media 2012-2018.


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