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RIFORMA PENSIONI 2023: SI PARLA DI QUOTA 41 E OPZIONE UOMO

Riforma pensioni 2023: si parla di Quota 41 e opzione Uomo

Quota 41, Quota 103, Opzione Uomo: prime indiscrezioni sulle novità per le pensioni 2023 dal nuovo Governo; le proposte delle parti sociali e di dati ISTAT e OCSE

Riforma pensioni  2023:   dopo il nulla o quasi  realizzato nel 2022 per l'attesa riforma previdenziale  ora si attendono i provvedimenti del governo di centrodestra . 

Ma anche la probabile nuova premier  Meloni forse  avrà poco tempo e poche risorse da dedicare in questo momento di grave crisi economica.

L'ultimo documento del Ministero dell'Economia sulla situazione dei conti  pubblici NADEF 2022 evidenzia infatti una  impennata della  spesa pensionistica  che crescera del 7,9% il prossimo anno, a causa della obbligatoria  rivalutazione ISTAT degli assegni (parzialmente anticipata già ad ottobre  per i redditi piu bassi . Vedi i dettagli in  Aumento pensioni da ottobre 2022 tabella e istruzioni)

Si parlava da mesi di una riforma pensioni complessiva che affrontasse in maniera sistematica:

  •  il problema della flessibilità in uscita,
  •  le prospettive di tutela previdenziale per i giovani  e 
  • rafforzasse  il sistema di previdenza integrativa.

 La  legge di bilancio 2022 ha affrontato solo i problemi piu urgenti in sospeso  con  varie proroghe  (vedi paragrafo sotto). 

Per alcuni il prossimo Governo non potrà che fare lo stesso, prorogando Quota 102, Ape sociale e Opzione Donna,  mentre altri riportano  tra le possibilità anche l'arrivo di Quota 41, Quota 103   o una nuovissima Opzione Uomo.

Venerdi scorso la neo Ministra Calderone ha incontrato i sindacati ed  anticipato , con molta cautela le sue intenzioni, aprendo a Quota 41.

Leggi in merito Pensioni :Quota 41 si avvicina, le intenzioni del nuovo ministro 

Vediamo di seguito le  principali proposte di riforma delle  pensioni  emerse finora.

Sulle regole attuali   vedi anche Età e requisiti per la pensione 2022 ePensioni:  requisiti età immutati  fino al 2024.

1) Pensioni 2023: le proposte di Fratelli d'Italia

Come già successo con il Governo Draghi  il nuovo Governo  avrà  poco tempo per mettere in piedi una riforma  complessiva ragionata prima del 2023 . 

Visto la contrarietà del centro destra alla Riforma Fornero  è facile prevedere   nuovamente semplici  proroghe delle misure per la flessibilità  in uscita già in vigore ovvero di:

 Nel  programma ufficiale  di Fratelli d’Italia , partito vittorioso alle elezioni ,  in materia pensionistica si parlava  in effetti  solamente di: 

  1.  "innalzamento delle pensioni minime e di invalidità
  2. flessibilità in uscita e accesso alla pensione favorendo il ricambio generazionale" 

Il Sole 24 ore, come sempre ricco di anticipazioni, con un articolo di Marco Rogari del 18 ottobre scorso  evocava anche altre possibilità per offrire uscite anticipate rispetto all'età ordinaria. Pare però che Meloni condivida l'opinione di Draghi sulla necessità di anticipare le pensioni solo con un calcolo contributivo, che riduce gli importi degli assegni

Si parla  infatti in particolare di: 

  1. QUOTA 41  da sempre  richiesta dalla Lega ma che, per risparmiare qualche risorsa  sui 4 miliardi annui preventivati, potrebbe essere  ancorata a una soglia anagrafica  
  2. QUOTA 103 con 62 anni e 35 anni di contributi e  penalizzazioni della quota retributiva (fino a un massimo dell’8%) sotto il limite dei 66 anni, il sistema era stato progettato in in Commissione Lavoro alla Camera  dall'On Rizzetto che pero frena "bisogna prima valutare il loro impatto sui conti pubblici».
  3. OPZIONE UOMO  la terza possibilità, citata dalla premier  Meloni  prevede una stabilizzazione di  Opzione donna ( vedi  sul tema   da aprire anche agli uomini   sempre con il ricalcolo contributivo dell’assegno che riduce in media gli assegni del 20-25%. in particolare Opzione uomo avrebbe una soglia di età piu alta (fra i 60 e i 62 anni  . Contraria però sia la CGIL di Landini che non apprezza la riduzione dell'assegno e anche il Presidente dell'INPS Tridico che ricorda che opzione donna viene scelta solo dal 235% delle donne che potrebbero richiederla . ma ha anche ricordato che è la sola via vista la spesa di 365 miliardi nel solo 2021. 

2) Le pensioni in legge di bilancio 2022: quota 102

Nella legge di bilancio 2022  avevano trovato posto alcune misure specifiche,  per una spesa complessiva   aggiuntiva rispetto all'ordinario di circa 1500 milioni di euro.

In particolare si trattava di:

  • Proroga dell' APE SOCIALE con un allargamento della platea dei lavoratori con mansioni gravose ammessi e l'abbassamento del requisito contributivo necessario , SOLO per i lavoratori edili  e della ceramica
  • Proroga di OPZIONE DONNA con una conferma dei requisiti di età  a 58/59 anni  per dipendenti/autonome
  • Passaggio da Quota 100 a Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) per un solo anno e poi il ritorno  integrale alla legge Fornero.
  • Fondo  di 550 milioni per anticipi pensionistici nelle PMI in crisi.

Leggi per una panoramica completa Riforma pensioni in legge di bilancio 2022: le novità

Da segnalare anche l'ampliamento del Contratto di espansione  con  anticipo pensionistico riservato ai lavoratori cui manchino al massimo 5 anni alla pensione di vecchiaia o anticipata,  utilizzabile anche da aziende sopra i 50 dipendenti, invece che 100.   

Vedi: "Contratto di espansione il nuovo scivolo per la pensione".

3) Riforma pensioni: le linee guida 2022 del Ministero del lavoro

Come detto prima dell'emergenza Ucraina e della crisi di governo c'era l' intenzione di portare a termine la riforma delle pensioni entro il 2022.

 Con la  Direttiva n. 28 del 2022 per l’azione amministrativa e la gestione per l’anno 2022 del Ministero del Lavoro,  erano state rese note  le strategie e gli obiettivi  che il Ministro del lavoro intendeva a realizzare  nel corso del 2022  

Vi si afferma    l'intenzione ad un "Intervento sul sistema pensionistico, attraverso il dialogo e il confronto con le parti sociali,  volto a garantire un sistema equo e flessibile nell'uscita dal mercato del lavoro". Il documento indicava tra gli obiettivi principali

  •  la prosecuzione   nell'azione di supporto per la regolamentazione delle forme pensionistiche e sostegno alle gestioni previdenziali del privato e del pubblico, mirata al rafforzamento delle  politiche previdenziali senza dimenticare pero la  vigilanza della sostenibilità sociale e finanziaria del sistema  previdenziale obbligatorio 
  •  intervenire per lo sviluppo della previdenza complementare e sugli enti  previdenziali e assicurativi, e gestione dei trasferimenti agli enti, 
  •  valutare le   possibili forme di flessibilità in uscita dal mondo del lavoro compatibili con la sostenibilità del  sistema previdenziale.
  • vigilare sulla corretta applicazione della normativa vigente a livello internazionale.
  • monitorare la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale e riassetto del sistema di governance e delle strutture organizzative degli enti pubblici di previdenzae di assistenza nonché degli istituti di patronato.
  • dare  supporto e verifica connessa alla rinnovata governance degli istituti previdenziali privati.

Da notare che non emerge, almeno esplicitamente,  dalla lista citata,  alcuna intenzione di introdurre nuove forme di tutela previdenziale per i giovani , come la  cd. "pensione di garanzia " richiesta dai sindacati.

4) Le proposte dei sindacati, della Lega , dell'INPS

Le principali sigle sindacali CGIL CISL e UIL  chiedono da tempo di  discutere  una riforma radicale delle pensioni

A maggio 2021 avevano  inviato un documento unitario che riassume le loro proposte intitolato "Cambiamo le pensioni adesso"QUI il testo.

In sintesi si chiedeva:

  •  flessibilità nell’accesso alla pensione, senza penalizzazioni per chi ha contributi prima del 1996, a partire dai 62 anni di età o
  •  con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.
  • ridurre  i vincoli che nel sistema contributivo condizionano il diritto alla pensione a  determinati importi minimi del trattamento (1,5 e 2,8 volte l’assegno sociale), penalizzando  i redditi più bassi
  •  modifica dell’attuale  adeguamento delle condizioni pensionistiche alla speranza di vita, doppiamente penalizzante perché agisce sia sui requisiti anagrafici e contributivi  sia sul calcolo dei coefficienti di trasformazione.
  • rafforzamento dei contratti di espansione e della ISOpensione (la pensione anticipata della legge Fornero)
  •  Sostegno alle categorie più deboli (disoccupati, invalidi , caregiver, lavori gravosi e usuranti, donne)  a cui vanno garantite strutturalmente condizioni più favorevoli 
  • ampliamento della platea dei lavori gravosi ed usuranti anche a coloro che svolgono attività lavorative con esposizione a materiale nocivo e a coloro che hanno  una malattia professionale riconosciuta dall' Inail e  per chi è affetto da  malattie che determinano un’attesa di vita più bassa.
  • rafforzare l'utilizzo della previdenza complementare con una massiccia campagna di informazione  per i lavoratori e un semestre di adessone attraverso il  silenzio assenso.

La proposta della LEGA

Il sottosegretario della Lega Durigon,  oltre a Quota 41 cioè uscita  senza limiti di età  con il solo requisito di 41 anni di contributi, aveva proposto anche  l'istituzione di un nuovo Fondo per i pensionamenti anticipati  ai lavoratori a rischio licenziamento o cassa integrazione nelle aziende in crisi e nelle aziende interessate alla transizione digitale e verde,  sempre con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, che come detto ha trovato parzialmente posto nella legge di bilancio 2022. 

La proposta dell'INPS

Anche il presidente dell'INPS Pasquale Tridico aveva proposto  una pensione anticipata a  a 62-63 anni (con almeno 20 anni di versamenti) con un assegno parziale, relativo alla sola parte di pensione maturata con il metodo contributivo, spostando l'erogazione della parte retributiva a partire dai 67 anni necessari per accedere alla pensione di vecchiaia .

5) Riforma pensioni: dati INPS, rapporto OCSE, i dati NADEF 2022

Nell'ultima relazione annuale (2021)  il Presidente dell'INPS  Tridico  ha affermato che: 

  • Al 31 dicembre 2020, i pensionati italiani erano pari a circa 16 milioni, di cui 7,7 uomini e 8,3 donne.
  •  Le prestazioni previdenziali rappresentano l’81% del totale e quelle assistenziali il 19%. 
  • La categoria più numerosa è rappresentata dalle pensioni di anzianità/anticipate con il 30,9% del totale, seguita da quella delle pensioni di vecchiaia con il 24,5% e dalle pensioni ai superstiti con il 20,5%; le prestazioni agli invalidi civili sono il 15,3% del totale; le prestazioni di invalidità previdenziale e le pensioni/assegni sociali sono rispettivamente il 5% e il 3,9%.
  •  la dinamica della spesa pensionistica si caratterizza per un rallentamento della crescita a partire dal 2014. Tuttavia, il rapporto tra numero di pensionati e occupati si mantiene su un livello che è tra i più elevati nel quadro europeo. Inoltre, il rapporto tra l’importo complessivo delle pensioni, in termini nominali, e il numero di occupati è cresciuto del 70% tra il 2001 e il 2020.

La nota di aggiornamento al documento economico finanziario NADEF 2021 del Ministro dell'Economia non formulava proposte In materia previdenziale . Erano presenti invece i dati  sulla spesa corrente a ancora molto sostenuta, Si affermava che nel  triennio  2022-2024 il costo delle pensioni sarebbe salito  del 2,8% mentre nel biennio 2019-2020 il costo medio delle pensioni è salito al disopra della media 2012-2018.

Purtroppo la recente fiammata inflazionistica rende obsoleti questi dati e la spesa previdenziale  2023 sarà ancora piu alta.  La nota di aggiornamento al documento economico finanziario elaborato dal Governo draghi come detto ha  evidenziato come spesa  pensionistica,senza riforme, salirà del 7,9%   pari a ben 23,5 miliardi di maggiore spesa .

VEDI QUI i dati della NADEF 2022

RAPPORTO OCSE - (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)

 Il rapporto OCSE     sull'Italia , presentato  a settembre 2021 condivideva  la visione positiva  del MEF sulla crescita dell'economia italiana , stimata al +5,9%  e ribadisce che la spesa previdenziale italiana del 2019 era poco sotto il 14% del Pil  mentre la media dei Paesi Ocse si ferma all’8,5% .Lo Studio raccomandava di riformare necessariamente la spesa pubblica e la politica fiscale al fine di integrare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  Attualmente, la spesa legata alle pensioni toglie spazio agli investimenti nelle infrastrutture, nell'istruzione e nella formazione, penalizzando i giovani, molti dei quali sono disoccupati e a rischio di povertà. Su questa base, il rapporto  chiedeva la fine sia di Quota 100  che di Opzione donna, e di ripristinare subito l’aggancio automatico dei requisiti previdenziali alla speranza di vita, come prevedeva la legge Fornero,  bloccata poi dalle regole del Conte-1 fino al 2026. 

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