Eta pensione

Speciale Pubblicato il 11/01/2017

L'età per andare in pensione dal 2017

di Redazione Fisco e Tasse

L'età per la pensione di vecchiaia, anticipata e l'anticipo pensionistico APE . L'adeguamento alla speranza di vita

La legge di stabilità 2017 ha introdotto alcune importanti novità sull'età per andare in pensione , prima fra tutte le possibilità di anticipare fino a un massimo di tre anni e 7 mesi l'uscita dal mondo del lavoro, rispetto all'età prevista normalmente per la pensione di vecchiaia.

Gli interessati  al nuovo meccanismo detto APE saranno i lavoratori  che compiono 63 anni a partire da maggio 2017. 

La norma riguarda sia i dipendenti pubblici che privati che i lavoratori autonomi.

Va fatta una premessa : attualmente per il 2017  l'età per andare in pensione e ricevere la pensione di vecchiaia è fissata a :

  • 66 anni e sette mesi  per gli uomini ( sia autonomi che dipendenti , pubblici e privati) e le donne che lavorano nel settore pubblico
  • 65 anni e 7 mesi per le donne dipendenti del settore privato
  • 66 anni e 1 mese per le donne lavoratrici autonome.

Dal 2018,  per tutti , l'età è stata unificata dalla riforma Fornero e sarà  a 66 anni e 7 mesi

Da ricordare che alla pensione di vecchiaia  hanno diritto tutti i lavoratori  assicurati con la previdenza obbligatoria  e che all'età stabilita abbiano un anzianità contributiva di almeno 20 anni.

Per la pensione di anzianità , invece, cui si accedeva a prescindere dall'età  ma avendo un requisito contributivo piu alto,  la riforma Monti- Fornero ha alzato i paletti e, definendola " pensione anticipata"a partire dal 2012  sono necessari almeno:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi  per le donne e
  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini sia nel pubblico che nel privato  con almeno 35 anni di  contribuzione effettiva (questa ultima norma non vale per ex Inpdap ed Ipost ed ex FS).

Pre chi sceglieva di andare in pensione prima era anche previsto un meccanismo di penalizzazione  dell'assegno . Per ogni anno mancante   dal momento in cui si scegliava di andare in pensione e l'eta minima per la pensione di vecchiatia , il montante calcolato con il metodo retributivo era  ridotto dell'1 percento (2% per gli anni prima dei 60 di età)

Con la legge di bilancio appena approvata a partire da maggio 2017 , è stato introdotto un nuovo meccanismo per anticipare l'eta per andare in epnsione detto "APE" , anticipo pensionistico , destinato a tutti i lavoratori  , con la  possibilità di anticipare  l'età della pensione   fino  ad un massimo di 3 anni e sette mesi.  Data le difficoltà della finanza pubblica  ovviamente  si potrà però   incassare un assegno  ridotto rispetto a quello che  si sarebbe avuto alla fine della carriera.

La pensione viene infatti   pagata in anticipo grazie ad un prestito da istituti finanziari privati  e controllato/ gestito dall'INPS  sulla base della nuova legislazione.

Dall'assegno di pensione "regolare" viene detratta la rata di restituzione del prestito , della durata di vent'anni,  e con tassi controllati sempre dallo Stato .

Il taglio della pensione dovrebbe aggirarsi intorno al 4/5%  dell’importo mensile , per tutto il periodo del prestito.  Si attende  su questa materia un accordo tra ABI e ministero dell'Economia e il conseguente decreto ministeriale  che definisca il tetto massimo dei tassi in interesse per tale prestito. 
La norma specifica anche che potranno accedere i lavoratori con una pensione non inferiore a 1,4 volte la pensione minima,  conteggiando il taglio per la restituzione del prestito. L'importo dell'a pensione  al netto della rata del prestito, dovrà dunque essere superiore a 702,65 euro . 

Avrà diritto all'APE anche chi soddisfa i requisiti tramite il cumulo contributivo,  ossia la ricongiunzione non onerosa dei contributi versati a casse diverse,  prevista sempre dalla legge di stabilità 2017.

 

L'età per la pensione nei lavori usuranti

Alle norme esposte sopra fanno eccezione i lavoratori che hanno svolto lavori detti usuranti ( miniere, cave ,alte temperature,  settore vetro e dell'amianto, addetti alla catena di montaggio,  lavoro per turni, lavoro notturno, conducenti mezzi pubblici, come definiti dal d.lgs 67 2011)  che possono andare in pensione dal 1° gennaio 2016:

  • con una anzianità contributiva minima di 35 anni e  una età minima pari a 61 anni e 7 mesi  oppure
  • con 41 anni di contributi versati , indipendentemente dall'età .

Grazie alla Legge di stabilità 2017 tali lavoratori non devono piu attendere 12 mesi (18 mesi per i lavoratori autonomi) per la cd."finestra" di accesso  introdotta dalla riforma Fornero per le pensioni anticipate,  ma   potranno andare in pensione  il primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti.  

Inoltre la stessa norma ha sospeso , solo per questi lavoratori, i futuri adeguamenti al meccanismo della  speranza di vita sino al 31 dicembre 2027.

 

 

L'adeguamento alla speranza di vita:cos'è?

Il meccanismo di adeguamento dalla speranza di vita era stato introdotto sempre dalla riforma Monti-Fornero del 2011,  sulla base  dell’evidente innalzamento della vita media della popolazione,  che comporta costi  sempre piu alti per il pagamento della pensione di ciascun cittadino. All'epoca si  è deciso quindi che, nel corso dei prossimi anni ,  il momento della pensione venga progressivamente spostato in avanti sulla base delle analisi dell'ISTAT con la modifica  dei requisiti anagrafici di accesso a tutte le tipologie di pensioni.

Il primo adeguamento  è stato nel  2013 ( pari a 3 mesi,) Un secondo adeguamento nel 2016 ha aggiunto 4 mesi all'età per la pensione e il prossimo sarà nel 2019. mentre dal 2021 viene stabilito che l’età per la pensione di vecchiaia dovrà raggiungere, almeno, i  67 anni.  Dal 2019 in poi l’adeguamento avrà cadenza biennale.


Commenti

Ieri ho partecipato al convegno "Tutto pensioni 2017" organizzato da "Il Sole 24 ore" e colgo una inesattezza nell'articolo pubblicato da "Fisco e Tasse" l'11/01/2017 dove si legge che per accedere all' anticipo pensionistico APE volontaria, l'importo dell'assegno erogato al netto della rata del prestito, dovrà essere superiore a 983, 71 euro. Ciò non è corretto in quanto la norma non fa riferimento all'assegno pensionistico al netto della rata mensile di rimborso del prestito e quindi, per l'accesso all'APE, in presenza di tutti gli altri requisiti, è sufficiente una pensione lorda mensile di circa euro 700,00 (1,4 volte la pensione minima, oggi pari a euro 501,89).

Commento di Antonella Luchena (19:06 del 24/01/2017)

Salve Antonella in realta la norma fa proprio espresso riferimento all'assegno al netto della rata mensile: le riporto il testo del comma 167 art. 1 L. 232/2016: "L'APE puo' essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, (...) purche' siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Ha ragione però sull'importo necessario ( al netto della rata) : il trattamento minimo per 1,4 dà 702, 65 euro . Per errore il calcolo è stato fatto due volte. provvediamo a correggere e la ringraziamo molto per la segnalazione. Cordiali saluti

Risposta di Susanna (11:32 del 26/01/2017) al commento di Antonella Luchena

Nell'articolo si parla al passato della pensione di anzianità, siccome questa APE sarebbe l'ennesima fregatura operata in danno dei lavoratori dipendenti, non vorrei che, per obbligarci a questa opzione, avessero abolito la pensione di anzianità.

In merito all'adeguamento della "speranza di vita", faccio notare che le notizie degli ultimi anni ci dicono che per le donne la soglia è diminuita ( e non poteva essere altrimenti, visto come siamo sfruttate), la domanda è: come mai si pensa solo ad aumentare l'età pensionabile ? l'ipotesi contraria, visto che si sta verificando, non è prevista ?

E infine un appunto: faccio presente che dopo i 60 anni, anche stare seduti otto ore consecutive dietro una scrivania "diventa USURANTE", la nostra classe medica lancerà l'allarme quando ormai saremo morti, comunque vi posso assicurare che lo Stato Italiano, oltre ad avere RUBATO anni di vita (posticipando l'età pensionabile) ci sta condannando ad una vecchiaia di stenti e malattia.

Questi ultimi anni di lavoro sono una "TORTURA" alla quale ci dobbiamo sottoporre per non cadere nelle tagliole degli anticipi pensionistici, ma, quello che guadagnamo sull'importo della pensione lo rimettiamo un salute, e anche questo sarà un costo che lo Stato farebbe meglio a valutare.

A meno che non pensino di obbligarci a morire quando non gli conviene più.

Commento di Miky (11:13 del 20/02/2017)

Ho 56 anni. Sono un Insegnante nella scuola media superiore pubblica da 30 anni. Lo stress quotidiano lavorativo, tra ore di lezione e infinite riunioni pomeridiane, la frustrazione di non potere ottenere far raggiungere gli obiettivi professionali agli studenti della scuola secondaria superiore grazie alla Riforma Renzi, la frustrazione di dovere rincorrere anno per anno punti a livello di aggiornamento, punti a livello di collaborazione con la Dirigenza, punti a livello dell'insegnamento (ricerca/azione e continuo miglioramento dell'insegnamento) mi hanno portato alla soluzione di licenziarmi. Io non riesco più a sostenere i ritmi stressanti e alienanti dell'insegnamento. Ho deciso di vendere l'unica casa che possiedo, dove vivo attualmente, per realizzare una piccola somma che mi permetta di continuare a versare contributi volontari e di sopravvivere (da poveraccio) fino alla mia età pensionabile. Posso realizzare almeno questa soluzione secondo la normativa attuale? Grazie 23/04/2017

Commento di Gioioso Di Dio (22:21 del 23/04/2017)

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