Eta pensione

Speciale Pubblicato il 16/01/2018

L'età per andare in pensione dal 2018

di Redazione Fisco e Tasse

L'età per la pensione di vecchiaia, anticipata e l'anticipo pensionistico APE dal 2018. L'adeguamento alla speranza di vita dal 2019

La legge di stabilità 2017 ha introdotto alcune importanti novità sull'età per andare in pensione, prima fra tutte le possibilità di anticipare, con la nuova  APE fino a un massimo di tre anni e 7 mesi l'uscita dal mondo del lavoro, rispetto all'età prevista normalmente per la pensione di vecchiaia.

Ma qual è l'età prevista per legge per andare in pensione?

Fino al  2017  l'età per andare in pensione e ricevere la pensione di vecchiaia era fissata a :

  • 66 anni e sette mesi  per gli uomini ( sia autonomi che dipendenti , pubblici e privati) e le donne che lavorano nel settore pubblico
  • 65 anni e 7 mesi per le donne dipendenti del settore privato
  • 66 anni e 1 mese per le donne lavoratrici autonome.

Dal 2018,  per tutti , l'età  per la pensione  sarà  a 66 anni e 7 mesi . Si parificano le condizioni tra uomini e donne.

Da ricordare che alla pensione di vecchiaia  hanno diritto tutti i lavoratori  assicurati con la previdenza obbligatoria  e che all'età stabilita abbiano un' anzianità contributiva di almeno 20 anni.

Dal 2019,   l'età per la pensione passerà per tutti a 67 anni, con uno scatto di 5 mesi, come previsto dalla Riforma Fornero che ha modificato il  meccanismo che collega l'aspettativa di vita all'età pensionabile, già introdotto con la riforma Dini.  Ci sono pero delle eccezioni per alcune categorie.

La pensione di anzianità è stata abolita ed è stata sostituita da diverse discipline specifiche, sulle quali la recente legge di bilancio ha apportato recentemente alcune modifiche:

ISOPENSIONE.  fruibile per le a ziende interessati da eccedenze di personale dai lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per il pensionamento nei 7 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro) , e non piu 4 . La norma si applica nel triennio 2018-2020.

APE VOLONTARIO (ad almeno 3 anni e 7 mesi dall'età pensionabile  con prestito garantito dalla pensione)- APE SOCIALE: anticipo pensionistico a 63 anni con indennità INPS oer lavoratori disoccupati o svantaggiati

PENSIONAMENTO ANTICIPATO PER I LAVORATORI ADDETTI A MANSIONI USURANTI

PENSIONAMENTO ANTICIPATO PER I LAVORATORI CD  "PRECOCI" ( con almeno 1 anno di contributi versati prima dei 19 anni di età)

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L'età per la pensione nei lavori usuranti

Alle norme esposte sopra fanno eccezione i lavoratori  definiti dal d.lgs n. 67 2011:

  • addetti a lavori detti usuranti ( lavoro in miniere, cave , ad alte temperature,  nel settore vetro e dell'amianto) e
  • addetti a mansioni pesanti  (addetti alla catena di montaggio,  lavoro per turni, lavoro notturno, conducenti mezzi pubblici) come   che possono andare in pensione dal 1° gennaio 2018 con i requisiti che seguono:

I beneficiari di tale trattamento, sono coloro che tra il 1° gennaio al 31 dicembre 2018 avendo svolto questo tipo di attività per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro o per almeno metà della vita lavorativa complessiva, sono i possesso dei seguenti requisiti agevolati  per la pensione anticipata usuranti:

    Lavoratori addetti a mansioni particolarmente usuranti  per almeno 78 giorni in un  anno:

  •         se dipendenti: quota 97,6, età minima 61 anni e 7 mesi e con 35 anni di contributi versati;
  •         se autonomi: quota 98,6, età minima di 62 anni e 7 mesi e 35 anni di contribuzione.

    Lavoratori notturni a turni, con un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:

  •         se dipendenti: quota 98,6, età minima 62 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi
  •         se autonomi: quota 99,6, età minima 63 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi.

    Lavoratori notturni a turni con un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:

  •         se dipendenti: quota 99,6, età minima 63 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi;
  •         se autonomi: quota 100,6 con 64 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi.

Grazie alla Legge di stabilità 2017 tali lavoratori non devono piu attendere 12 mesi (18 mesi per i lavoratori autonomi) per la cd."finestra" di accesso  introdotta dalla riforma Fornero per le pensioni anticipate,  ma   potranno andare in pensione  il primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti.  

Questi requisiti restano validi fino al 31.12.2016,  infatti la stessa norma ha sospeso, solo per questi lavoratori, i futuri adeguamenti al meccanismo della  speranza di vita sino al 31 dicembre 2027.

NOVITA' LEGGE DI BILANCIO 2018 

L’art. 1, comma 170, della Legge di Bilancio 2018  riguarda  i requisiti  la pensione anticipata  per i dipendenti che svolgano lavoro notturno per un numero di giorni lavorativi annui inferiore a 78 ed impiegati - sulla base di accordi collettivi già sottoscritti al 31 dicembre 2016 - in cicli produttivi del settore industriale su turni di 12 ore. 

La nuova norma prevede che   ai fini del calcolo del requisito temporale, i giorni lavorativi effettivamente svolti siano moltiplicati per il coefficiente di 1,5.

 

L'adeguamento alla speranza di vita: come cambia con la legge di stabilità 2018

Come detto, il meccanismo di adeguamento dalla speranza di vita era stato introdotto dalla riforma Dini e perfezionato dalla riforma Monti-Fornero del 2011,  sulla base  dell’evidente innalzamento della vita media della popolazione,   per arginare i costi  sempre piu alti per il pagamento delle pensioni.

All'epoca si  è deciso quindi che, nel corso dei prossimi anni,  il momento della pensione venga progressivamente spostato in avanti sulla base delle analisi dell'ISTAT, con la modifica  dei requisiti anagrafici di accesso a tutte le tipologie di pensioni.

Il primo adeguamento  è stato nel  2013 ( pari a 3 mesi,) Un secondo adeguamento nel 2016 ha aggiunto 4 mesi all'età per la pensione e il prossimo sarà nel 2019 con lo scatto a  67 anni.  Dal 2019 in poi l’adeguamento avrà cadenza biennale.

L’art. 1, commi da 146 a 153, della Legge di Bilancio 2018 riguardano le norme sull’adeguamento dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita; nello specifico:

a)    si modifica il meccanismo di adeguamento, prevedendo:

- che si dovrà fare riferimento alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio di riferimento,  rispetto alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente;

- che gli adeguamenti (a decorrere da quello operante dal 2021) non possono essere superiori a 3 mesi (con recupero dell'eventuale misura eccedente in occasione dell'adeguamento o degli adeguamenti successivi);

- che eventuali variazioni negative devono essere recuperate in occasione degli adeguamenti successivi (mediante compensazione con gli incrementi che deriverebbero da tali adeguamenti);

b) si prevede l’esclusione dall'adeguamento all'incremento della speranza di vita dei requisiti generali di accesso al pensionato di vecchiaia e al pensionamento anticipato per specifiche categorie di lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata INPS ex articolo 2, comma 26, della L. 335/1995 , cioè addetti a mansioni lavorative usuranti o gravose  , svolte per piu di 6 anni negli ultimi 7  (o 7 su dieci) , con anzianita contributiva di 30 anni.

 

 

 



Commenti

Ieri ho partecipato al convegno "Tutto pensioni 2017" organizzato da "Il Sole 24 ore" e colgo una inesattezza nell'articolo pubblicato da "Fisco e Tasse" l'11/01/2017 dove si legge che per accedere all' anticipo pensionistico APE volontaria, l'importo dell'assegno erogato al netto della rata del prestito, dovrà essere superiore a 983, 71 euro. Ciò non è corretto in quanto la norma non fa riferimento all'assegno pensionistico al netto della rata mensile di rimborso del prestito e quindi, per l'accesso all'APE, in presenza di tutti gli altri requisiti, è sufficiente una pensione lorda mensile di circa euro 700,00 (1,4 volte la pensione minima, oggi pari a euro 501,89).

Commento di Antonella Luchena (19:06 del 24/01/2017)

Salve Antonella in realta la norma fa proprio espresso riferimento all'assegno al netto della rata mensile: le riporto il testo del comma 167 art. 1 L. 232/2016: "L'APE puo' essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, (...) purche' siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Ha ragione però sull'importo necessario ( al netto della rata) : il trattamento minimo per 1,4 dà 702, 65 euro . Per errore il calcolo è stato fatto due volte. provvediamo a correggere e la ringraziamo molto per la segnalazione. Cordiali saluti

Risposta di Susanna (11:32 del 26/01/2017) al commento di Antonella Luchena

Nell'articolo si parla al passato della pensione di anzianità, siccome questa APE sarebbe l'ennesima fregatura operata in danno dei lavoratori dipendenti, non vorrei che, per obbligarci a questa opzione, avessero abolito la pensione di anzianità.

In merito all'adeguamento della "speranza di vita", faccio notare che le notizie degli ultimi anni ci dicono che per le donne la soglia è diminuita ( e non poteva essere altrimenti, visto come siamo sfruttate), la domanda è: come mai si pensa solo ad aumentare l'età pensionabile ? l'ipotesi contraria, visto che si sta verificando, non è prevista ?

E infine un appunto: faccio presente che dopo i 60 anni, anche stare seduti otto ore consecutive dietro una scrivania "diventa USURANTE", la nostra classe medica lancerà l'allarme quando ormai saremo morti, comunque vi posso assicurare che lo Stato Italiano, oltre ad avere RUBATO anni di vita (posticipando l'età pensionabile) ci sta condannando ad una vecchiaia di stenti e malattia.

Questi ultimi anni di lavoro sono una "TORTURA" alla quale ci dobbiamo sottoporre per non cadere nelle tagliole degli anticipi pensionistici, ma, quello che guadagnamo sull'importo della pensione lo rimettiamo un salute, e anche questo sarà un costo che lo Stato farebbe meglio a valutare.

A meno che non pensino di obbligarci a morire quando non gli conviene più.

Commento di Miky (11:13 del 20/02/2017)

Ho 56 anni. Sono un Insegnante nella scuola media superiore pubblica da 30 anni. Lo stress quotidiano lavorativo, tra ore di lezione e infinite riunioni pomeridiane, la frustrazione di non potere ottenere far raggiungere gli obiettivi professionali agli studenti della scuola secondaria superiore grazie alla Riforma Renzi, la frustrazione di dovere rincorrere anno per anno punti a livello di aggiornamento, punti a livello di collaborazione con la Dirigenza, punti a livello dell'insegnamento (ricerca/azione e continuo miglioramento dell'insegnamento) mi hanno portato alla soluzione di licenziarmi. Io non riesco più a sostenere i ritmi stressanti e alienanti dell'insegnamento. Ho deciso di vendere l'unica casa che possiedo, dove vivo attualmente, per realizzare una piccola somma che mi permetta di continuare a versare contributi volontari e di sopravvivere (da poveraccio) fino alla mia età pensionabile. Posso realizzare almeno questa soluzione secondo la normativa attuale? Grazie 23/04/2017

Commento di Gioioso Di Dio (22:21 del 23/04/2017)

Mia moglie ha 56 anni, ha iniziato a lavorare all' età di 15 anni (1976) a tempo indeterminato, maturando oltre 12 mesi di contributi al 19° anno di età. Il 31/03/2016 è stata licenziata per superamento limite comporto (per problemi cardiaci) di cui gli hanno accettato la domanda di inabilità per meno di un terzo riguardo le mansioni che svolgeva (operaia tessile). Il 28/04/2016 ha ottenuto la NASPI, che scade il 28/04/2018. Dall' estratto (on line) contributivo previdenziale dell' INPS, dal conteggio a oggi 31/12/2017 risultano 2127 settimane compresi quelli figurativi. Potrebbe in questo caso fare domanda per precoci quota 41?
Ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti

Commento di lino (16:29 del 20/01/2018)

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