Speciale Pubblicato il 07/05/2019

Età e requisiti per andare in pensione dal 2019

di Redazione Fisco e Tasse

Eta pensione

Le istruzioni aggiornate per pensione di vecchiaia, pensione anticipata con APE,precoci e lavori usuranti, Quota 100, Opzione donna, Isopensione

Negli ultimi anni si sono susseguite modifiche legislative che hanno  cambiato continuamente i requisiti e le età per andare in pensione. L'esigenza di fondo è ovviamente quelle di risparmiare sulla spesa previdenziale che è uno dei capitoli piu pesanti per il bilancio pubblico. La situazione si è particolarmente aggravata negli ultimi anni per l'andamento demografico che vede un invecchiamento della popolazione italiana dovuto all'aumento della vita media (o meglio speranza di vita) e contemporaneamente una forte  denatalità per cui le giovani generazioni, quelle  che pagano i contributi per pagare le pensioni, sono sempre meno numerose e oltretutto per la crisi dell' occupazione versano sempre meno.
Le principali riforme recenti sono:

  • la legge Fornero che ha  sancito il passaggio definitivo al  sistema contributivo e ha codificato il  meccanismo che lega l'aumento della speranza di vita alla pensione di vecchiaia e ha eliminato la pensione di anzianità (  quella con 40 anni di contributi a qualsiasi età).
  • introduzione dell'APE anticipo pensionistico a 63 anni  con un prestito bancario agevolato , garantito anche gratuitamente ad alcune categorie  (APE SOCIALE) e della RITA , la  possibilità di anticipare la fruizione di quanto versato alla Previdenza complementare.
  • Decreto Legge su Quota 100  I è entrato in vigore il 29 gennaio 2019, che reintroduce un pensionamento anticipato per gli iscritti alle gestioni INPS con 62 anni di età e 38 di contributi. Il decreto non modifica sostanzialmente quanto previsto per la pensione di vecchiaia sul sistema  di calcolo per cui l'uscita comporta un assegno piu basso di quanto sarebbe al momento della pensione di vecchiaia per i minori contributi versati.

Ne risulta un quadro estremamente frammentato e complesso . 

Va ricordato  dunque  che oggi  il sistema prevede :

  • La pensione di vecchiaia  cui hanno diritto tutti i lavoratori  assicurati con la previdenza obbligatoria  e che all'età stabilita  per legge (67 anni nel 2019, ma  che aumenta progressivamente se aumenta la speranza di vita)  abbiano un' anzianità contributiva di almeno 20 anni.
  •  svariate modalità di pensionamento anticipato   rispetto all'età della pensione di vecchiaia (Pensione anticipata della legge Fornero, APE volontario o sociale, Isopensione, Quota 100, pensione anticipata per  mansioni usuranti  e per i lavoratori precoci, ecc.) che vedremo in dettaglio piu avanti.

Vedi qui la disciplina 2018 per i lavori usuranti e gravosi . Su Quota 100 leggi anche "Quota100: cos'è ,chi resta escluso, quanto si perde"

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Età e requisiti per la pensione di vecchiaia fino al 2021

Qual è l'età prevista  oggi dalla legge per  la pensione di vecchiaia?
Fino al  2017  l'età per andare in pensione e ricevere la pensione di vecchiaia era fissata a:

  •  66 anni e sette mesi  per gli uomini ( sia autonomi che dipendenti, pubblici e privati) e le donne che lavorano nel settore pubblico
  •  65 anni e 7 mesi per le donne dipendenti del settore privato
  •  66 anni e 1 mese per le donne lavoratrici autonome.

Dal 2018,  per tutti, l'età  per la pensione  si era parificata a  66 anni e 7 mesi  sia per gli uomini e donne.
Dal 2019 l'età per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutte le categorie, in presenza di 20 anni di contributi previdenziali  sia versati che figurativi.

Infatti per il requisito contributivo di  20 anni  sono validi anche i contributi versati per:

  • riscatti di laurea,
  • accrediti gratuiti del servizio militare ,
  • contribuzione figurativa correlata alla indennità di disoccupazione Naspi
  • maternità.

A seguito dell'introduzione del cumulo contributivo gratuito modificato dalla legge 232/2016, i 20 anni possono essere raggiunti sommando  contributi  versati in tutte le gestioni Inps o anche presso Casse  professionali , purche in periodi non coincidenti.  Rientrano anche i contributi  accantonati in un altro Paese  della UE  o anche extra Ue, se è presente  una convenzione internazionale in materia di sicurezza sociale .

Vediamo nella tabella seguente i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia fino al 2021:

REQUISITI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA ORDINARIA

con requisito contributivo 20 anni

dipendenti pubblici

dipendenti privati

lavoratori autonomi

lavoratrici settore privato

lavoratrici autonome

2017

66 e 7 mesi

66 anni e 7 e 7 mesi

66 anni e 7 mesi

65 anni e 7 mesi

66 anni e 1 mese

2018

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

66 e 7 mesi

2019

67

67

67

67

67

2020

67

67

67

67

67

2021

67 anni e 3 mesi

67 anni e 3 mesi

67 anni e 3 mesi

67 anni e 3 mesi

67 anni e 3 mesi

Sono ancora valide alcune deroghe per alcune categorie di lavoratori previste dalla legge Amato (decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503; n. Circolare INPS n. 16/2013) per i quali sono sufficienti 15 anni di contributi versati.

E' prevista anche una pensione di vecchiaia con solo 5 anni di contributi effettivamente versati  , non precedenti il 1996 (esclusi i figurativi) che si raggiunge nel 2019 e 2020 a 70 anni:

NOTA BENE : I lavoratori che non hanno contributi prima del 1996 per potere andare in pensione a 67 anni, devono anche avere un valore dell’assegno lordo mensile pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (per il 2019 pari a 458 euro).

REQUISITI ANAGRAFICI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA

con  requisito contributivo 5 anni (solo contributi versati dopo il 1995)

uomini

donne

2018

70 anni e 7 mesi

70 e 7 mesi

2019

71 anni

71 anni

2020

71 anni

71 anni

2021

71 e 3 mesi

71 e 3 mesi

L'adeguamento alla speranza di vita con la legge di stabilità 2019

Come detto, il meccanismo di adeguamento dalla speranza di vita era stato introdotto dalla riforma Dini e perfezionato dalla riforma Monti-Fornero del 2011,  sulla base  dell’ innalzamento della vita media ,   per arginare i costi  sempre piu alti per il pagamento delle pensioni.

All'epoca si  è deciso quindi che, nel corso dei prossimi anni,  il momento della pensione venga progressivamente spostato in avanti sulla base delle analisi dell'ISTAT che definiscono la speranza di vita delle successive generazioni, con la modifica  dei requisiti anagrafici di accesso a tutte le tipologie di pensioni.

Il primo adeguamento  è stato nel  2013 ( pari a 3 mesi).  Un secondo adeguamento nel 2016 ha aggiunto 4 mesi all'età per la pensione  e nel 2019  c'è stato  lo scatto a  67 anni.   La  Legge di Bilancio 2018  aveva  modificato il meccanismo di adeguamento, prevedendo:

- che si dovrà fare riferimento alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio di riferimento,  rispetto alla media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente;

- che gli adeguamenti (a decorrere da quello operante dal 2021) non possono essere superiori a 3 mesi (con recupero dell'eventuale misura eccedente in occasione dell'adeguamento o degli adeguamenti successivi);

- che eventuali variazioni negative devono essere recuperate in occasione degli adeguamenti successivi (mediante compensazione con gli incrementi che deriverebbero da tali adeguamenti);

b) si prevede l’esclusione dall'adeguamento all'incremento della speranza di vita dei requisiti generali di accesso al pensionato di vecchiaia e al pensionamento anticipato per specifiche categorie di lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (A.G.O.), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata INPS ex articolo 2, comma 26, della L. 335/1995 , cioè addetti a mansioni lavorative usuranti o gravose, svolte per piu di 6 anni negli ultimi 7  (o 7 su dieci) , con anzianita contributiva di 30 anni.

Attualmente il meccanismo  introdotto dalla Legge Fornero è stato bloccato dal DL 4/2019  per tutti  dal 2019 e fino al 2026.

Età per la pensione anticipata ordinaria, Isopensione, APE Precoci

Vediamo ora le principali modalita di pensionamento anticipato attualmente in vigore:

PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA, a qualsiasi età;  è  riservata ai  lavoratori iscritti alle gestioni INPS e richiede nel 2019  :
• 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini  (2227 settimane)
• 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne (2175 settimane)


Va ricordato che il DL 4 2019 ha previsto una finestra mobile di tre mesi tra il momento della maturazione del requisito e  la decorrenza,  ovvero il momento in cui si percepisce effettivamente l'assegno di pensione.

REQUISITI PER LA PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA

lavoratori con contributi versati sia prima che dopo il 1995 - sistema di calcolo misto o contributivo

lavoratori

lavoratrici

2017

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

2018

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

DAL 2019 AL 2026 

42 anni e 10 mesi

41 anni e 10 mesi

ISOPENSIONE:  è fruibile  nelle  grandi aziende (con piu di 15 dipendenti ) interessate ad anticipare la pensione di una parte del  personale, per i lavoratori che raggiungano i requisiti minimi per la  pensione di vecchiaia nei 7 anni successivi, cioe con 7 anni di anticipo rispetto all'età per la pensione di vecchiaia .

 E' necessario un accordo  di esodo   con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. La norma si applica nel triennio 2018-2020 con il limite dei 7 anni e dal 2021 si tornerà alla formulazione originaria della legge Fornero, che prevedeva un massimo di 4 anni mancanti. 

E' una modalità costosa per i datori di lavoro a cui è richiesto il versamento dell'assegno pensionistico e  dei contributi mancanti fino al raggiungimento dell'età per la pensione.

APE VOLONTARIO:  si puo utilizzare  fino al 31.12.2019 al compimento dei  63 anni, posto che manchino al massimo   3 anni e 7 mesi dall'età pensionabile,  con un prestito garantito dalla pensione da restituire nei 20 anni successivi tramite una decurtazione sull'assegno pensionistico. Il  costo è dimezzato grazie un corrispondente credito di imposta.
APE SOCIALE:  a 63 anni, con almeno 20 di contributi si riceve una  indennità INPS, pari al massimo a 3 volte l'assegno sociale,  fino al momento della pensione; è una possibilità riservata a  lavoratori del cd. categorie deboli: disoccupati, disabili  o che assistono parenti di primo o secondo grado con disabilità o gravi patologie invalidanti, lavoratori precoci o addetti a mansioni gravose (con 36 anni di contributi)

PENSIONAMENTO ANTICIPATO PER I LAVORATORI CD  "PRECOCI" (con almeno 1 anno di contributi versati prima dei 19 anni di età):  a qualsiasi età ma con 41 anni di contributi versati. Devono pero trovarsi anche in una delle seguenti condizioni:

  • stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale 
  • invalidità superiore o uguale al 74% accertata dalle competenti commissioni mediche p
  • assistenza , al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • svolgimento di attività particolarmente faticose e pesanti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 o gravose per almeno sette anni negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, ovvero, per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa ( v. paragafo seguente)

Pensionamento anticipato lavoratori con mansioni usuranti o gravose

PENSIONE ANZIANITA' LAVORI USURANTI

Per i lavoratori addetti a mansioni usuranti  o gravose e pesanti definite dal d.lgs n. 67 2011 e  legge  di stabilità 2018 resta ancora in vigore il sistema delle Quote, come da schemi seguenti :
Lavoratori addetti a mansioni particolarmente usuranti  per almeno 78 giorni/notti  in un  anno:

dipendenti

 quota 97,6 e

età minima 61 anni e 7 mesi

autonomi (o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 98,6

età minima  62 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

    Lavoratori notturni a turni, con un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:

dipendenti

 quota 98,6 e

età minima 62 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 99,6

età minima di 63 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

Lavoratori notturni a turni con un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:

        dipendenti

 quota 99,6 e

età minima 63 anni e 7 mesi

autonomi ( o con versamenti in entrambe le gestioni)

 quota 100,6

età minima  64 anni e 7 mesi

servono in ogni caso  35 anni di contributi versati;

 NOTA BENE: Questi requisiti restano validi fino al 31.12.2026,  infatti la  legge di stabilità 2019 del Governo Conte  ha sospeso, per questi lavoratori, i futuri adeguamenti al meccanismo della  speranza di vita (V. circolare INPS n. 126 del 28 dicembre 2018).

Inoltre:

  • A seguito della Legge di stabilità 2017 tali lavoratori non devono piu attendere 12 mesi (18 mesi per i lavoratori autonomi) per la cd."finestra" di accesso  
  •  L’art. 1, comma 170, della Legge di Bilancio 2018   ha anche stabilito che per  la pensione anticipata  dei dipendenti che svolgano lavoro notturno per un numero di giorni lavorativi annui inferiore a 78 ed impiegati  in cicli produttivi del settore industriale su turni di 12 ore,   ai fini del calcolo del requisito temporale, i giorni lavorativi effettivamente svolti siano moltiplicati per il coefficiente di 1,5.

La legge di stabilità 2019 ha stabilito anche che :

  • i lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2019 conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico decorsi tre mesi dalla maturazione degli stessi,
  • I lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2019, anche cumulando i periodi assicurativi ai sensi della legge n. 228 del 2012, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal primo giorno del mese successivo all’apertura della relativa cd. finestra.

La pensione anticipata con Opzione Donna e Quota 100

OPZIONE DONNA

E' una possibilità riservata alle lavoratrici introdotta dalla legge  243 2004 in via sperimentale (per il periodo 2008 2015)  di andare in pensione con il sistema di calcolo contributivo   con  35 anni di contribuzione  ( con esclusione dei contributivi figurativi)  a:

  • 57 anni per le lavoratrici dipendenti e
  • 58 anni per le lavoratrici autonome.

Inoltre la decorrenza dell'assegno veniva  posticipata di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e di 18 per le autonome. E' stata poi prorogata dalla legge 232/ 2016 per il 2017 e 2018.  Il recente decreto 4 del 28 gennaio 2019 rinnova  la proroga per il 2019   con le seguenti età di pensionamento:

Requisito età raggiunto entro il 31.12.2018

Opzione donna (pensione con calcolo contributivo)

 lavoratrici dipendenti 

58 anni 

lavoratrici autonome

59 anni

 QUOTA 100 : E' la misura sperimentale in vigore per il triennio 2019-2021 introdotta dal Decreto legge 4 2019. in corso di conversione in legge.  che prevede l’uscita anticipata al raggiungimento di quota 100: 62 anni di età e 38 anni di anzianità contributiva. E' riservata agli iscritti alle Gestioni INPS.

Sono previste finestre mobili di posticipo della decorrenza di 3 mesi  per i dipendenti di aziende private e di 6 mesi per i dipendenti del pubblico impiego rispetto al momento della maturazione dei requisiti.




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Commenti

Ieri ho partecipato al convegno "Tutto pensioni 2017" organizzato da "Il Sole 24 ore" e colgo una inesattezza nell'articolo pubblicato da "Fisco e Tasse" l'11/01/2017 dove si legge che per accedere all' anticipo pensionistico APE volontaria, l'importo dell'assegno erogato al netto della rata del prestito, dovrà essere superiore a 983, 71 euro. Ciò non è corretto in quanto la norma non fa riferimento all'assegno pensionistico al netto della rata mensile di rimborso del prestito e quindi, per l'accesso all'APE, in presenza di tutti gli altri requisiti, è sufficiente una pensione lorda mensile di circa euro 700,00 (1,4 volte la pensione minima, oggi pari a euro 501,89).

Commento di Antonella Luchena (19:06 del 24/01/2017)

Salve Antonella in realta la norma fa proprio espresso riferimento all'assegno al netto della rata mensile: le riporto il testo del comma 167 art. 1 L. 232/2016: "L'APE puo' essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, (...) purche' siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Ha ragione però sull'importo necessario ( al netto della rata) : il trattamento minimo per 1,4 dà 702, 65 euro . Per errore il calcolo è stato fatto due volte. provvediamo a correggere e la ringraziamo molto per la segnalazione. Cordiali saluti

Risposta di Susanna (11:32 del 26/01/2017) al commento di Antonella Luchena

Nell'articolo si parla al passato della pensione di anzianità, siccome questa APE sarebbe l'ennesima fregatura operata in danno dei lavoratori dipendenti, non vorrei che, per obbligarci a questa opzione, avessero abolito la pensione di anzianità.

In merito all'adeguamento della "speranza di vita", faccio notare che le notizie degli ultimi anni ci dicono che per le donne la soglia è diminuita ( e non poteva essere altrimenti, visto come siamo sfruttate), la domanda è: come mai si pensa solo ad aumentare l'età pensionabile ? l'ipotesi contraria, visto che si sta verificando, non è prevista ?

E infine un appunto: faccio presente che dopo i 60 anni, anche stare seduti otto ore consecutive dietro una scrivania "diventa USURANTE", la nostra classe medica lancerà l'allarme quando ormai saremo morti, comunque vi posso assicurare che lo Stato Italiano, oltre ad avere RUBATO anni di vita (posticipando l'età pensionabile) ci sta condannando ad una vecchiaia di stenti e malattia.

Questi ultimi anni di lavoro sono una "TORTURA" alla quale ci dobbiamo sottoporre per non cadere nelle tagliole degli anticipi pensionistici, ma, quello che guadagnamo sull'importo della pensione lo rimettiamo un salute, e anche questo sarà un costo che lo Stato farebbe meglio a valutare.

A meno che non pensino di obbligarci a morire quando non gli conviene più.

Commento di Miky (11:13 del 20/02/2017)

Ho 56 anni. Sono un Insegnante nella scuola media superiore pubblica da 30 anni. Lo stress quotidiano lavorativo, tra ore di lezione e infinite riunioni pomeridiane, la frustrazione di non potere ottenere far raggiungere gli obiettivi professionali agli studenti della scuola secondaria superiore grazie alla Riforma Renzi, la frustrazione di dovere rincorrere anno per anno punti a livello di aggiornamento, punti a livello di collaborazione con la Dirigenza, punti a livello dell'insegnamento (ricerca/azione e continuo miglioramento dell'insegnamento) mi hanno portato alla soluzione di licenziarmi. Io non riesco più a sostenere i ritmi stressanti e alienanti dell'insegnamento. Ho deciso di vendere l'unica casa che possiedo, dove vivo attualmente, per realizzare una piccola somma che mi permetta di continuare a versare contributi volontari e di sopravvivere (da poveraccio) fino alla mia età pensionabile. Posso realizzare almeno questa soluzione secondo la normativa attuale? Grazie 23/04/2017

Commento di Gioioso Di Dio (22:21 del 23/04/2017)

Mia moglie ha 56 anni, ha iniziato a lavorare all' età di 15 anni (1976) a tempo indeterminato, maturando oltre 12 mesi di contributi al 19° anno di età. Il 31/03/2016 è stata licenziata per superamento limite comporto (per problemi cardiaci) di cui gli hanno accettato la domanda di inabilità per meno di un terzo riguardo le mansioni che svolgeva (operaia tessile). Il 28/04/2016 ha ottenuto la NASPI, che scade il 28/04/2018. Dall' estratto (on line) contributivo previdenziale dell' INPS, dal conteggio a oggi 31/12/2017 risultano 2127 settimane compresi quelli figurativi. Potrebbe in questo caso fare domanda per precoci quota 41?
Ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti

Commento di lino (16:29 del 20/01/2018)

ho 54 anni e 38 anni di contributi. io potrei avere i requisiti per l'isopensione ?

Commento di roberto (18:27 del 27/02/2018)

ho 72 anni sono ucraina e dal 2001 sono in italia e lavoro come colf ho sempre pagato i contributi e vorrei tornare dai miei familiari quando potro andare in pensione

Commento di nadia vitruk (20:20 del 16/04/2018)

A maggio 2019 faccio 41 anni di contributi e compio 56 anni. Ho cominciato a lavorare a 15 anni sempre nella stessa azienda versando tutti contributi. Posso richiedere la pensione come precoce.

Commento di marco (10:03 del 19/01/2019)

Vorrei sapere, per cortesia, se esiste ancora il collocamento obbligatorio n quiescenza da parte della P.A. per chi ha il massimo di contributi ma non ha raggiuntonel 2020 il limite ordinamentale di 67 anni. per la precisione se, con il consenso del dipendente, l'Amministrazione può lasciarlo in servizio. Grazie

Commento di Giuliana Greco (12:37 del 07/03/2019)

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