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  1. #1
    Amministratore L'avatar di Luigia
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    Predefinito La fiducia del contribuente nel sistema fiscale e nelle autorità

    • Cosa significa per voi “fiducia” nel sistema fiscale italiano?
    • Come può nascere e crescere la fiducia nel sistema fiscale?
    • Come può il Fisco mantenere la fiducia che i contribuenti nutrono nei suoi confronti?
    • Per quali motivi secondo voi i contribuenti arrivano a perdere fiducia nel Fisco? Come può essere recuperata tale fiducia? Può essere recuperata?
    Luigia

  2. #2
    Utente Senior L'avatar di giacomini95
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    Predefinito Riferimento: La fiducia del contribuente nel sistema fiscale e nelle autorità

    Quote Originariamente inviata da Luigia Visualizza il messaggio
    • Cosa significa per voi “fiducia” nel sistema fiscale italiano?
    • Come può nascere e crescere la fiducia nel sistema fiscale?
    • Come può il Fisco mantenere la fiducia che i contribuenti nutrono nei suoi confronti?
    • Per quali motivi secondo voi i contribuenti arrivano a perdere fiducia nel Fisco? Come può essere recuperata tale fiducia? Può essere recuperata?
    Fiducia = equità - serietà competenza cortesia dei funzionari - risposte chiare e celeri. Nasce solo con queste premesse in caso contrario la si perde o in alcuni casi non si è mai avuta fiducia nel fisco italiano.

    Recuperala vedi fiducia = ....


    MArta

  3. #3
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    Lei è stata molto chiara nel descrivere che cosa intende per fiducia. Rispetto a questa sua concezione pensa che il fisco italiano ne sia degno? e se no, quali margini di recupero ci sono?

  4. #4
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    Conosco tanti amici e conoscenti cinquantenni o sessantenni...... in pensione da 10 o anche 15 anni. Ma penso che chiunque di voi conosce situazioni di questo genere.... Ci si lamenta che ora le cose sono cambiate, ma non si pensa che forse il sistema era sbagliato prima e che ora si cerca di correre al riparo per non dichiarare bancarotta......
    I segnali che provengono dalle casse previdenziali non sono tanto rassicuranti al riguardo e il futuro appare incerto e magro.....
    Cosa pensare? Sicuramente oggi la politica del governo, checchè se ne dica, a me sembra piu' seria e responsabile e paga le conseguenze di anni di allegra amministrazione.
    Certo che riguadagnare la fiducia, soprattutto per le nuove generazioni, non sarà facile. Come faranno i figli di questi pensionati a capire che i loro genitori hanno potuto usufruire di una situazione di privilegio irresponsabile, che si ripercuote direttamente sulla loro ???

  5. #5
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    il suo riferimento alle nuove generazioni mi sembra assolutamente appropriato. Al di là del fatto che è vero che al giorno d'oggi sono pochi i giovani realmente interessati a questioni istituzionali, credo che per riguadagnare la loro fiducia manchi una base fondamentale, che è quella del dialogo, dell'interesse reciproco, della comunicazione costante. Senza questi presupposti, non può esistere fiducia, nè si può riguadagnare, perchè si crea solo distanza e, di conseguenza, diffidenza.

  6. #6
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    La fiducia nel sistema fiscale è questione assai complessa. La fiducia nasce sempre e segue la giustizia. Purtroppo.... da sempre.... lo stato parla di lotta all'evasione, ma non mi sembra che i risultati ci siano stati o almeno non nella giusta direzione. A mio parere la lotta all'evasione non si combatte con gli studi di settore, i parametri o la minum tax.... la lotta all'evasione si combatte con verifiche analitiche, con accertamenti mirati. Combattere l'evasione con i sistemi induttivi genera nei contribuenti un atteggiamento di sfiducia nelle autorità, perchè ci si sente vittime di un sistema prepotente...... contro cui ci si deve difendere adottando armi sempre pericolose e comunque costose. E' vero che gli studi di settore non si applicano automaticamente e che l'accertamento deve essere preceduto dal contraddittorio. Ma il contraddittorio non sempre è facile... dimostrare che il reddito è stato inferiore a quello che l'ufficio presume in base a parametri induttivi spesso è prova diabolica e ardua..... e sicuramente genera in chi la subisce una sfiducia chelle istituzione che invece che dimostrare, con prove analitiche, l'evasione.... si basa su sistemi per niente certi e giusti......
    E poi per guadagnarsi la fiducia ci vuole anche l'esempio di correttezza e onesta' in chi amministra la giustizia....qualcosa si sta facendo, ma la strada è ancora lunga.
    Luigia

  7. #7
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    Se per "fisco" intendiamo l'Agenzia delle entrate, devo dire la verità, una ncerta fiducia io ce l'ho. Meno in altre branche della P.A., ma nell'Agenzia, sì.
    Se per fisco intendiamo le regole per la tassazione, molto meno.
    Però non sono del tutto d'accordo con Luigia. Se ogni accertamento da studio di settore venisse sostituito con un accertamento "mirato" forse Lei stessa taccerebbe lo Stato come Stato di poilizia (tributaria).
    E' vero che gli strumenti induttivi costringono il contribuente ad una specie di prova diabolica (dimostrare cosa non si è fatto), ma nella mia esperienza 7 "incongrui" su 10 hanno fatto del nero. Dispiace per gli altri 3, ma questo è il mio piccolo universo statistico, e non c'è teoria più forte dei fatti.
    Ma forse la discussione proseguirà sulle nostre personali valutazioni sigli studi di settore, se interessa, io sono disposto a proseguire.

  8. #8
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    Certamente interessa, le vostre valutazioni personali e le vostre esperienze costituiscono l'elemento di maggiore rilevanza per noi quindi se la discussione dovesse proseguire in questo senso sarebbe un'ottima cosa.

  9. #9
    Utente Senior L'avatar di giacomini95
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    Quote Originariamente inviata da Marco_56 Visualizza il messaggio
    Se per "fisco" intendiamo l'Agenzia delle entrate, devo dire la verità, una ncerta fiducia io ce l'ho. Meno in altre branche della P.A., ma nell'Agenzia, sì.
    Se per fisco intendiamo le regole per la tassazione, molto meno.
    Però non sono del tutto d'accordo con Luigia. Se ogni accertamento da studio di settore venisse sostituito con un accertamento "mirato" forse Lei stessa taccerebbe lo Stato come Stato di poilizia (tributaria).
    E' vero che gli strumenti induttivi costringono il contribuente ad una specie di prova diabolica (dimostrare cosa non si è fatto), ma nella mia esperienza 7 "incongrui" su 10 hanno fatto del nero. Dispiace per gli altri 3, ma questo è il mio piccolo universo statistico, e non c'è teoria più forte dei fatti.
    Ma forse la discussione proseguirà sulle nostre personali valutazioni sigli studi di settore, se interessa, io sono disposto a proseguire.
    Fiducia nell'Agenzia dico ni il funzionamento di un ufficio dipende dal dirigente e dai suoi collaboratori per esperienza posso dire che qui a Milano alcune agenzie funzionano bene altre meglio stendere un velo pietoso.
    Quanto all'accertamento mirato concordo con Luigia mentre lo stato di polizia tributaria è quello attuale ove con lo studio di settore e altri elementi induttivi il fisco inverte l'onere della prova. Quanto ai casi di studi di settore che tu dici ti posso smentire xchè io ho visto situazioni ove l'evasione esiste ma il contribuente è congruo e corente e persone come la sottoscritta che non evadono risultare non congrua e non coerente.
    Se poi capita di andare a vedere nel sose come sono stati formati i parametri degli studi di settore ci si trovano delle sorprese del tipo che su 100 questioanri inviati hanno risposto in 70/75 soggetti che di questi da 20 a 30 hanno comemsso errori nella compilazione e quindi il campione elaborato da cui nasce lo studio se va bene è del 55% un poco scarso per elaborare un dato valodo per tutti.

    MArta

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: La fiducia del contribuente nel sistema fiscale e nelle autorità

    La mia "fiducia" nell'Amm.Finanziaria era in termini relativi ad altre pubbliche amministrazioni: certamente l'INPS è molto peggio.
    Sulla questione dello "Stato di polizia": ho provato ad immaginare un controllo analitico per tutti i miei contribuenti incongrui, e ho provato a generalizzare questo sui contribuenti (incongrui) dei miei colleghi della zona. Ho anche provato ad immaginare il tempo che dovrebbero dedicare ad un controllo del genere sia il contribuente che il commercialista. Sono disposto a scommettere qualsiasi cosa che mediamente i soggetti coinvolti preferirebbero un sistema statistico tipo studio di settore. E poi, forse non basterebbe quintuplicare il personale dell'Ufficio locale dell'Agenzia.
    Non dico che amo l'inversione dell'onere della prova, me ne guardo bene, ma lo stato di polizia sarebbe peggio. Ma se Giacomini95 lo preferisce, è lui (lei?) responsabile delle sue affermazioni.
    Certo è che gli studi di settore sono uno strumento grezzo, che andrebbe affiancato -ad esempio- ad un redditometro, anch'esso ancora assai grezzo!
    Comunque, nella mia esperienza degli ultimi anni, grossomodo ho avuto una situazione del genere:
    Su 10 contribuenti incongrui (10 per dare un parametro, non in cifra assoluta)
    3 li ho fatti adeguare
    6 hanno ricevuto l'invito a comparire
    1 non hanno ricevuto nulla
    Dei 6 che hanno ricevuto l'invito, per 4 sono riuscito a fargli pagare di meno di quanto calcolava GERICO (in qualche caso sensibilmente meno) proprio discutendo con l'Agenzia, 1 a farlo archiviare, 1 siamo in contenzioso.
    E' anche vero che fra quelli congrui c'è chi fa del nero, ne sono certo.

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