Pubblicato il 27/02/2010
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Qual'è il termine per la presentazione della dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione deve essere presentata, entro dodici mesi dal decesso, all'Ufficio delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l'ultima residenza del defunto. Se il defunto non aveva la residenza in Italia, la denuncia di successione deve essere presentata all'ufficio finanziario nella cui circoscrizione era stata fissata l'ultima residenza italiana; se quest'ultima è sconosciuta va presentata all'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate di "Roma 6", sito in Roma, via Canton n. 20, CAP 00144.

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Commenti

Qual è si scrive senza apostrofo!!! Non c'è, infatti, elisione

- Commento di Finotto Gianni (13:06 del 07/10/2010)

Caro lettore il qual'è e il qual è, è oggetto di dispute eccellenti. E io che sono l'autrice di questi testi non so perchè ho una simpatia per il qual'è. Ti riporto un testo del Satta, tratto da una discussione su questioni grammaticali "La disputa se si debba scrivere qual'è o qual è non è risolta né dalle grammatiche, né tanto meno dalla letteratura. Sono per l'apostrofo, fra gli altri, Federigo Tozzi, Mario Tobino, Tommaso Landolfi, Paolo Monelli, Bonaventura Tecchi. Non apostrofano invece Vasco Pratolini, Giuseppe Berto, Alberto Moravia, Goffredo Parise, Libero Bigiaretti. Ripetiamo alla buona i termini della polemichetta; e prendiamo gli argomenti di due studiosi: Franco Fochi (fautore dell'apostrofo) e Bruno Migliorini (che non ce lo vuole). Dice il Fochi che per quale « il troncamento è cosa del tutto finita, che appartiene alla storia, e non più all'uso della parola ». Egli prosegue citando il qual maraviglia di Brunetto Latini a Dante, che oggi più nessuno direbbe; e osserva che qual resta soltanto nel detto scherzosamente solenne Tal morì qual visse, in una o due espressioni come per la qual cosa. Ricordate le combinazioni con certo – in certo qual modo, un certo qual garbo, una certa qual mansione – egli insiste: « Ma ecco che qui mansione, di tre sillabe, preferisce la forma intera: "una certa quale mansione". E l'effetto aumenta con l'allungarsi del nome: "un certo quale spiritello", "una certa quale condiscendenza", ecc. ».Insomma, secondo il Fochi, essendo il qual tronco una cosa storicamente morta, c'è solo il quale da elidere; perciò, apostrofo. E sentiamo Bruno Migliorini: « Che si scriva un uomo e non un'uomo, un enorme peso e invece un'enorme ingiustizia è una distinzione non fondata sulla fonetica ma sulla schematizzazione dei grammatici. Distinzione artificiale è perciò quella fra "troncamento" e "elisione", ma una volta che questa distinzione si accetti, ne discende come un corollario ineluttabile che si debba scrivere senza apostrofo tal è, qual è... ». L'argomento del Fochi fa riflettere, è vero. Ma ha qualche punto debole. Anzitutto l'esempio un certo quale spiritello non è acconcio; diciamo quale spiritello e non qual spiritello solo perché è buona norma non troncare davanti a parola che cominci con s impura. Inoltre il Fochi cita onestamente alcuni esempi di sopravvivenza di qual. Aggiungiamo, pignoli, il diffuso « Qual buon vento ti porta? »; e quattro citazioni di scrittori: « E qual rispetto dal concessionario... » (Domenico Rea); « ...senza qual sacro pudore » (Riccardo Bacchelli); « Qual testimone veridico... » (Carlo Emilio Gadda); « ... qual più qual meno » (Virgilio Lilli). Queste nostre quattro citazioni, ne siamo certi, possono aumentare, anche se non di molto. E allora, è proprio morto il qual? Ma il nostro discorso è un altro. Franco Fochi sostiene che si deve scrivere qual'è ma non condanna come errore qual è; insomma egli ha messo o rimesso di moda un'altra duplice grafia del patrio idioma. Con tutte le parole che si possono scrivere in due, tre, quattro modi, non ce n'era davvero bisogno: La prima scienza pp. 72−75 La discussione è tratta dalle Questioni di Grammatica Italiana

- Commento di Luigia (17:38 del 07/10/2010)

Mia madre è morta nel 2004 ed io non ho ancora fatto la successione per figlio legittimo. ho ancora tempo per farla?

Grazie per la risposta.

Fabio.

- Commento di Fabio (14:20 del 04/05/2011)

la successione deve essere fatta entro un anno dalla data del decesso.

- Risposta di Jengo (17:18 del 05/05/2011) al commento di Fabio

Buongiorno, nel caso in cui un erede (il coniuge) sia incapace di intendere e di volere e per esso sia stato nominato un tutore (il figlio) da parte del giudice competente, è possibile derogare il termine ultimo di 12 mesi dall'apertura della successione, per consentire di completare l'iter della tutell e relativi adempimenti? Se si, per quanto tempo ed in base a quali riferimenti di legge? Grazie per la disponibilità.

- Commento di Giovanni Appendino (16:23 del 17/04/2012)

Buonasera, avrei bisogno di un consiglio sulla divisione: siamo 11 nipoti in eredita di uno zio defunto, di cui uno cointestatario dei soldi in banca, vorrei sapere se può tenersi il 50% dei soldi depositati dallo zio,se così fosse possono gli altri eredi impugnare il tutto rivolgendosi ad un'avvocato per una causa civile. Inoltre chiedo se l'importo dei soldi vanno dichiarati tutti sulla successione, oppure solo il 50% visto che il cointestatario vuole tenerli per se. La ringrazio. Carlo - CN-

- Commento di Carlo -CN- (20:22 del 17/04/2012)

Salve. Vorrei sapere se è vero che dopo 5 anni la domanda di successione va in prescrizione. Chiedo questo perchè dopo la morte di mia madre, per ragioni di lavoro mi sono trasferito all'estero.Per cui non ho potuto fare la pratica di successione. Mia sorella e mio fratello non l'hanno richiesta, lasciando passa re 4 anni. Oggi al rientro in Italia ho trovato la bella sorpresa. Il geometra da me interpellato mi ha fatto capire che pagare oggi sarebbe molto oneroso, quindi mancando pochi mesi alla scadenza dei 5 anni mi conviene aspettare. E' credibile la cosa? Come mi devo comportare? Grazie

- Commento di luigi mosti (08:53 del 20/04/2012)

Salve.Dopo quanti anniva in prescizione la mancata successione? Grazie

- Commento di LUIGI (08:52 del 21/04/2012)
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