Pubblicato il 17/02/2010
Quali sono i tipi di interpello previsti dal nostro ordinamento?
Possiamo individuare quattro tipi di interpello:
1) l’interpello a carattere generale regolato dallo Statuto del contribuente, che puo’ essere presentato personalmente dal contribuente interessato (salvo eccezioni ad esempio: genitore per conto del figlio minore);
2) l’interpello presentato per il tramite delle categorie professionali inerente la consulenza giuridica per questioni particolarmente complesse. Le modalità per tale tipo di consulenza sono illustrate nella circolare n. 99/E del 18 maggio 2000;
3) l’Interpello specifico limitato a determinate materie societarie (trasformazioni, fusioni, spese di propaganda e pubblicità, ecc.)
4) l’interpello disapplicativo delle norme antielusive. La domanda da indirizzarsi al Direttore regionale è prevista all'articolo 37-bis, comma 8, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ed è regolamentata con decreto del Ministro delle finanze del 19 giugno 1998, n. 259. Tale istituto attribuisce al Direttore regionale il potere di disapplicare, con proprio decreto, disposizioni di carattere tributario che, a scopo antielusivo, limitano deduzioni, detrazioni e crediti di imposta; ciò nel presupposto che il contribuente dimostri che, nella fattispecie prospettata, gli effetti elusivi non possono verificarsi.
1) l’interpello a carattere generale regolato dallo Statuto del contribuente, che puo’ essere presentato personalmente dal contribuente interessato (salvo eccezioni ad esempio: genitore per conto del figlio minore);
2) l’interpello presentato per il tramite delle categorie professionali inerente la consulenza giuridica per questioni particolarmente complesse. Le modalità per tale tipo di consulenza sono illustrate nella circolare n. 99/E del 18 maggio 2000;
3) l’Interpello specifico limitato a determinate materie societarie (trasformazioni, fusioni, spese di propaganda e pubblicità, ecc.)
4) l’interpello disapplicativo delle norme antielusive. La domanda da indirizzarsi al Direttore regionale è prevista all'articolo 37-bis, comma 8, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ed è regolamentata con decreto del Ministro delle finanze del 19 giugno 1998, n. 259. Tale istituto attribuisce al Direttore regionale il potere di disapplicare, con proprio decreto, disposizioni di carattere tributario che, a scopo antielusivo, limitano deduzioni, detrazioni e crediti di imposta; ciò nel presupposto che il contribuente dimostri che, nella fattispecie prospettata, gli effetti elusivi non possono verificarsi.
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