Reddito diverso per i beni in godimento : il calcolo !!!???

Determinare il reddito diverso per il socio che ha in godimento i beni dell’impresa non e’ sempre  semplice  e a volte puo’ essere abbastanza dispendioso.L’Agenzia nel dettare le modalità per stabilire il valore di mercato dei beni non sempre ne tiene conto.

Come accennato in precedenza andremo ad individuare ed esemplificare il “calcolo” del reddito diverso in capo all’utilizzatore, così come spiegato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare sull’argomento (CM. 24/E/2012).

A prima vista il calcolo sembra semplice e lineare. Invece purtroppo non è così scontato! Facciamo un passo indietro: anzitutto la norma ha introdotto una nuova fattispecie di “reddito diverso” nel TUIR (Testo unico imposte sui redditi) che prima non esisteva! Questo reddito diverso risulta dalla “differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore”. Differenza che, come già evidenziato, concorre alla formazione del reddito imponibile del socio o del familiare utilizzatore del bene.

Già nella sua semplicità è di difficile determinazione il valore di mercato! Cosa significa?

Nella CM 25/E/2012 (risposte ai quesiti posti dalla stampa specializzata) alla Domanda 5.4 l’Agenzia definisce “valore di mercato” del diritto di godimento il valore corrispondente al “prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi ”; “per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle camere di commercio e alle tariffe professionali tenendo conto degli sconti d’uso. Per i beni e i servizi soggetti a disciplina dei prezzi si fa riferimento ai provvedimenti in vigore”.

 

In pratica, per individuare il valore normale del diritto di godimento di un bene dell’impresa dato in uso, da confrontare con il corrispettivo pattuito per il godimento dello stesso, occorre far riferimento a criteri oggettivi rappresentati:

–   da specifici provvedimenti, per i beni i cui prezzi sono soggetti ad una disciplina legale;

–   dal prezzo normalmente praticato dal fornitore o, in mancanza, da quello desunto dai tariffari redatti da organismi istituzionali oppure dalle mercuriali contenenti valori modali determinati da Enti di Ricerca, Società Immobiliari di grandi dimensioni, Istituti Bancari, ecc., sulla base di esperienze di mercato di cui sono in possesso per l’attività che loro stessi svolgono, per i beni forniti in condizioni di libero mercato.

Nel caso invece non sia possibile utilizzare i suddetti criteri il valore di mercato dovrà risultare da apposita perizia che descriva in maniera esaustiva il bene oggetto del diritto di godimento motivando il valore attribuito al diritto stesso. Insomma per determinare il valore su cui pagare le imposte occorre pagare un perito che ci attesti il valore di mercato!! La circolare ovviamente sottolinea che il calcolo va fatto indipendentemente che il bene sia utilizzato per un anno o per frazione di anno: anche per un solo giorno, quindi!

Nella richiamata circolare l’Agenzia, fra l’altro, conferma quanto avevamo riportato sul blog riguardo al fatto che i finanziamenti ed i versamenti effettuati o ricevuti dai soci vanno comunicati, per l’intero ammontare, indipendentemente dal fatto che tali operazioni siano strumentali all’acquisizione dei beni poi concessi in godimento ai soci (Risposta 5.3).

 


1 Commento per Reddito diverso per i beni in godimento : il calcolo !!!???

  1. sacogi srl
    07/09/2012 alle 10:42

    molto chiaro e approfondito..

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Dottore Commercialista – Revisore Contabile – International Advisor Specializzato in operazioni straordinarie e di riorganizzazione societaria, ha creato una fitta rete di legami con altri Professionisti al fine di fornire una consulenza completa ed esaustiva. Membro di collegi sindacali, Curatore fallimentare per il Tribunale Civile Penale di Verona, Consulente esperto del Giudice in campo penale, è iscritto nell’elenco dei conciliatori della Camera di Commercio Industria Agricoltura di Verona.

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