Pubblicato il 16/07/2010
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I rapporti di lavoro delle associazioni sportive dilettantistiche

Staff di Fiscoetasse

Le associazioni sportive dilettantistiche godono di un regime fiscale di favore anche per i rapporti di lavoro che intrattengono. I compensi che le associazioni sportive dilettantistiche erogano a dilettanti non vengono tassati fino ad un importo annuo complessivo pari ad Euro 7.500.

Le associazioni godono di una serie di agevolazioni. Tra questi uno è legato ai compensi erogati a dilettanti, che possono essere sotto forma di indennità trasferte, rimborsi spese o premi.

I compensi esclusi dalla base imponibile

Le associazioni, per lo svolgimento dell’attività, si avvalgono spesso di volontari, che prestano la loro opera gratuitamente. Tuttavia, accade di frequente che la loro presenza non sia sufficiente a garantire il buon funzionamento dell’associazione. Per questo è necessario ricorrere a rapporti retribuiti, come il lavoro dipendente, il lavoro autonomo, il lavoro a progetto o l’associazione in partecipazione.
Anche sotto questo profilo le associazioni sportive dilettantistiche sono avvantaggiate.

I compensi erogati a dilettanti, anche sotto forma di trasferte, rimborsi spese o premi, sono considerati per il percipiente redditi diversi, e non vengono tassati fino ad un importo annuo complessivo pari ad Euro 7.500. La parte eccedente, fino al raggiungimento della soglia di 20.658,28 Euro, è colpita con la ritenuta a titolo d’imposta pari al 23%.


La frazione che supera 20.658,28 Euro è assoggettata alla ritenuta a titolo d’acconto, sempre pari al 23%.

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