Stress da lavoro: L'obbligo di valutazione previsto dal 1° Agosto 2010 slitta al 31 dicembre 2010
Studio Giorgi e Vitelli - Consulenti del Lavoro
Stress di lavoro correlato: un emendendamento al D.L. 78 prevede la proroga al 31 dicembre 2010 dell'obbligo di valutazione dello stress lavoro-correlato anche per i privati . La proroga già prevista per le pubbliche amministrazioni è stata estesa dall'emendamento 8.67 anche ai privati. Vediamo cosa deve contenere il documento di valutazione dello stress.
Adempimento poco conosciuto e, in una fase in cui molte aziende sono in crisi, l'obbligo di valutare lo stress da lavoro può apparire fuori luogo.La valutazione non dovrebbe comportare costi significativi, inoltre migliorare la condizione individuale e sociale dei lavoratori occupati nella propria azienda dovrebbe comunque rappresentare un valido investimento.
Ricordiamo quindi a tutte le aziende che non hanno ancora proveduto all'analisi del rischio stress da lavoro-correlato, di contattare il proprio referente per la sicurezza sul lavoro.
Stress da lavoro - obbligo di valutazione
Entro il 1° agosto 2010 (termine che dovrebbe slittare al 31 dicembre 2010) tutte le aziende dovranno adempiere agli obblighi secondo quanto previsto dal D. Lgs n. 81/2008 in materia di protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a stress lavoro-correlato.
Lo stress lavorativo è inserito all’art. 28 del citato decreto sulla sicurezza e amplia la nozione di salute lavorativa comprendendo il benessere sociale sul lavoro.
Il decreto non dà indicazioni sulla valutazione dello stress lavoro-correlato, ma rinvia all’accordo europeo dell’3 ottobre 2004. Tale documento segnala che lo stress lavoro-correlato è “una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale” e che esso è” conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste e alle aspettative riposte in loro”.
Fattori da analizzare per individuare lo stress da lavoro
Tra i fattori da analizzare ai fini dell’individuazione dei problemi da stress lavoro-correlato si evidenziano:
- l’eventuale inadeguatezza nella gestione dell’organizzazione e dei processi di lavoro (disciplina dell’orario di lavoro, grado di autonomia, corrispondenza tra competenze e requisiti professionali richiesti, carichi di lavoro ecc.);
- le condizioni di lavoro ed ambientali (esposizione a comportamenti illeciti, rumore, calore, sostanze pericolose, ecc.);
- la comunicazione (incertezza in ordine alle prestazioni richieste, alle prospettive di impiego o ai possibili cambiamenti, ecc.);
- la presenza di fattori soggettivi (tensioni emotive e sociali, sensazione di non poter far fronte alle situazioni, percezione di mancanza di attenzione nei propri confronti, ecc.).
Il datore di lavoro dovrà, pertanto, integrare il documento della valutazione dei rischi già predisposto o redigere un ulteriore documento aggiuntivo sullo stress lavoro-correlato.
Cosa deve contenere il documento di valutazione dello stress
Sulla base di quanto previsto dal comma 2 dell’art. 28, il documento relativo allo stress lavorativo dovrà contenere:
- il programma delle misure di miglioramento della condizione individuale rispetto allo stress;
- i ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere;
- l’individuazione delle procedure organizzative per l’attuazione delle misure da realizzare.
I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori potranno utilizzare, fino al 30 giugno 2012, l’autocertificazione dei rischi di cui alleghiamo il fac-simile.
La sanzione prevista per la mancata valutazione di tale rischio prevede l’ammenda da 5 a 15 mila euro e l’arresto da 4 a 8 mesi.
Commenti
Cioè posso autocertificare se i collaboratori sono stressati???
Commento di Enrico (10:42 del 07/07/2010)
in questa società di esperti... continua a prevalere la scienza, la competenza tecnica sulle facoltà e limiti umani. ogni aspetto DEVE essere normato, affinchè TUTTI si possa PERFETTAMENTE organizzare lo scibile! più normiamo più si sfora...è patetica e populista una promozione di adempimenti così altamente mirati e poveri di senso, che con alibi perfetti simulano un interesse UNIVERSALE sulla persona, quando di fatto la rendono sempre più matricola strumentale ed ignara del contesto politico nazionale ed europeo...SOLO INTERESSI!...
bèè,secondo me l'ammenda è bassa,dovrebbe essere Più alta per far paura a questi datori di lavoro,che quando un'operai gli vuole parlare,la tecnica che usano,è quella di girare e andarsene via,non vogliono sentire nessuna lamentela. ora vi pongo un mio problema sperando che qualcuno mi sappia rispondere,io lavoro in una azienda da 15 anni,con moglie e figlio a carico,sono conducente di macchine rullatrici,confezionatrici,e ho un super minimo di 100€ mentre il mio aiutante,non a famiglia,non a professionalità,e lavora in azienda da 2 anni ne prende 165€,secondo voi è discriminazione,e può creare stress sapendo che prende Più di me,grazie attendo risposte.
Commento di max (11:01 del 07/07/2010)
Vorrei entrare nella testa di questi signori che solo le pensano queste cose prive di senso...ora anche lo stress dei dipendenti?! Ma allo sterss dei commercialisti chi ci pensa?? Siamo dipendenti dello stato non retribuiti, dobbiamo fare tutto noi, e questo, chi è commercialista e consulente del lavoro lo sa. Perchè non ci danno un minimo di stipendio visto che siamo noi a far pagare le tasse??Visto che siamo noi ad eseguire un infinità di adempimenti, tutti per far incassare lo stato. Perchè non ci mandano anche una scopa così iniziamo anche a pulire...SVEGLIA!!!Basta con le barzellette, vogliamo serietà.
Commento di rosko (06:44 del 08/07/2010)
a rosko: Dipendenti dello stato? Diciamo meglio che lo stato vi crea il lavoro, ingarbugliando le cose così tanto da dover rendere necessario rivolgersi a professionisti per pagare le tasse. In altri paesi le tasse me le potrei pure pagare per i fatti miei, di fatto mandando in pensione la figura del commercialista. I clienti non ti pagano per caso? Dobbiamo pagare ancora più tasse per pagare voi? ... Aoohh!!! ...
Commento di yuwer (10:59 del 08/07/2010)
Gli ultimi interventi mettono in risalto due punti di vista... entrambi veri, due situazioni reali di stress. Il lavoro del professionista e del commercialista in particolare negli anni ha cambiato aspetto e forma. Da consulenti delle imprese i commercialisti...... sono diventati impiegati dello Stato. Vengono chiamati "intermediari" ma l'intermediazione lo Stato non la paga.... e quindi in qualche modo è scaricata sul "povero" contribuente-cliente, il quale oltre alle imposte, deve anche addossarsi il costo del commercialista. Purtroppo entrambe le figure sono vittime di un sistema troppo complicato, che crea si lavoro..... ma un lavoro stressante e poco redditizzio per tutti, .... tranne forse che per lo Stato....
Intermediari senza intermediazione!
Commento di Davide (13:05 del 08/07/2010)
a yuwer: auguri!!!
Commento di rosko (15:59 del 08/07/2010)
quoto Luigia dalla prima all'ultima parola. Praticamente è il mio pensiero che in qualche occasione ho espresso anche nel forum. ciao a tutti
Commento di marica (20:12 del 08/07/2010)
Fortunatamente ho appena saputo che tutto è slittato al 31.12...diciamo solo rinviato!
Commento di manuela (08:17 del 09/07/2010)
c'e' anche modo per valutare, ed eventualmente denunciare, lo stress causato dallo stato e da tutti i suoi enti?
Commento di alberto (10:03 del 12/07/2010)
mi chiedo.. sono segretaria di un architetto, sono io che mi devo informare di questa nuova valutazione, e poi riferire al datore.. il datore che mi fuma in ufficio, che alza spesso la voce, che telefona se stiamo a casa un giorno in malattia, .." perchè se non ci sei chi lo fa al posto tuo??" ... dovrei fargli presente tutte ste cose...causa di stress e nervosismo, (per me come per i colleghi) ma dall'altra parte è sempre lui il capo.. quindi come la mettiamo? e per rosko... hai scelto te di fare il commercialista :) non credo ti abbia obbligato nessuno a fare questa scelta, eri quindi consapevole di come funzionava il tuo lavoro no? ;)
Commento di Federica (15:31 del 21/07/2010)
Scusate , io parlo da imprenditrice titolare di una azienda con 12 dipendenti .. e come la mettiamo con lo stress da responsabilità ? come la mettiamo con lo stress da trovare lavoro per non lasciare a casa le persone ? come la mettiamo con il risarcire danni causati dal dipendente per errato considerazione del lavoro svolto ? .. quindi anche se una volta alzo la voce .. ho le mie ragioni per farlo. e cmq la vera ragione è che lo stress lo creano loro .. intendo chi ci governa uno di seguito all'altro che forse il lavoro VERO non sanno nemmeno dove sta !
Commento di paola (17:50 del 22/07/2010)
per Federica: anch'io come rosko sento di dire basta all'escalation di adempimenti infiniti gratuiti che ci piovono continuamente sui nostri studi. Abbiamo scelto di esercitare la professione di Commercialista ci ritroviamo coattivamente ad esercitarne un'altra. Un pò troppo non credi? ;)
Commento di marica (23:03 del 22/07/2010)
In base alla direttiva quadro 89/391 (quella che ha originato la 626- ndt), tutti i datori di lavoro sono obbligati per legge a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Questo dovere riguarda anche i problemi di stress da lavoro in quanto costituiscono un rischio per la salute e la sicurezza. Tutti i lavoratori hanno il dovere generale di rispettare le misure di protezione decise dal datore di lavoro. I problemi associati allo stress possono essere affrontati nel quadro del processo di valutazione di tutti rischi, programmando una politica aziendale specifica in materia di stress e/o attraverso misure specifiche mirate per ogni fattore di stress individuato.
Commento di Angelo Saitta (15:22 del 09/10/2010)
buonasera,sono nella Polizia Penitenziaria da quasi 30 anni,sono Rappresentante dei lavoratori e tutti i giorni lotto,combatto,e sbatto il muso contro un muro di gomma,ma c'è la salute dei miei colleghi e del personale civile in ballo e non demordo.qualcuno sà veramente in che cosa consiste il lavoro di Polizziotto Penitenziario?altro che stress da lavoro correlato......ajndiamo avanti sperando che non succeda mai niente,sino ad ora grandi proclami e paroloni.......niente si nsà del nostro lavoro e per qualcuno niente si deve sapere.....ma io anche se sono una pagliuzza in mezzo ad un fienile,continuo e continuerò a sputtanarli.....ilo 30 per cento di noi presenta sintomi di depressione più o meno grave e quasi tutti siamo a rischio stress da lavoro correlato...fate un pò voi.....
Commento di rocco (17:23 del 29/12/2010)



